Arrestato a Pisa un uomo che ha venduto le sue due figlie per darle in sposa

Dopo la denuncia di rapimento la procura e la polizia di Pisa hanno attivato le indagini. E venerdì l'arresto dell'uomo, che le aveva vendute a dei cugini per 13 mila euro 

pisa uomo vende figlie 
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 donne violenza femminicidio - pixapay

Aveva denunciato il rapimento di tre figlie di 21, 19 e 8 anni, ma è stato arrestato per maltrattamenti, calunnia, sequestro di persona continuato e costrizione e induzione a contrarre matrimonio. Un uomo di 51 anni, di etnia rom e residente in un campo nomadi alle porte di Pisa, da anni puniva le due figlie di 21 e 19 anni, picchiandole e vessandole psicologicamente, perché le considerava troppo ribelli. Entrambe avevano scelto in modo autonomo i propri fidanzati rifiutando di contrarre matrimonio con due cugini bosniaci con i quali egli aveva pattuito la 'vendita'.

Dalla denuncia di rapimento, avvenuta ai primi di agosto, la procura e la polizia di Pisa hanno attivato le indagini che venerdì hanno portato all'arresto dell'uomo. Si tratta inoltre del primo caso in Italia dell'applicazione della custodia cautelare per il reato di costrizione e induzione al matrimonio, introdotto dal Codice Rosso.

I fatti sarebbero avvenuti all'interno di alcune roulotte del campo nomadi di Coltano. All'interno di una di queste, le due giovani venivano segregate e punite, lasciate per giorni a pane e acqua, costrette al taglio dei capelli. Sempre qui è stata trovata nascosta la figlia di 8 anni della quale l'uomo aveva denunciato il rapimento, poi rivelatosi falso, per dare piu' forza all'avvio delle indagini della polizia mirate a rintracciare le due sorelle. Ma le ragazze in realtà erano fuggite dal campo nomadi assieme ai fidanzati romeni, loro coetanei. Proprio i due fidanzati erano stati accusati dall'uomo di aver rapito le figlie.

Una delle due viene convinta e rientra a Pisa e accetta di sposare un cugino. Il prezzo della 'cessione' si aggira fra i 12 e i 13mila euro. Le nozze avvengono in un banchetto allestito nel parcheggio del campo nomadi, secondo una precisa 'liturgia' fatta di riti e simboli. Al termine una stretta di mano suggella 'l'affare'.

Una vicenda drammatica che ha visto anche la politica scendere in campo. "Un padre che vende le proprie figlie, che le maltratta e le segrega per obbligarle al matrimonio - scrive Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia - non è degno di chiamarsi padre, di essere considerato umano. Per punire queste persone e per provare a prevenire questi casi, mi sono battuta per inserire nel Codice rosso il reato di matrimonio forzato e oggi che è stato effettuato il primo arresto ne vado ancora più fiera".

Per Matteo Salvini: "Mentre il governo abusivo riapre i porti aiutando i trafficanti, le leggi volute dalla Lega salvano vite. Agli altri le poltrone, a noi idee e onore". "Il Codice Rosso - afferma la presidente della commissione giustizia della Camera, Francesca Businarolo, deputata M5s - è una legge di civiltà che tutti abbiamo contribuito ad approvare, oggi alla sua applicazione contro la barbara pratica dei matrimoni forzati: è una vittoria del buon senso e del parlamento tutto".



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