Papa, al rogo le ambizioni dei preti

Francesco chiede ai vescovi di rinunciare ai beni e alle proprietà

Papa, al rogo le ambizioni dei preti
papa Francesco (agf) 

Città del Vaticano - Indicando l'esempio di Dom Helder Camara, il vescovo dei poveri con i quali condivideva la vita nelle favelas, Papa Francesco ha invitato la ChiesaItaliana ad una maggiore sobrieta'. "Nella vostra riflessionesul rinnovamento del clero - ha detto oggi nel discorsopronunciato in apertura dell'Assemblea dei vescovi italiani -rientra anche il capitolo che riguarda la gestione dellestrutture e dei beni: in una visione evangelica,evitate di appesantirvi in una pastorale di conservazione, cheostacola l'apertura alla perenne novita' dello Spirito"."Mantenete soltanto - ha raccomandato - cio' che puo' servireper l'esperienza di fede e di carita' del popolo di Dio". Ai vescovi italiani il Papa ha ricordato che "l'Amore e' tutto" ed un buon prete "non cerca assicurazioni terrene o titoli onorifici, che portano a confidare nell'uomo; nel ministero per se' non domanda nulla che vada oltre il reale bisogno, ne' e' preoccupato di legare a se' le persone che gli sono affidate. Il suo stile di vita semplice ed essenziale, sempre disponibile, lo presenta credibile agli occhi della gente e lo avvicina agli umili, in una carita' pastorale che fa liberi e solidali. Servo della vita, cammina con il cuore e il passo dei poveri; e' reso ricco dalla loro frequentazione".

Citando dom Camara, morto nel 1999 a 90 anni di eta' e del quale esattamente un anno fa ha personalmente autorizzato l'avvio della causa di beatificazione, Papa Francesco ha chiesto ad ogni pastore, vescovo o prete: "quando il tuo battello comincera' a mettere radici nell'immobilita' del molo prendi il largo!". "Parti!", ha raccomandato rivolgendosi ai 240 vescovi riuniti nell'aula del Sinodo in Vaticano con le parole di monsignor Camara, spiegando che a ogni prete egli raccomandava di non attaccarsi ai beni e alle persone "innanzitutto, non perche' hai una missione da compiere, ma perche' strutturalmente sei un missionario: nell'incontro con Gesu' hai sperimentato la pienezza di vita e, percio', desideri con tutto te stesso che altri si riconoscano in Lui e possano custodire la sua amicizia, nutrirsi della sua parola e celebrarLo nella comunita'". Per il Papa l'unico radicamento consentito ai pastori e' quello di essere - proprio come lo era Dom Camara - espressioni di un popolo, sentendosi "partecipe della Chiesa, di una comunita' concreta di cui condivide il cammino". "Il popolo fedele di Dio rimane il grembo da cui egli e' tratto, la famiglia in cui e' coinvolto, la casa a cui e' inviato", ha detto. "colui che vive per il Vangelo, entra cosi' in una condivisione virtuosa: il pastore e' convertito e confermato dalla fede semplice del popolo santo di Dio, con il quale opera e nel cui cuore vive. Questa appartenenza e' il sale della vita del presbitero; fa si' che il suo tratto distintivo sia la comunione, vissuta con i laici in rapporti che sanno valorizzare la partecipazione di ciascuno".

"In questo tempo povero di amicizia sociale - infatti - il nostro primo compito e' quello di costruire comunita'; l'attitudine alla relazione e', quindi, un criterio decisivo di discernimento vocazionale". Non basta "deplorare questo tempo con tono amaro e accusatorio", ha affermato invitando i pastori piuttosto a farsi carico dei piu' deboli, quelli che la storia tende a lasciare indietro. Davanti ai rivolgimenti epocali e ai cambiamenti culturali che investono la vita delle persone, ha esortato, "dobbiamo avvertirne anche la durezza: nel nostro ministero, quante persone incontriamo che sono nell'affanno per la mancanza di riferimenti a cui guardare! Quante relazioni ferite! In un mondo in cui ciascuno si pensa come la misura di tutto, non c'e' piu' posto per il fratello". L'anno scorso la Santa Sede ha ratificato il via libera all'introduzione della causa di canonizzazione del vescovo delle favelas, su richeista del successore, l'attuale arcivescovo di Olinda-Recife, Fernando Saburido, con l'appoggio dell'intero episcopato brasiliano. Nel documento che introduce la causa si ricorda ampiamente "il lavoro pastorale dell'amato vescovo dei poveri dom Helder Camara, della sua instancabile attivita' in favore della dignita' umana, della giustizia sociale, della pace, del riscatto dei poveri e diritti degli emarginati nelle leghe comunitarie contro la fame e la miseria che gli costo' l'ostracismo del governanti e l'appellativo di 'vescovo rosso'". (AGI)