Vigilia calma nelle regioni in vista della 'stretta' anti covid

Vigilia calma nelle regioni in vista della 'stretta' anti covid

Non c'è stata la temuta corsa allo shopping prima delle chiusure che scattano domenica. Intensificati i controlli. Protestano i governatori di Toscana e Friuli.

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 Il lungomare di Genova a Boccadasse

AGI - Vigilia tutto sommato tranquilla nelle città e regioni che da domenica 15 novembre subiranno una 'stretta' anti covid. Rari gli affollamenti per gli ultimi acquisti prima delle limitazioni allo shopping e niente assembramenti nei centri storici e nelle vie delle 'passeggiate'.

Non sono mancate comunque le polemiche, a Bologna hanno manifestato studenti e centri sociali ma a far sentire la sua voce è stato anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “Sono amareggiato per la decisione di includerci nella zona rossa. Sono stati presi a riferimento dati fra il 2 e l’8 novembre, momento in cui il virus stava effettivamente crescendo, ma questa settimana il tasso di contagio era sceso". 

Proteste anche da parte del 'governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: "il rapporto con lo Stato Centrale è diventato estremamente teso". Nelle città delle regioni che si apprestano a "cambiare colore" il clima dunque sembra essere quasi lo stesso: ultime passeggiate in centro per gli acquisti prima della chiusura tra gli interrogativi dei commercianti costretti nuovamente ad abbassare le saracinesche.

A Firenze, in un centro storico che fin da marzo scorso soffre più di altri per l'assenza dei turisti, tra tante saracinesche abbassate e negozi aperti ma senza clientela, l'unica fila è quella degli artisti, pittori e disegnatori davanti allo storico “Fratelli Rigacci articoli per le belle arti” di via dei Servi, a un passo dalla cupola del Duomo: per tutta la mattina decine di persone sono rimaste in coda per acquistare il necessario per portare avanti il loro lavoro anche in lockdown.

Niente code a Firenze e Napoli

“Da stasera chiudiamo – raccontano al bar Perseo, tra piazza della Signoria e via dei Calzaiuoli – abbiamo provato in queste settimane a restare aperti, ma non basta. E poi con la zona rossa chiuderanno i negozi e non si potrà circolare per strada, non ha senso restare aperti per il take away”.

Va peggio nei dintorni di piazza del Duomo, via del Proconsolo, piazza della Repubblica, tra pochi passanti e vetrine spente. In via de' Neri, la strada dello street food da anni al centro di polemiche per la proliferazione di negozietti di panini e schiacciatine tipiche, solo una ventina di clienti.  

A Napoli negozi quasi vuoti, così come ristoranti e pizzerie. Un po’ più affollati i bar per il consueto aperitivo di fine mattinata. Poca gente a passeggio, nonostante il clima mite, tranne qualche eccezione, come la zona di Chiaia o il quartiere collinare del Vomero. 

Nelle aree individuate dalla prefettura a maggior rischio assembramento, dal lungomare al Plebiscito, passando per il centro storico, lo scenario è molto differente da quello visto una settimana fa, quando si è registrata molta folla. Le forze dell’ordine presidiano i luoghi più frequentati, ma nella maggior parte dei casi non è necessario alcun intervento. 

Non c'è folla neanche nella zona dei Decumani, nonostante i vicoli stretti diano l'impressione di un maggiore afflusso. Molto affollate, invece, le principali vie del Vomero, in particolare piazza Vanvitelli, via Scarlatti e via Luca Giordano. Tra i commercianti c'è chi è stato preso alla sprovvista e in queste ore si sta informando su quello che accadrà da domani. 

C'è anche chi, come lo storico Caffè Gambrinus, ha deciso di abbassare la serranda già da una settimana, quando la regione era ancora in zona gialla, in attesa di tempi migliori. "Siamo allo stremo delle nostre possibilità – spiegava Antonio Sergio, uno dei titolari – con l'aumento dei contagi la gente non entra e non si siede ai tavolini". 

Emila Romagna 'arancione' ma con più limiti regionali

Un sabato con Natale alle porte ma già nel clima della imminente prima domenica arancione, con l'ordinanza regionale e le nuove restrizioni antiassembramenti (dopo la folla a passeggio in centro la scorsa settimana) a Bologna. Assieme a tutte le limitazioni previste per la zona arancione, sulla base dell’ordinanza regionale firmata dal presidente Stefano Bonaccini, i bolognesi dovranno infatti rispettare anche regole non previste dalla nuova 'colorazione', a partire dal fatto che nei giorni prefestivi e festivi le grandi e medie strutture di vendita- sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, compresi i complessi commerciali-  sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Inoltre, nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica (sempre con le eccezioni delle attività ritenute indispensabili) .

Anche il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha deciso un'ulteriore stretta antiassembramento. Per le prossime tre settimane il lungomare sarà aperto ma è vietato fermarsi. 

E non è un sabato qualsiasi quello che ha separato le Marche dalla fascia gialla a quella arancione, dove la regione entrerà per almeno due settimane dalla mezzanotte di oggi: “C’è così tanta gente in centro che sembra di essere alla vigilia del Natale” era il commento unanime, che si è moltiplicato anche sui social accompagnato da fotografie eloquenti. Festa comunque a metà per i negozianti che, nonostante qualche fila davanti alle vetrine, si  preparano alle imminenti nuove restrizioni.

A Roma shopping contingentato

A Roma, nel primo weekend di shopping contingentato, non si rinuncia alla tradizionale passeggiata. I bar di via Cola di Rienzo sono gremiti, come sempre, di giovani per l'aperitivo e anche sui marciapiedi, presidiati dagli agenti della Polizia e dai volontari della Protezione Civile, sono molti quelli che si fermano a vedere le vetrine.

Per ora, gli agenti delle forze dell'ordine, della Polizia Locale, e il personale della Protezione civile stanno monitorando la situazione pronti a intervenire con la chiusura delle strade con le transenne qualora le presenze in strada dovessero crescere oltre i limiti di guardia. 

Cartelli col testo dell'ordinanza del Comune di Genova sono stati posti infine in alcuni punti di un corso Italia praticamente vuoto nonostante la giornata di sole, e poi pattuglie della polizia municipale e volontari a ricordare agli sparuti passanti il divieto di transito su una delle principali passeggiate a mare. Il provvedimento è valido ogni sabato e domenica dalle 12 alle 19 fino al 29 novembre