Papa: spezzare le catene invisibili della schiavitu'

(AGI) - CdV - "Spezzare le catene invisibili dellaschiavitu'". E' questo l'imperativo che Papa Francesco rivolgeagli organismi internazionali, agli Stati e  [...]

(AGI) - CdV, 10 dic. - "Spezzare le catene invisibili dellaschiavitu'". E' questo l'imperativo che Papa Francesco rivolgeagli organismi internazionali, agli Stati e all'intera umanita'nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace che sara'celebrata il prossimo 1 gennaio. "Di fronte al traffico diesseri umani o a prodotti realizzati attraverso lo sfruttamentodi altre persone, tutti siamo interpellati", scrive ilPontefice rilevando che "ancora oggi milioni di persone,bambini, uomini e donne di ogni eta', vengono private dellaliberta' e costrette a vivere in condizioni assimilabili aquelle della schiavitu'". Secondo Francesco, "la sempre diffusa piaga dellosfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo ferisce gravemente lavita di comunione e la vocazione a tessere relazioniinterpersonali improntate a rispetto, giustizia e carita'. Taleabominevole fenomeno, che conduce a calpestare i dirittifondamentali dell'altro e ad annientarne la liberta' edignita', assume molteplici forme". E tutto cio', denunciaBergoglio, accade anche se "a seguito di un'evoluzione positivadella coscienza dell'umanita', la schiavitu', reato di lesaumanita', e' stata formalmente abolita nel mondo", con "ildiritto di ogni persona a non essere tenuta in stato dischiavitu' o servitu' riconosciuto nel diritto internazionalecome norma inderogabile", e "malgrado la comunita'internazionale abbia adottato numerosi accordi al fine di porreun termine alla schiavitu' in tutte le sue forme e avviatodiverse strategie per combattere questo fenomeno". L'invito aciascuno e' a "operare gesti di fraternita' verso chi e' tenutoin stato di asservimento" e "a non chiudere un occhio perindifferenza, distrazione o motivi economici", mentre agliStati e agli organismi intergovernativi Francesco chiede di"globalizzare la fraternita', non la schiavitu' ne'l'indifferenza". Il Papa invita dunque a "considerare tutti gli uomini nonpiu' schiavi, ma fratelli" e a camminare "sulle orme di SantaGiuseppina Bakhita", la santa che fu schiava e poi suora. Inproposito, Francesco loda l'impegno delle religiose a favore dichi e' in stato di schiavitu'. Esempi da seguire per "spezzarele catene invisibili che tengono legate le vittime ai lorotrafficanti e sfruttatori; catene le cui maglie sono fatte siadi sottili meccanismi psicologici, che rendono le vittimedipendenti dai loro aguzzini, tramite il ricatto e la minacciaad essi e ai loro cari, ma anche attraverso mezzi materiali,come la confisca dei documenti di identita' e la violenzafisica". "Chiediamoci come noi, in quanto comunita' o in quantosingoli, ci sentiamo interpellati quando, nella quotidianita',incontriamo o abbiamo a che fare con persone che potrebberoessere vittime del traffico di esseri umani, o quando dobbiamoscegliere se acquistare prodotti che potrebbero ragionevolmenteessere stati realizzati attraverso lo sfruttamento di altrepersone", conclude il Papa esortando tutti a compiere queipossibili gesti concreti che "hanno tanto valore", "comerivolgere una parola, un saluto, un 'buongiorno' o un sorriso,che non ci costano niente ma che possono dare speranza, aprirestrade, cambiare la vita ad una persona che vivenell'invisibilita', e anche cambiare la nostra vita nelconfronto con questa realta'". (AGI).