Perde lavoro e uccide direttore e capocantiere a Trabia, arrestato

(AGI) - Palermo - Una folle e disperata vendetta.
  Avrebbe ucciso il capocantiere e il direttore della cavapoiche' era in mobilita'  

(AGI) - Palermo, 18 set. - Una folle e disperata vendetta.Avrebbe ucciso il capocantiere e il direttore della cavapoiche' era in mobilita' da circa otto mesi ed era in gravidifficolta' economiche. Sarebbe questo il movente che avrebbearmato la mano di Francesco La Russa, 49 anni, arrestato dallaPolizia di Stato per il duplice omicidio commesso in tardamattinata all'interno di una cava di Trabia, in contradaGiardinello, in provincia di Palermo. Per le vittime, raggiuntedai colpi d'arma da fuoco, non c'e' stato scampo. La cava,sequestrata alla mafia, e' in amministrazione giudiziaria.Secondo una prima ricostruzione, La Russa, sposato e padre ditre figli, si e' presentato al cantiere e si e' subito recatoarmato negli uffici del direttore della cava, GianlucaGrimaldi, di 39 anni, e del capocantiere Giovanni Sorci, di 59,esplodendogli contro, dopo una violenta discussione, diversicolpi d'arma da fuoco, uccidendoli. Ad assistere alla tragediaun collega sotto choc. Poi si e' allontanato in auto, ma e'stato trovato poco dopo nelle campagne della zona dallapolizia, cui ha fatto ritrovare la pistola calibro 9. - In basealle testimonianze, l'ex dipendente diverse volte nelle ultimesettimane si era presentato alla cava chiedendo di esserereintegrato nel sito. La Russa "non era stato licenziato, maera in mobilita' remunerata dal 31 dicembre 2014", sortecondivisa da quattro persone, chiarisce l'amministrazionegiudiziaria guidata da Gaetano Cappellano Seminara, tra gliindagati nell'inchiesta sulla gestione dei beni confiscati cheha travolto la Sezione misure di prevenzione del tribunale diPalermo. Peraltro, viene aggiunto, "gli era stato proposto diandare lavorare a circa dieci chilometri di distanza, presso laCava Valle Rena, ma aveva rifiutato". Ma a quanto pare nonvoleva saperne di andare altrove e soprattutto era stanco diattendere altre soluzioni e sentiva di non riuscire ad andareavanti con lo stipendio decurtato. Una comunita' in luttoquella di Trabia, mentre alla cava si sono radunati subito dopoil dramma, familiari, amici, operai e amministratori, in unclima generale di prostrazione. "Il folle gesto di oggi -commenta la Cisl - e' frutto di una disperazione dilagante, checresce anziche' diminuire. L'edilizia fa notizia ormai solo pertragedie suicide, omicide o per le morti bianche ma,concretamente, nessuno si interessa dell'agonia del compartodelle costruzioni, degli 80mila disoccupati del settore, delleloro vite e del dramma che le loro famiglie ogni giorno vivono.Le istituzioni che latitano e non investono un euro a sostegnodelle costruzioni in Sicilia, facciano mea culpa". "Nulla -sostiene la Fillea Cgil - secondo quanto ci riferisce chi loconosceva nell'ambiente di lavoro, lasciava presagire un gestodel genere. Il dato preoccupante che emerge e' l'incertezzacrescente nella prospettiva di molti lavoratori disoccupatiche, una volta licenziati e in mobilita', non riescono atrovare un nuova occupazione. La ricerca di un nuovo posto e'motivo di angoscia, perche' trovare occupazione con la crisidrammatica che attraversa il settore dell'edilizia a Palermo e'molto difficile". La realta' che si cela dietro questo gesto e'che molti lavoratori che conoscono la disoccupazione, aggiungeil sindacato, "non intravedono una possibilita' di una nuovaprospettiva e l'ammortizzatore sociale e' un sostegno bassorispetto al reddito. Il tutto amplificato dalla crisidrammatica". (AGI).