Le richieste di cibo alla Caritas sono aumentate del 50%

Le richieste di cibo alla Caritas sono aumentate del 50%

La presidenza dell'organismo della Cei ha deciso di destinare subito altri 4 milioni di euro per le attività delle articolazioni diocesane che sono state maggiormente colpite dalla pandemia

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© AFP - Un mendicante davanti a una chiesa di Roma domenica scorsa

"Tutte le Caritas segnalano un aumento significativo delle richieste di aiuti alimentari dal 20 al 50%". E' quanto segnala Caritas Italiana che sottolinea come oltre 2 milioni di euro dei 10 milioni messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana siano stati subito utilizzati dalle 218 Caritas diocesane per interventi di prima emergenza.

La Presidenza di Caritas Italiana riunita online con il Consiglio nazionale, ha poi deciso "di destinare subito altri 4 milioni di euro per le attività delle Caritas diocesane che sono state maggiormente colpite dalla pandemia".

L'aumento significativo delle richieste di aiuti alimentari sono nelle varie forme in cui sono stati rimodulati i servizi: "pasti da asporto, pacchi a domicilio, empori, buoni spesa. Anche i servizi per senza dimora sono stati adattati all’emergenza, in parte trasformati in comunità protette, oppure ridistribuiti su più strutture", ha spèiegato il presidente di Caritas Italiana, monsignor Carlo Roberto Redaelli.

“Radicati nella fede, è importante camminare insieme con spirito, cuore e testa”: così si è rivolto Redaelli ai delegati regionali e agli altri membri del Consiglio nazionale riunito online il 30 e 31 marzo per aggiornare il il quadro degli interventi in atto, le prospettive e le speranze. Monsignor Redaelli li ha ringraziati per quanto stanno facendo nelle varie Diocesi per non far mancare la presenza concreta accanto ai più bisognosi.

Un altro intervento che accomuna tutte le Caritas diocesane è quello dell’ascolto, per via telematica o telefonica, con un’attenzione in particolare ad anziani e malati, ma anche pensato come sostegno psicologico per quanti sono provati e disorientati da questa pandemia. Impegno comune anche nella fornitura di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, igienizzanti) per operatori, o anche per strutture che ospitano le persone più fragili. Là dove erano più carenti alcune Caritas hanno anche iniziato a produrle.

In molte Diocesi vengono distribuiti aiuti alimentari e attivate iniziative specifiche per nomadi, circensi e giostrai costretti alla stanzialità; in altre vengono realizzati interventi di sostegno a iniziative per carcerati (accoglienza in caso di dimissioni dalle strutture o per chi può usufruire di pene alternative, supporto nelle necessità ordinarie data la sospensione delle visite dei familiari). Non mancano poi iniziative rivolte alla povertà educativa in particolare dei minori con un sostegno allo studio e alla didattica a distanza.