Tutti con Aurora, Pecchini lascia la nazionale cantanti 

Tutti con Aurora, Pecchini lascia la nazionale cantanti 

La comica su Instagram: "Ci ho sempre giocato. In mezzo ai maschi dico. E ci volevo giocare. Pure stasera dico. Perché la causa è giusta e mi dispiace che sono già a casa e lo stadio è a 800 chilometri per una cosa brutta che mi ha messo in difficoltà"

aurora leone gianluca Pecchini dimette nazionale cantanti. 

© Facebook - ¬†aurora leone

AGI - Gianluca Pecchini, direttore generale della Nazionale cantanti, si dimette. Così finisce la vicenda di Aurora Leone, attrice di The Jackal, che convocata alla vigilia del match di beneficenza tra la Nazionale cantanti e i Campioni per la Ricerca, in programma stasera allo Juventus Stadium di Torino, sarebbe stata invitata da Pecchini a lasciare il tavolo dove era seduta in quanto donna. Le dimissioni arrivano con tanto di scuse da parte del direttore generale e con la richiesta di poter parlare personalmente con la comica.

Un comportamento, quello del dg che lascia sorpresa Carolina Morace, icona del movimento calcistico femminile, prima allenatrice, nel '99, di una squadra maschile (la Viterbese) e oggi coach di Lazio Women. "Ha fatto bene - ha detto in una intervista all'AGI - a dimettersi, esternazioni come le sue non sono ammissibili. Le sue frasi restano gravissime". Secondo l'allenatrice ed ex giocatrice, il calcio al femminile non sarebbe ancora universalmente benvoluto in Italia: "E' innegabile che oggi ci sia ancora chi spera che il boom del calcio femminile sia un bluff - osserva - c'è ancora una mentalità retrograda e ignorante, bisognerebbe andare a stanare tutti quelli che discriminano". E se da una parte è sicura che tra i giovani il calcio femminile sia pienamente accettato, nelle generazioni adulte esistono ancora famiglie, ha chiarito, "capaci di osteggiare le figlie che vogliono giocare a calcio. In Italia succede ancora, nel mondo evoluto no".

L' attrice risponde alle dimissioni di Pecchini con un post su Instagram e una foto che la ritrae da bambina mentre con un gruppi di amichetti, vestiti con le maglie della nazionale di calcio. "C’ho sempre giocato. In mezzo ai maschi dico. Occhiali sempre a terra e io pure. Spesso - spiega - in porta ma con dignità anche a centrocampo con stinchi allenati senza para. E ci volevo giocare. Pure stasera dico. Perché la causa è giusta e gli stinchi li avevo allenati. E mi dispiace che sono già a casa e lo stadio è a 800 km per una cosa brutta che mi ha messo in difficoltà più di quando mi cadevano gli occhiali".  Leone ha però sottolineato che "la giusta causa del treno di andata c’è anche nel treno di ritorno: la donazione. E non mi resta che donare allora. Alla Fondazione piemontese per la ricerca contro il cancro. Perché le cose belle restano anche a 800 chilometri dallo stadio. Grazie della solidarietà". 

L'episodio non è passato inosservato nemmeno nel mondo dello spettacolo e in quello politico. Monica Cirinnà è intervenuta sul caso con un tweet. La senatrice del PD scrive: "Un episodio molto grave. Se confermato, sarebbe ennesimo segnale di come misoginia e sessismo siano strutturali e tristemente radicati nel nostro Paese. Venga accertata la verità e se necessario presi severi provvedimenti". Le fa eco Laura Boldrini che scrive: "A tutti coloro che dicono che nel Paese non esistono misoginia e maschilismo, ecco che puntuale arriva l'ennesima vicenda a smentirli. Le donne vogliono giocare in ogni ambito da protagoniste. Mettetevi l'anima in pace. Non molliamo". 

Ancora più severa la giornalista Myrta Merlino, che sempre su Twitter scrive: "Quanto avvenuto a Aurora Leone in una cena prima de La Partita Del Cuore dimostra ancora una volta quanta cultura maschilista ci sia nella nostra società. Ma gli altri uomini presenti? Magari poi festeggiate su Instagram la festa della donna". 

Uno dei primi a dare solidarietà ad Aurora è stato Fedez, che non fa parte della Nazionale Cantanti e non era quindi presente quando il dirigente avrebbe rivolto parole di natura sessista alla Leone. Il rapper e influencer ieri sera ha dedicato un pensiero all'attrice tramite una storia su Instagram: "Sconcertante che un evento benefico si trasformi nella sagra del machismo. Onestamente fa specie il silenzio dei partecipanti all'iniziativa che hanno assistito alla scena".

Un dettaglio sottolineato anche da Gianluca Colucci, in arte Fru, altro membro dei The Jackal, nemmeno lui presente all'avvenimento, che in una serie di stories, visibilmente scosso per la vicenda capitata alla collega e amica, parla di "un episodio gravissimo, una cosa che non deve passare liscia, come minimo servirebbero delle scuse, che non sono comunque niente, non solo da chi ha commesso questo gesto imperdonabile ma anche dai presenti, che non hanno fatto nulla. Questa storia mi fa schifo".

Anche Francesco Facchinetti nel suo tweet riguardante la vicenda, punta il dito contro i presenti: "Ma mi domando, chi ha assistito alla scena perché non è intervenuto? Se fossi stato lì avrei fatto un casino della madonna!", ed invita tutte le donne coinvolte nell'evento a non scendere in campo in segno di protesta. 

Tra i primi a minacciare di non essere presente stasera alla partita è stato Eros Ramazzotti che su Instagram scrive:  "Con questa dirigenza, non me la sento". "Sono molto dispiaciuto - ha aggiunto il cantautore - per quello che è accaduto ieri sera tra Aurora di The Jackal e alcuni dirigenti della Nazionale cantanti. Sono venuto a Torino per sostenere la Ricerca e supportare le persone fragili e mi trovo coinvolto in una situazione estremamente sgradevole". 

Anche il rapper Shade ha minacciato, attraverso il proprio profilo Instagram, di non scendere in campo qualora non arrivassero dalla società "chiarimenti e provvedimenti".