Lamorgese: "Quote obbligatorie sui migranti, l'Ue ci ascolterà"

Lamorgese: "Quote obbligatorie sui migranti, l'Ue ci ascolterà"

Per il ministro servono interventi di partenariato con i Paesi di partenza e occorre rivedere il Decreto flussi. E Musumeci tuona: "Mentre l'Europa discute, nel Mediterraneo si continua a morire"

lamorgese ue sentirà nostra voce su migranti

© Armando Dadi / AGF - Luciana Lamorgese

AGI - Il presidente del Consiglio Mario Draghi "ha posto sul tavolo dell'Europa il problema delle migrazioni: è una cosa importante perché occorre fare sentire la nostra voce. Credo che l'autorevolezza non solo del presidente Draghi, ma anche delle azioni messe in essere in tutto questo periodo, dimostri che ci può essere una migrazione che deve essere sostenibile, umana, ma anche con delle regole". Ne è convinta il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, che ha preso parte al Comitato per l'ordine e la sicurezza alla prefettura di Palermo.

E' necessaria l'interlocuzione in corso "da più tempo con l'Europa e con Paesi come la Tunisia. Dobbiamo valorizzare l'accordo di Malta che certamente non ha dato i frutti sperati, ma su quello dobbiamo lavorare. Abbiamo l'ambizione di un accordo a livello europeo di collocazione obbligatoria, ma sappiamo che ci sono certi Paesi che non accetteranno mai, come quelli del Gruppo di Visegrad. E allora basterebbe una collocazione facoltativa, ma con quote obbligatorie".     

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©   Foto: Alessandro Rota OXFAMuk  
  Sicilia sbarco migranti  

Quello dei migranti, del resto, "è un fenomeno complesso che deve essere governato". Devono quindi esserci, per il ministro, "interventi di partenariato con i Paesi di partenza dei flussi e dobbiamo pensare a forme legali di flussi che possono essere i corridoi umanitari o il Decreto flussi che dobbiamo rivedere in termini di quote". Per la titolare del Viminale, infatti, "il limite fissato è troppo basso, superato con un click in una giornata. Noi abbiamo eliminato questo limite previsto in modo da potere essere liberi di intervenire secondo le esigenze. Un flusso regolare può essere regolamentato. La sicurezza va di pari passo con i principi di integrazione, ma deve essere governato il sistema e su questo stiamo lavorando".

Esistono dei diritti, certamente, e all'Italia e alla Sicilia su questo versante nulla può essere contestato, "ma deve esserci necessariamente", ha rimarcato il ministro Lamorgese, un coinvolgimento "da parte dei Paesi che oggi non sono molto favorevoli, ma sono ottimista che una soluzione sarà trovata, così come forme di collaborazione sono state trovate con la Tunisia".

Nelle stesse ore il governatore siciliano, Nello Musumeci, veniva sentito in videoconferenza a Bruxelles: "L'Unione europea non sia cinica - affermava davanti alla commissione Libe, presieduta da Lopez Aguilar - e si faccia carico della immane tragedia della migrazione nel Mediterraneo invece di girarsi dall'altra parte. Non potete lasciare da sola la Sicilia. Non si può discutere in eterno. C'è un termine entro il quale la politica deve decidere. In questa estate moriranno tante altre persone in quella maledetta rotta del Mediterraneo, soprattutto donne e bambini. E' una tragedia annunciata".