Ponte Morandi: tre famiglie chiedono i danni dopo l'esplosione per la demolizione

I presunti danni sarebbero relativi ad alcune crepe nei muri o finestre danneggiate in seguito alle vibrazioni dell'esplosione

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VINCENZO PINTO / AFP
Esplosione Ponte Morandi

Tre nuclei familiari, che hanno la casa nel raggio di 250 metri dal punto dell'implosione controllata che ha abbattuto il moncone est di ponte Morandi, hanno inviato all'ATI dei demolitori del viadotto una richiesta di risarcimento per presunti danni dovuti all'operazione dello scorso 28 giugno. Secondo quanto si apprende sarebbero una decina le richieste di risarcimento arrivate alla struttura commissariale.

I presunti danni sarebbero relativi ad alcune crepe nei muri o finestre danneggiate in seguito alle vibrazioni dell'esplosione. Le istanze andranno ora singolarmente verificate dai periti. Gli edifici considerati 'a rischio' erano stati sottoposti a verifiche preventive da parte dell'ATI dei demolitori. La struttura commissariale fa sapere che chi avesse subito danni deve far pervenire eventuali richieste di risarcimento all'indirizzo ominispa@legalmail.it.

"Le attività di demolizione - spiega una nota della struttura - delle pile 10 e 11, svolte in data 28 giugno 2019 da SIAG S.r.l., sono di esclusiva responsabilità del raggruppamento temporaneo d'impresa ATI demolitori, cui spetta come da contratto del 18 gennaio 2019 l'obbligo di garantire la perfetta esecuzione dei lavori, condotti anche dalle imprese subappaltatrici". 



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