Orlando, serve una nuova leva di giovani magistrati

Orlando, serve una nuova leva di giovani magistrati

Roma - "Si' al rinnovamento, serve una nuova leva di giovani magistrati". Il carcere? "Traguardo storico, parità tra detenuti e posti letto". Il bilancio sulla giustizia? "Ho fatto cose che mai nessuno aveva fatto prima". Cosi' il ministro della Giustizia Andrea Orlando in una intervista al quotidiano "la Repubblica". Pensando a tutto il lavoro svolto sino ad oggi, Orlando assicura che sono stati fatti provvedimenti "di sinistra": "Direi proprio di si' - spiega - non solo perche' abbiamo affrontato questioni su cui tutti scommettevano che sarebbero rimaste nel cassetto, cose che di per se' non sono ne' di destra ne' di sinistra, ma sicuramente sono spinose. Penso al falso in bilancio, all'autoriciclaggio, al complesso delle norme anticorruzione. Ma su temi come il carcere, il caporalato, gli ecoreati, le unioni civili, la tutela delle vittime dei reati, abbiamo dato un chiaro segno politico. Dedicarsi all'efficienza della macchina puo' apparire un dato neutro, ma un processo lungo, soprattutto nel civile, penalizza i piu' deboli". E sul pensionamento anticipato delle toghe, e di conseguenza di alcune toghe famose come Guariniello e Pomarici, Orlando dice: "L'accesso di nuove generazioni anche in magistratura e' essenziale". Quanto alle coppie di fatto, il ministro ha detto che "in questo caso il segretario del mio partito ha detto parole chiare e di sinistra. Perche' riconoscere diritti e tutele a chi non ne ha significa questo. Da Guardasigilli ho gia' ricordato come una messa in mora ci venga dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Al Parlamento nella sua autonomia il compito di dare una risposta che non eluda il problema".  

Orlando sottolinea che "il 2016 sara' l'anno decisivo" per la legge sulle unioni civili, "ho gia' ricordato - aggiunge - che la Corte Europea dei diritti dell'uomo, ci ha messo in mora". E sul tema del sovraffollamento delle carceri, il ministro ha aggiunto che "entro sei mesi, arriveremo ,per il calo dei detenuti in attesa di giudizio e l'apertura di nuovi istituti, all'equilibrio tra numero dei detenuti e posti disponibili. Saremo fra i 52 e i 53mila". (AGI)