Cosa Frontex contesta alle Ong impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo

Il direttore dell'agenzia Ue: "I non governativi non collaborano con noi"

Cosa Frontex contesta alle Ong impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo
Migranti e rifugiati cercano di afferrare giubbotti di salvataggio gettati dai membri dell'equipaggio al largo della costa libica nel Mar Mediterraneo (3 novembre 2016) (foto Afp) 

Frontex (l'agenzia Ue che sui occupa dei confini dell'Unione europea) solleva alcune contestazioni alle Ong, che effettuano circa il 40% dei salvataggi nel Mediterraneo, nel Rapporto Risk Analysis 2017: "È chiaro che le missioni al limite e occasionalmente all’interno del limite delle 12 miglia, in acque libiche, hanno conseguenze non desiderate". E cioè che per gli scafisti è fin troppo facile stipare all’inverosimile i gommoni, e mandarli in mare addirittura senza acqua da bere, senza carburante, senza salvagente. Tanto ci sono le navi delle Ong lì pronte.

 

 

Rincara la dose il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri: "Le Ong non collaborano con noi". Perché collaborare con le polizie europee va contro la filosofia di molte organizzazioni non governative. Così accade che gli scafisti preferiscono spedire i gommoni in bocca alle navi umanitarie evitando quelle della missione militare europea Eunavfor Med. Il motivo è che queste navi, una volta salvati i migranti, affondano i barconi e i gommoni (380 imbarcazioni distrutte) e individuano gli scafisti (110 soggetti) che consegnano alla magistratura italiana. Almeno tre Procure indagano (Palermo, Catania e Trapani) sulla questione. 

Procuratore aggiunto di Palermo: "Reati difficili da provare"

"Premettiamo che ci sono indagini in corso e che c'è il segreto investigativo. Ma diciamo pure, in generale, che sono fatti che è molto difficile accertare, così come ipotizzare un reato è tutt'altro che semplice". Lo spiega alla Stampa Maurizio Scalia, procuratore aggiunto di Palermo, da anni si occupa di migranti e tratta degli esseri umani. "Cosa contestare: il favoreggiamento? Ma in che modo si potrebbe configurare un reato del genere, quando c'è qualcuno da soccorrere?". "Il concorso esterno - continua Scalia - presuppone, in effetti, il rafforzamento degli intenti e delle finalità illecite delle associazioni a delinquere: ma entraimo nel fanta-giuridico, perché si dovrebbe ricollegare all'agire di chi viene chiamato a soccorrere persone in pericolo di vita".

 

Attivisti tedeschi: "nessuna collusione, in mare salviamo vite"

"Ci accusano di essere i taxi del mare? E' falso, Frontex distribuisce fake news". Così risponde alle accuse sulle pagine del quotidiano La Stampa Hans-Peter Bushheuer, portavoce della Ong tedesca Sea-eye che da un paio di anni con le sue imbarcazioni batte le rotte mediterranee. "Loro dicono che disturbiamo i soccorsi, noi diciamo invece che collaboriamo con il dispositivo Frontex per soccorrere vite umane. Non portiamo i migranti in Italia, li soccorriamo in mare e basta".  

Per approfondire:

Aggiornamento del 24 aprile 2017 - ore 18,15: In una precedente versione di questo articolo si riportava la frase: Le navi delle organizzazioni umanitarie (...) "usate dagli scafisti come taxi". Tale frase era erroneamente attribuita alla pagina 32 del rapporto Frontex. Il lettore @elreytuqueque ci segnala che la frase non è presente nel rapporto. Abbiamo corretto e ci scusiamo con i lettori per l'imprecisione.