Rifiuti: "flop differenziata a Palermo",esposto a Corte dei Conti

(AGI) - Palermo, 1 ott. - Un esposto alla Corte dei Conti e'stato presentato da attivisti e deputati palermitani delMovimento 5 Stelle per il "mega flop" nel capoluogo isolanodella raccolta differenziata, "nettamente al di sotto deilivelli minimi stabiliti per legge". Secondo dati Istat,infatti, a Palermo la differenziata si sarebbe attestata in unrange che oscilla dal 6,2 per cento del 2003 al 10,2 per centodel 2012, valori nettamente distanti dagli obiettivi stabilitidalla normativa vigente in materia di riciclo dei rifiutisolidi urbani. La legge prevede infatti per ogni ambitoterritoriale ottimale percentuali che

(AGI) - Palermo, 1 ott. - Un esposto alla Corte dei Conti e'stato presentato da attivisti e deputati palermitani delMovimento 5 Stelle per il "mega flop" nel capoluogo isolanodella raccolta differenziata, "nettamente al di sotto deilivelli minimi stabiliti per legge". Secondo dati Istat,infatti, a Palermo la differenziata si sarebbe attestata in unrange che oscilla dal 6,2 per cento del 2003 al 10,2 per centodel 2012, valori nettamente distanti dagli obiettivi stabilitidalla normativa vigente in materia di riciclo dei rifiutisolidi urbani. La legge prevede infatti per ogni ambitoterritoriale ottimale percentuali che partivano dal 35 percento per gli anni dal 2003 al 2006, fino al 65 per cento del2012. "Questo clamoroso flop - afferma Claudia Manninocomponente della commissione Ambiente della Camera - hacomportato a carico del Comune il pagamento di oneri aggiuntiviper il conferimento in discarica del materiale che avrebbedovuto essere destinato proficuamente alla raccoltadifferenziata ed ha, pertanto, arrecato ad i cittadini diPalermo un danno patrimoniale conseguente che si estrinsecaessenzialmente in una maggiorazione della tassa sui rifiuti". Imaggiori costi a carico del Comune sono stati sostenuti atitolo di "tariffa smaltimento rifiuti" (cosiddetta ecotassa),di addizionale del 20 per cento al tributo speciale prevista edella sovratassa dovuta per il mancato raggiungimento degliobiettivi di riciclo. Il danno erariale - continua ClaudiaMannino - inoltre, e' attribuibile finanche al danno ambientaledovuto al versamento presso la discarica di Bellolampo deirifiuti eccedenti, cosa che ha comportato il deterioramentodelle risorse naturali causato dall'immissione di maggioriquantita' di sostanze e microorganismi nel terreno e di gasnocivi nella zona circostante alla discarica". A dare forzaall'azione di attivisti e deputati del Movimento c'e' unpronunciamento della magistratura contabile. La corte dei Contiligure il 27 maggio del 2013 (sentenza n. 83) ha condannato perdanno erariale i sindaci del Comune di Recco e gli assessoriall'Ambiente pro-tempere proprio l'aggravio di costi dovutiallo smaltimento in discarica. (AGI)