Cresce la protesta contro la stretta anti-covid: da Nord a Sud, scontri in piazza

Cresce la protesta contro la stretta anti-covid: da Nord a Sud, scontri in piazza

A Milano lancio di molotov in pieno centro, a Torino tra i dimostranti gruppi violenti di ultras che si scontrano con le forze dell'ordine. Un ferito prelevato dal 118. Fumogeni contro la prefettura a Trieste. Disordini anche a Lecce.

Covid proteste Dpcm

AGI - Non risparmia nessuna regione italiana il clima di protesta scattato dopo il nuovo Dpcm, in vigore da oggi, per cercare di contenere l'aumento dei casi di Covid 19. Manifestazioni e cortei, per contestare i decreti del Governo, ma anche quelli delle Regioni e dei sindaci, si registrano ovunque, e in alcune città non sono mancati momenti di tensione e anche scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, come successo a Napoli. La tensione sociale dopo l'ultimo Dpcm cresce, la protesta infiamma le piazze di tutta Italia e l'allerta del Viminale è altissima.

A Torino la polizia ha caricato un gruppo di persone che ha lanciato bottiglie e bombe carta contro la polizia in piazza Castello, sotto la sede della Regione Piemonte.  La polizia ha lanciato lacrimogeni. Alcune persone, appartenenti a gruppi ultrà cittadini, sono state bloccate e identificate. In città si sono viste scene da guerriglia urbana. Due poliziotti sono rimasti feriti a Torino durante le proteste.

Un ragazzo è rimasto ferito alla testa ed è stato necessario l'intervento del 118, che lo ha trasportato al pronto soccorso. Tra gli arrestati ultras di Torino e Juventus. Alcune persone hanno distrutto le vetrine di Gucci, Hermes e altri negozi in via Roma e divelto cassonetti e totem. La polizia di Torino ha poi fermato due cittadini nordafricani con due borsoni contenenti la refurtiva di Gucci. 

A Milano lancio di molotov e traffico bloccato in corso Buenos Aires a Milano, dove un centinaio di persone, per lo più giovani ed esponenti dell'estrema destra hanno manifestato al grido di "libertà, liberta'" contro le restrizioni imposte dal dpcm del 24 ottobre. In serata si sono registrati anche lanci di pietre e bottiglie contro il palazzo della Regione Lombardia. 

A Trieste migliaia di titolari di bar, ristoranti, pasticcerie, palestre e piscine sono scesi in piazza Unità. La manifestazione ha avuto un epilogo movimentato quando, dopo un incontro tra gli organizzatori e le autorità, alcuni dimostranti hanno lanciato fumogeni in direzione della Prefettrura. Sarebbero stati colpiti anche carabinieri e rappresentanti della stampa. I gesti di violenza sono stati condannati da Fedriga e dal sindaco, Dipiazza.

"Ci avete preso in giro, ora ci state uccidendo" si legge su uno striscione e in un altro "Non siamo untori ma lavoratori". "Una settimana fa ci hanno chiesto di metterci in regola" sostiene il gestore di una palestra ricordando che l'attivita' motoria contribuisce a mantenere le persone in salute. "Ma ora siamo costretti a chiudere. Per quale motivo ci state massacrando". "Vogliamo convivere con il virus, ma non sopravvivere. Vogliamo lavorare" ha dichiarato un dipendente. "Non sappiamo come portare il pane a casa" ha detto un ristoratore. "Ci siamo adattati: plexiglass, sanificazione, guanti, mascherine. E ora dobbiamo chiudere". "Non siamo negazionisti - ha detto un imprenditore - sappiamo quel e e' il problema ma non possiamo non lavorare". Tra i presenti non sono mancate proposte e speranze per poter superare il momento di difficolta'. Con loro in segno di solidarieta' anche il governatore Massimiliano Fedriga e il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. 

Le crescenti tensioni sociali alimentate dalle nuove restrizioni anti Covid e le proteste di piazza che si registrano in diverse città vengono monitorate con la “massima attenzione” dal Viminale: nessun problema per chi manifesta pacificamente ma assoluta fermezza nei confronti di chi dovesse rendersi protagonista di episodi di violenza. L’obiettivo è quello di intercettare tempestivamente tutti i segnali che possano far pensare all’organizzazione di proteste potenzialmente destinate a degenerare: come da tempo regolarmente accade, un occhio particolare viene riservato in queste ore anche ai social, uno dei canali più usati per organizzare blitz magari con poco preavviso. 

Le manifestazioni nel pomeriggio

Nel pomeriggio altre manifestazioni di commercianti e di cittadini contrari alle nuove restrizioni, a Milano come a Bergamo, a Genova, Avellino, e in altre città.     Nel capoluogo della Lombardia, la protesta dei ristoratori è arrivata fin dentro la Prefettura. Come auspicato dai manifestanti che alle 15 si sono radunati davanti palazzo Diotti, il prefetto Renato Saccone ha ricevuto una piccola delegazione per ascoltare le loro richieste. Tra loro Alfredo, del ristorante Al Tronco, che ha spiegato all'AGI: "il problema è che tra la chiusura delle attività alla 18 prevista nel Dpcm e il coprifuoco alle 23 ci sono 5 ore che sono terra di nessuno. E c'è spazio per la criminalità organizzata". Chiediamo che venga "uniformato il decreto del presidente del Consiglio con l'ordinanza regionale lombarda".     In piazza anche i gestori della sale gioco.  I manifestanti, che in tutto erano poche decine, sono partiti da sotto Palazzo Lombardia e hanno bloccato inizialmente via Pola. Si sono poi spostati verso la Stazione Centrale, chiedendo il supporto dei tassisti. Hanno protestato urlando "libertà libertà" e contestando il governo.

E in serata sono in centinaia radunati a Napoli in piazza del Plebiscito. "Reddito di salute per tutti la crisi la paghino i ricchi", recitano gli striscioni esposti per protestare contro i nuovi provvedimenti anti Covid da parte del governo e della Regione Campania. La platea dei manifestanti è variegata, dai ristoratori, ai titolari dei bar, operatori nel settore turismo, ma anche studenti, esponenti dei centri sociali, persone che hanno perso o stanno perdendo un lavoro sommerso o a tempo determinato. "'A salute e 'a prima cosa, ma senza sorde nun se cantano messe", si legge in altri striscioni. La piazza è presidiata e blindata dalle forze dell'ordine e agenti in tenuta antisommossa. La manifestazione sinora è pacifica e le persone indossano mascherine.

Anche a Lecce, sempre in serata, manifestazione con numerose presenze e momenti di tensione con le forze dell'ordine.