Papa: vicino a vittime del terrorismo "non abbiate paura"

Nella mesa di Pasqua Francesco ha pregato per i popoli martoriati dai conflitti, perché si accolgano di immigrati e per coloro che soffrono nel corpo e nello spirito

Papa: vicino a vittime del terrorismo "non abbiate paura"
 Papa Pasqua - afp

Roma - "Vicinanza alle vittime del terrorismo" è stata espressa da Papa Francesco nel Messaggio di Pasqua  letto dalla Loggia di San Pietro prima della Benedizione Urbi et Orbi. Un male che il Papa ha definito oggi "forma cieca ed efferata di violenza che non cessa di spargere sangue innocente in diverse parti del mondo, come è avvenuto nei recenti attentati in Belgio, Turchia, Nigeria, Ciad, Camerun e Costa d'Avorio". "Con le armi dell'amore - ha ricordato il Papa - Dio ha sconfitto l'egoismo e la morte; il suo Figlio Gesù è la porta della misericordia spalancata per tutti". Francesco ha poi pregato per il "buon esito" dei "fermenti di speranza e delle prospettive di pace dell'Africa; penso in particolare al Burundi, al Mozambico, alla Repubblica Democratica del Congo e al Sud Sudan, segnati da tensioni politiche e sociali".

Uomo si arrampica su lampione a San Pietro, fermato da forze sicurezza

La consolante parola del Signore: 'Non abbiate paura! Io ho vinto il mondo!'" è stata ricordata da Papa Francesco "ai nostri fratelli e sorelle che sono perseguitati per la fede e per la loro fedelta' al nome di Cristo e dinanzi al male che sembra avere la meglio nella vita di tante persone". "Oggi - ha detto nel Messaggio di Pasqua - è il giorno fulgido di questa vittoria, perché Cristo ha calpestato la morte e con la sua risurrezione ha fatto risplendere la vita e l'immortalità". "Egli - ha continuato il Papa con le parole del padre della Chiesa Melitone - ci ha fatto passare dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza alla gioia, dal lutto alla festa, dalle tenebre alla luce, dalla schiaviù' alla redenzione. Perciò diciamo davanti a Lui: Alleluja!".

E' stato per il popolo siriano, brutalmente ferito da anni di guerra, il primo pensiero di Papa Francesco nel Messaggio di Pasqua che ha preceduto la Benedizione Urbi et Orbi: "Cristo risorto indica sentieri di speranza alla cara Siria, Paese dilaniato da un lungo conflitto, con il suo triste corteo di distruzione, morte, disprezzo del diritto umanitario e disfacimento della convivenza civile". "Alla potenza del Signore risorto affidiamo - ha scandito il Pontefice - i colloqui in corso, affinchè con la buona volontà e la collaborazione di tutti si possano raccogliere frutti di pace e avviare la costruzione di una società fraterna, rispettosa della dignità e dei diritti di ogni cittadino".

"Il mondo è pieno di persone che soffrono nel corpo e nello spirito, mentre le cronache giornaliere si riempiono di notizie di efferati delitti, che non di rado si consumano tra le mura domestiche - ha detto ancora il Pontefice - e di conflitti armati su larga scala che sottomettono intere popolazioni a indicibili prove. Di fronte alle voragini spirituali e morali dell'umanità, di fronte ai vuoti che si aprono nei cuori e che provocano odio e morte, solo un'infinita misericordia può darci salvezza. Solo Dio può riempire col suo amore questi vuoti, questi abissi, e permetterci di non sprofondare".

Francesco ha lanciato poi un forte appello perché si accolgano ed aiutano i migranti, "i nostri fratelli e sorelle che sulla loro strada incontrano troppo spesso la morte o comunque il rifiuto di chi potrebbe offrire loro accoglienza e aiuto". "Il Cristo risorto, annuncio di vita per l'intera umanità, si riverbera - ha detto - nei secoli e ci invita a non dimenticare gli uomini e le donne in cammino alla ricerca di un futuro migliore, schiera sempre più numerosa di migranti e di rifugiati, tra cui molti bambini, in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla povertà e dall'ingiustizia sociale". 

Il Papa ha invocato l'aiuto di Dio affinch l'umanità possa "continuare a camminare insieme verso la Terra della libertà e della vita". "L'annuncio gioioso della Pasqua, Gesù, il crocifisso, non è qui, è risorto, ci offre - ha sottolineato - la consolante certezza che l'abisso della morte è stato varcato e, con esso, sono stati sconfitti il lutto, il lamento e l'affanno". Tocca però agli uomini fare in modo che da questo scaturisca un cambiamento: "Il Signore, che ha patito l'abbandono dei suoi discepoli, il peso di una ingiusta condanna e la vergogna di una morte infame, ci rende ora partecipi della sua vita immortale e ci dona il suo sguardo di tenerezza e di compassione verso gli affamati e gli assetati, i forestieri e i carcerati, gli emarginati e gli scartati, le vittime del sopruso e della violenza". 

"Un quotidiano impegno ad adoperarsi per edificare le basi di una pace giusta e duratura tramite un negoziato diretto e sincero" che favorisca in Terrasanta "la convivenza fra Israeliani e Palestinesi" è stato sollecitato da Papa Francesco che nel Messaggio di Pasqua ha invocato "la paziente disponibilità" dei due popoli e l'aiuto della Comunità Internazionale per la pacificazione dell'itera area. "Il messaggio di vita, risuonato per bocca dell'Angelo presso la pietra ribaltata nel sepolcro, sconfigga - ha scandito - la durezza dei cuori e promuova un incontro fecondo di popoli e di culture nelle altre zone del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, in particolare in Iraq, nello Yemen e in Libia". (AGI) Siz (AGI) - CdV, 27 mar. - "Il Signore della vita accompagni gli sforzi intesi a raggiungere una soluzione definitiva alla guerra in Ucraina". Ha pregato così Papa Francesco nel Messaggio di Pasqua, nel quale ha chiesto al Signore di "ispirare e sostenere anche le iniziative di aiuto umanitario, tra cui la liberazione di persone detenute". (AGI)