Preti gay: Charamsa, mio manifesto contro l'omofobia del Vaticano

(AGI) - Roma, 3 ott. - Sconfessato dal portavoce del Vaticanoper il suo 'coming out' alla vigilia del Sinodo sulla famiglia,il monsignore polacco Krzysztof Charamsa reagisce attaccando.Il prelato, che dovra' lasciare i suoi incarichi di segretarioaggiunto della Commissione teologica internazionale vaticana eufficiale della Congregazione per la dottrina della fede,convoca una conferenza stampa in un locale di Roma, arrivaassieme al suo compagno Eduard, un giovane originario dellaCatalogna, col quale esibisce atteggiamenti teneri mentrepresenta un "manifesto di liberazione" in 10 punti contro"l'omofobia istituzionalizzata della Chiesa". "Voglio dire alla mia Chiesa che rifiuto

(AGI) - Roma, 3 ott. - Sconfessato dal portavoce del Vaticanoper il suo 'coming out' alla vigilia del Sinodo sulla famiglia,il monsignore polacco Krzysztof Charamsa reagisce attaccando.Il prelato, che dovra' lasciare i suoi incarichi di segretarioaggiunto della Commissione teologica internazionale vaticana eufficiale della Congregazione per la dottrina della fede,convoca una conferenza stampa in un locale di Roma, arrivaassieme al suo compagno Eduard, un giovane originario dellaCatalogna, col quale esibisce atteggiamenti teneri mentrepresenta un "manifesto di liberazione" in 10 punti contro"l'omofobia istituzionalizzata della Chiesa". "Voglio dire alla mia Chiesa che rifiuto e denunciol'esasperata e spesso paranoica omofobia dei nostri ambienti,che non possiamo piu' odiare le minoranze sessuali perche'cosi' odiamo l'umanita'", afferma Charamsa, auspicando che ilSinodo, che si apre lunedi', sia rivolto "a tutte le famiglie",dedicato all'"uguaglianza e alla dignita' della persona umana".Il 'coming out', ha detto Charamsa, "mi ha riportato alla verafelicita' del mio sacerdozio: voglio dirlo alla mia chiesa,alla mia comunita', a tutta la fantastica comunita'omosessuale, tutta fantastica gente che chiede il rispetto deipropri diritti". Solo poche parole sul celibato: "unadisciplina disumana", ha osservato il sacerdote polacco."Voglio dire alla mia Chiesa - ha affermato ancora Charamsa -apri gli occhi alla sofferenza delle persone omosessuali, aldiritto di rispetto per le loro scelte di vita: sono scelteumane e nessuno ha il diritto di chiamarle disumane". .