Papa Francesco alla Fao: "accesso al cibo e' un diritto di tutti"

(AGI) - CdV - Di fronte "alla miseria di tanti nostrifratelli e sorelle", anziche' "agire preferiamo delegare, atutti i livelli. E   

(AGI) - CdV, 11 giu. - Di fronte "alla miseria di tanti nostrifratelli e sorelle", anziche' "agire preferiamo delegare, atutti i livelli. E pensiamo: ci sara' qualcuno che se neoccupera', magari un altro Paese, o quel Governo, quellaOrganizzazione internazionale". Lo ha denunciato Papa Francescoche ha chiesto di "rispondere all'imperativo che l'accesso alcibo necessario e' un diritto di tutti". "E i diritti nonconsentono esclusioni", ha precisato. Sembra che "l'argomentodella fame e dello sviluppo agricolo sia oggi diventato uno deitanti problemi in questo tempo di crisi", mentre invece"vediamo ovunque crescere il numero di chi con fatica accede apasti regolari e sani", ha detto il pontefice nel discorsorivolto ai partecipanti alla 39esima sessione della Conferenzadella Fao. Francesco ha ammesso che "la nostra tendenza a disertare difronte a temi difficili e' umana, anzi, e' un atteggiamento chespesso amiamo prediligere anche se poi non manchiamo ad unariunione, ad una conferenza, o alla redazione di un documento".Tuttavia ha rinnovato l'appello ad un'assunzione comune diresponsabilita'. "Non basta - ha ammonito - fare il punto sullanutrizione nel mondo, anche se aggiornare i dati e' necessario,perche' ci mostra la dura realta'. Puo' certo consolarci sapereche quel miliardo e 200 milioni di affamati del 1992 si e'ridotto, anche con una popolazione mondiale in crescita. Servea poco, pero', prendere atto dei numeri o anche progettare unaserie di impegni concreti e di raccomandazioni da applicarealle politiche e agli investimenti, se tralasciamo l'obbligo didebellare la fame e prevenire qualsiasi forma di malnutrizione,in tutto il mondo". "Non basta affermare che esiste un diritto all'acqua senzaagire per rendere sostenibile il consumo di questo bene-risorsae per eliminare ogni spreco". Lo ha denunciato Papa Francescoche si e' detto anche preoccupato per "l'accaparramento delleterre coltivabili da parte di imprese transnazionali e di Statiche non solo priva gli agricoltori di un bene essenziale, maintacca direttamente la sovranita' dei Paesi". "L'acqua resta un simbolo che i riti di molte religioni eculture usano per indicare appartenenza, purificazione econversione interiori", ha ricordato il pontefice che hachiesto alla Fao di contribuire "a rivedere modelli dicomportamento per garantire, oggi e in futuro, che tuttipossano accedere all'acqua indispensabile alle loro necessita'e alle attivita' agricole". Nel discorso rivolto aipartecipanti alla 39 sessione della Conferenza della Fao,Bergoglio ha affrontato poi il "serio problema" dell'utilizzodei terreni. "Sono molte ormai - ha lamentato - le Regioni incui gli alimenti prodotti vanno verso l'estero e la popolazionelocale si impoverisce doppiamente perche' non ha ne' alimenti,ne' terra". E che dire, ha aggiunto, "delle donne che in moltezone non possono possedere i terreni che lavorano, con unadisparita' di diritti che impedisce la serenita' della vitafamiliare perche' si rischia da un momento all'altro di perdereil campo?". Poiche' "nel mondo la produzione mondiale dialimenti e' in massima parte opera di aziende familiari",secondo il Papa risulta fondamentale che la Fao "rafforzi ilpartenariato e i progetti a favore delle aziende familiari, estimoli gli Stati a regolare equamente l'uso e la proprieta'della terra". "Questo - ha concluso - potra' concorrere aeliminare le disuguaglianze, oggi al centro dell'attenzioneinternazionale". (AGI).