Come funziona il car sharing tra auto private messe in comune

Si chiama Popmove e per ora funziona soltanto a Roma. "​È una community di persone e mezzi regolata da una piattaforma certificata e garantita che non aggiunge auto ma ottimizza il parco esistente, migliorandolo"

popmove car sharing
Agf

Se lo sono chiesti in tanti a Roma nelle ultime settimane: a cosa si riferiscono quei cartelloni pubblicitari che si vedono un po' ovunque e che, senza dare ulteriori informazioni, recitano semplicemente “Cercasi scambisti”? Istintivamente il primo pensiero è quello del lancio di un nuovo disco o, comunque, progetto musicale, memori della campagna per il lancio dell’ultimo lavoro del rapper romano Coez, e lo scambio di profili Instagram tra Calcutta e Tommaso Paradiso faceva presagire qualcosa in questo senso.

Rotta sbagliata, oggi il mistero è stato svelato, lo scambio in questione riguarda le auto e la campagna lancia un innovativo servizio di sharing chiamato Popmove, il primo social mobility network a Roma. Il servizio essenzialmente si basa sulla possibilità di affittare la macchina di un’altra persona a seconda delle esigenze, quindi una sorta di car sharing ma dove gli utenti mettono a disposizione il proprio mezzo personale.

Il meccanismo è praticamente identico a quello di un classico car sharing: si scarica l’app, già disponibile su Play Store ed Apple Store, ci si registra e al momento giusto si individua la vettura che ci interessa noleggiare, le vetture si mettono in condivisione e si aprono con un’app proprio come un qualsiasi car sharing, ma con durate e percorrenze superiori: da 1 ora a 29 giorni e su tutto il territorio nazionale, purché si riconsegni il veicolo nei tempi indicati dal legittimo proprietario. Questo chiaramente se si desidera diventare quello che l’applicazione chiama “Popdriver”.

Se invece si aspira a diventare “Popmover”, come spiega Romatoday.it, “è necessario un requisito fondamentale: avere un noleggio a lungo termine, poi bisogna passare a "Popgo", il ready to share e mettere la propria vettura in condivisione. E ogni volta che un utente utilizza l'auto, la rata di noleggio si abbassa“. Un servizio quindi anche conveniente, così come descritto nella descrizione sul sito ufficiale popmove.com: “Chi mette a disposizione la propria auto può guadagnare da una vettura che altrimenti rimarrebbe inutilizzata; chi la cerca, trova l’auto di cui ha bisogno, pagando solo per l’uso che ne fa“.

popmove car sharing
  Traffico 

“Popmove - dichiara Alberto Cassone, presidente di Hurry e amministratore delegato della startup - lancia una nuova sfida nel segmento della mobilità, cambiando gli schemi delle tradizionali forme di condivisione. È una community di persone e mezzi regolata da una piattaforma certificata e garantita che non aggiunge auto ma ottimizza il parco esistente, migliorandolo. Questo permetterà a chi vi aderisce di scegliere di prendere un’auto e usarla, di non usarla e guadagnarci o addirittura di non acquistarla affatto. Popmove promuove una nuova cultura e un nuovo modello di relazione tra le persone basato sulla fiducia e sul rispetto. Il nostro obiettivo – sottolinea Cassone – è quello di rendere l’accesso all’auto sempre più semplice, conveniente, sostenibile e sicuro. La condivisione delle vetture non sarà più un servizio elitario per le grandi città, culla naturale delle nuove formule di mobilità innovativa, ma potrà così svilupparsi senza limiti geografici anche nei piccoli centri abitati”.

Il servizio, al momento, è operativo esclusivamente su Roma con circa 150 auto, tra utilitarie, suv e auto di lusso e permette di condividere solo auto euro 5 e euro 6.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it