Papa, due terzi dell'umanita' sono privi di protezione sociale

(AGI) - CdV, 16 ott. - "A due terzi della popolazione mondiale manca una protezione sociale anche minima". Lo denuncia PapaFrancesco che nel Messaggio per i 70 anni della Fao scrive:"nel corso dei viaggi e delle visite pastorali, ho avutonumerose occasioni di ascoltare queste persone esprimere leloro difficolta', ed e' naturale che io mi faccia portavocedelle gravi preoccupazioni che mi hanno confidato". "La lorovulnerabilita' ha ripercussioni molto pesanti sulla vitapersonale e familiare, gia' gravata da tante contrarieta' o dagiornate estenuanti e senza limiti di tempo, diversamente daquanto accade per altre categorie

(AGI) - CdV, 16 ott. - "A due terzi della popolazione mondiale manca una protezione sociale anche minima". Lo denuncia PapaFrancesco che nel Messaggio per i 70 anni della Fao scrive:"nel corso dei viaggi e delle visite pastorali, ho avutonumerose occasioni di ascoltare queste persone esprimere leloro difficolta', ed e' naturale che io mi faccia portavocedelle gravi preoccupazioni che mi hanno confidato". "La lorovulnerabilita' ha ripercussioni molto pesanti sulla vitapersonale e familiare, gia' gravata da tante contrarieta' o dagiornate estenuanti e senza limiti di tempo, diversamente daquanto accade per altre categorie di lavoratori, rileva Francesco, ricordando che la "pace sociale, vale a dire lastabilita' e la sicurezza di un determinato ordine", di fatto"non si realizza senza un'attenzione particolare alla giustiziadistributiva, la cui violazione genera sempre violenza". Perquesto Bergoglio si rivolge oggi "ai Governi e alle Istituzioniinternazionali" chiedendo loro di "operare tempestivamente,facendo tutto il possibile, per quanto dipende dalla lororesponsabilita'". "Siamo testimoni, spesso muti e paralizzati,di situazioni che non e' possibile legare esclusivamente afenomeni economici, poiche' sempre di piu' la disuguaglianza e'l'effetto di quella cultura che scarta ed esclude tanti nostrifratelli e sorelle dalla vita sociale, non considera le lorocapacita' e arriva a ritenere superfluo il loro apporto allavita della famiglia umana", continua il Papa ricordando che "lamancata protezione sociale pesa anzitutto sui piccoliagricoltori, allevatori, pescatori e forestali costretti avivere nella precarieta', poiche' il frutto del loro lavoro e'subordinato per lo piu' a condizioni ambientali che spessosfuggono al loro controllo, e alla mancanza di mezzi perfronteggiare cattivi raccolti o per procurarsi gli strumentitecnici necessari". "Paradossalmente - osserva Francesco - anche quando la produzione e' abbondante, essi incontrano seriedifficolta' di trasporto, di commercializzazione, diconservazione del frutto del loro lavoro". Nel testo, Papa Bergoglio si sofferma sul tema scelto perla Giornata Mondiale dell'Alimentazione di quest'anno:"Protezione sociale e agricoltura per spezzare il ciclo dellapoverta' rurale" che, scrive, "pone in rilievo laresponsabilita' verso i due terzi della popolazione mondiale.Un dato "reso ancor piu' allarmante dal fatto che la maggiorparte di queste persone vive nelle aree piu' svantaggiate diPaesi dove l'essere poveri e' una realta' dimenticata e l'unicafonte di sopravvivenza e' legata ad una scarsa produzioneagricola, alla pesca artigianale o all'allevamento su piccolascala". Quello di un allargamento generalizzato della proptezionesociale, rappresenta, conclude Francesco, "un obiettivocertamente ambizioso, ma improrogabile, che va perseguito conrinnovata volonta' in un mondo dove cresce il divario neilivelli di benessere, nei redditi, nei consumi, nell'accessoall'assistenza sanitaria, nell'istruzione e per quanto concerneuna maggiore speranza di vita". (AGI).