No-Tav, chiesti 8 mesi per lo scrittore Erri De Luca

(AGI) - Roma - Otto mesi di reclusione per istigazionea delinquere. Questa la richiesta di condanna formulata dal pmAntonio Rinaudo al  

(AGI) - Roma, 21 set. - Otto mesi di reclusione per istigazionea delinquere. Questa la richiesta di condanna formulata dal pmAntonio Rinaudo al termine della sua requisitoria al processoin corso a Torino per alcune dichiarazioni sui sabotaggi allaTav contenute in un'intervista rilasciata dallo scrittore nel2013. "Quando De Luca parla - ha detto Rinaudo - le sue parolehanno un peso importante. Le parole vanno rapportate anche allaqualita' di chi le pronuncia. De Luca ha notorieta', un passatodi fama, e' conosciuto nel movimento che frequenta dal 2005, hapartecipato a numerose manifestazioni". Secondo il pm sipossono concedere le attenuanti generiche per il comportamentoprocessuale di De Luca che "ha risposto alle domande e non sie' mai sottratto". In termini giuridici - ha sottolineatoRinaudo - sabotaggio e taglio delle reti sono danneggiamenti".Per lui "De Luca aveva ben chiaro in quelle due interviste iltermine sabotaggio. La liberta' di espressione ha dei limiti,basti pensare all'offesa, al razzismo e all'istigazione allaviolenza. Questo processo ruota intorno al termine sabotaggio eil sabotaggio implica l'uso della violenza. Il codice penalenon lascia dubbi". "Non sono un martire, non sono una vittima,sono un testimone della volonta' di censura della parola", haaffermato lo scrittore in una pausa del processo. "Sono stupitodella differenza tra gli argomenti prodotti e l'entita' dellapena richiesta. Mi sarei aspettato il massimo. Questa sentenzasara' un messaggio sulla liberta' di espressione". Tra ilpubblico dell'udienza c'erano anche alcuni simpatizzanti NoTav, tra cui il leader del movimento Alberto Perino. L'avvocatoAlberto Mittone, legale di parte civile della societa' Ltf,chiede che la "sentenza emani un messaggio. La parola ha unpeso, e' un aspetto decisivo della comunicazione. Le parolehanno un effetto, se non voglio che la mia parola vada fuorinon accetto interviste". Chiede l'assoluzione la difesa di DeLuca: "E' un processo alle parole - ha detto l'avvocatoGianluca Vitale nel corso dell'arringa - un processo diinterpretazione delle parole, il diritto alla liberta' dimanifestazione del pensiero resta uguale parlando dicoltivazione di patate o di Tav". "Con questo processo l'Italiasta affrontando un esame, chiedo se queste parole possanoessere pronunciate in un sistema democratico". (AGI)