Parolisi, 35 coltellate ma senza crudelta'. "Melania uccisa in un impeto d'ira"

(AGI) - Roma, 24 feb. - Una "esplosione di ira ricollegabile aun litigio tra i due coniugi". Questa la ricostruzione che laprima sezione

(AGI) - Roma, 24 feb. - Una "esplosione di ira ricollegabile aun litigio tra i due coniugi". Questa la ricostruzione che laprima sezione penale fa dell'omicidio di Melania Rea,riconoscendone come unico responsabile il marito della vittima,Salvatore Parolisi. Le ragioni fondanti del litigio, aggiungela Suprema Corte nelle motivazioni della sentenza con cui, il10 febbraio scorso, confermo' la responsabilita' dell'imputatopur disponendo un nuovo processo per rideterminare al ribassola pena a 30 anni inflittagli in appello, "si apprezzano nellaconclamata infedelta' coniugale" di Parolisi. Il "fattodelittuoso", sottolineano i supremi giudici, "si inserisce nelcontesto di una giornata 'apparentemente normale', i dueconiugi erano attesi di li' a poco a casa di amici", la figlia"era con loro" e "non e' risultato alcun particolare contatto,nella fascia oraria immediatamente precedente, con ulteriorisoggetti o terzi tale da far ipotizzare ulteriori e anomaliappuntamenti". La ricostruzione operata dagli inquirenti"colloca" Parolisi "sul luogo del delitto" e "costruisce ildelitto stesso in termini di 'occasionalita'" ossia legato al"dolo d'impeto" e non alla "premeditazione", che non e' maistata ipotizzata".

"La mera reiterazione dei colpi", anche se "consistente", nonpuo' essere ritenuta "fonte di aggravamento di pena", inrelazione all'aggravante dell'aver agito con crudelta'. Lorileva la prima sezione penale della Cassazione, spiegandoperche', il 10 febbraio scorso, pur riconoscendo laresponsabilita' dell'ex caporalmaggiore dell'Esercito SalvatoreParolisi nell'omicidio della moglie Melania Rea, ha disposto unnuovo processo per rideterminare al ribasso la pena a 30 anniinflittagli in appello, eliminando la contestata aggravantedella crudelta'.

La relazione extraconiugale che Salvatore Parolisi viveva nonva considerata "movente in senso tipico" dell'omicidio dellamoglie Melania Rea, ma piuttosto un "antecedente logico estorico di un profondo disagio personale che nel determinareuna 'strettoia emotiva' ben puo' aver determinato quelleparticolari condizioni di aggressivita' slatentizzatesi nelmomento del delitto". Lo scrive la prima sezione penale dellaCassazione nella sentenza - depositata oggi e lunga ben 100pagine - con la quale spiega il perche', il 10 febbraio scorso,confermo' la responsabilita' di Salvatore Parolisi perl'omicidio della moglie. .