Omicidio-suicidio a Pordenone, spara alla ex e poi si toglie la vita

Taranto: uccide la moglie e il figlio di 4 anni poi si suicida, non accettava la separazione - Sociologo, impulsi omicidi da super ego senza freni

Omicidio-suicidio a Pordenone, spara alla ex e poi si toglie la vita
 femminicidio pordenone

Spilimbergo (Pordenone) - Una coppia di fidanzati e' stata trovata senza vita nell'abitazione della donna a Spilimbergo, in provincia di Pordenone. Secondo una prima ricostruzione si tratterebbe di omicidio-suicidio. Si tratta di Michela Baldo di 29 anni e del fidanzato Manuel Venier, ex guardia giurata di 37 anni. Ad allertare i Carabinieri sono state le telefonate preoccupate dei parenti. 

Sociologo, impulsi omicidi da super ego senza freni

Secondo quanto si e' appreso la guardia giurata Manuel Venier non aveva accettato la fine della relazione con Michela Baldo che lavorava presso un supermercato. L'uomo si era allontanato da qualche tempo dall'abitazione che divideva con la ragazza, pero' aveva ancora le chiavi dell'alloggio. Ieri sera ha parcheggiato la sua macchina nei pressi per non farsi notare dai genitori dei lei, che risiedono poco distante, ed una volta in casa ha atteso il rientro di Michela verso le 21.30. Poco dopo sono stati esplosi i sei colpi che hanno messo fine alle loro vite. La chiamata con la richiesta di intervento ai carabinieri e' avvenuta un'ora dopo anche perche' la giovane non rispondeva alle chiamate dei genitori. Quando i militari dell'Arma sono arrivati hanno trovato la porta chiusa. Quindi l'intervento dei Vigili del Fuoco. Ora i carabinieri stanno cercando di raccogliere tracce utili per ricostruire la vicenda e stanno sentendo i parenti dei due fidanzati. Nelle indagini, coordinate dal sostituto procuratore del Tribunale di Pordenone, sono impegnati i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale e della stazione di Spilimbergo. 

UN'ALTRA TRAGEDIA A TARANTO

Solo ieri l'ultimo caso di femminicidio consumato tra le mura domestiche a Taranto. Luigi Alfarano e Federica De Luca, avrebbero dovuto incontrarsi dall'avvocato per formalizzare la separazione e metter fine al difficile rapporto, ma l'uomo la parola fine l'ha messa uccidendo la moglie e il figlio di quattro anni e poi togliendosi la vita. Secondo le ricostruzioni sulla tragedia di Taranto, Luigi, 50 anni e Federica di 30, si sarebbero dovuti incontrare nello studio di un avvocato ma Federica a quell'incontro non e' mai andata, non si e' mai presentata.

Federica viveva in una palazzina bassa, delimitata da un piccolo giardino, parcheggio condominiale e cancello: e' in via Galera Montefusco, alla periferia di Taranto, ma a due passi da un'arteria di grande scorrimento come viale Magna Grecia. Qui Luigi Alfarano, medico dell'Ant, l'associazione che anche a Taranto presta assistenza domiciliare agli ammalati di cancro, e' arrivato prima che Federica andasse dall'avvocato. Probabilmente c'e' stato un ulteriore litigio tra i due. In casa c'era anche il figlio della coppia, Andrea, di 4 anni. Fatto sta che l'uomo si e' scagliato contro la donna, l'ha immobilizzata e l'ha strangolata uccidendola, e poi e' uscito dall'appartamento chiudendo la porta dietro di se. Prima di andar via, Luigi ha portato via con se anche il figlioletto. Ma la tragedia, a quel punto, non era compiuta ancora.  Nella mente dell'uomo prendeva le mosse qualcos'altro: togliere di mezzo il bambino e se stesso. Con l'auto raggiunge quindi la marina di Palagiano, ad una ventina di chilometri da Taranto, nella zona occidentale della provincia rispetto alla citta'. Percorre la statale 106, quella che da Taranto porta sino a Reggio Calabria, e arriva alla casa delle vacanze. Una costruzione a pian terreno a cui si accede da un cancello. Davanti all'abitazione uno spazio a verde con un prato. Qui l'uomo porta Andrea nel box garage, lo ammazza sparandogli con la pistola che deteneva regolarmente. Prende quindi il corpo del piccolo, lo abbraccia, lo porta un camera da letto e si distende abbracciandolo per l'ultima volta. Dopodiche' rivolge la pistola verso se stesso, spara e si ammazza.

Tutta la sequenza, da via Galera Montefusco sino alla marina di Palagiano, si snoda nel giro di alcune ore. Ma nella prima serata e' la madre di Federica a lanciare l'allarme alla Polizia. E' insospettita del fatto che la figlia non si e' presentata nello studio dell'avvocato per le pratiche della separazione. Sapeva dei litigi col marito e forse si ? insospettita. Quando la Polizia arriva in via Galera Montefusco, trova l'appartamento chiuso. Dall'interno non apre nessuno, ne' giungono voci o rumori. Viene quindi chiesto l'intervento dei vigili del fuoco che forzano l'ingresso e penetrano nell'appartamento insieme ai poliziotti. Davanti a loro, una scena drammatica: la donna, strangolata, e' riversa per terra. A quel punto i sospetti si indirizzano verso il marito e scattano le ricerche. In serata i Carabinieri arrivano nella villa della marina di Palagiano e fanno un'altra tragica scoperta: l'uomo si e' ammazzato ma prima di uccidere se stesso, ha ucciso anche il figlio. Tranne alcuni particolari che adesso verranno approfonditi dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Remo Epifani, e l'autopsia sui corpi delle vittime per vedere dove sono stati colpiti e quali le lesioni mortali, la dinamica della tragedia appare sostanzialmente ricostruita.

La vicenda ha destato notevole impressione in citta' e soprattutto nelle zone frequentate dalla coppia: via Pitagora, nel centro di Taranto, dove si trova la sede dell'Ant e via Galera Montefusco. Una personalita' controversa viene definita quella di Luigi. Dinamica e solare viene definita lei, che appena qualche anno fa si era laureata. Per una singolare coincidenza, il primo atto della tragedia e' avvenuto a poche decine di metri da un altro luogo, da un altro appartamento, in via Gobetti accanto alla Concattedrale di Taranto, dove nell'inverno del 2008 si verifico' un'altra tragedia. Un medico ospedaliero, Enrico Brandimarte, uccise la giovane moglie e le due bambine piccole, prima di uccidere se stesso.(AGI)