"Se il Natale è stato abolito è solo colpa dei cristiani" 

In un'intervista a Il Giornale il filosofo ex sindaco di Venezia spiega perché se abbiamo perso il senso della nascita di Cristo non è colpa degli stranieri, ma nostra

"Se il Natale è stato abolito è solo colpa dei cristiani" 

"Il Natale oggi è una festina. Il Natale dei panettoni, il Natale delle pubblicità, il Natale dei soldi". In un'intervista a Il Giornale il filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari è chiamato a commentare i recenti fatti di cronaca che vedrebbero alcune scuole abolire il presepe, comunità ridurre le feste, parroci che non celebrano messa. Cacciari però non vede negli immigrati il problema principale: "Sono i cristiani i primi ad aver abolito il Natale".

Un'affermazione forte che spiega: "La verità è che l'indifferenza regna sovrana e avvolge un po' tutti: i laici e i cattolici", e attribuisce la responsabilità alla "nostra società è anestetizzata. Il Natale è diventato una favoletta, una specie di raccontino edificante che spegne le inquietudini". E non vuole sentire parlare di scontro di civiltà: "Ma che scontro. Anche dalle loro parti si è persa la portata profonda del fatto religioso. Viviamo in un mondo che dimentica la dimensione spirituale". Lui, che si dichiara non credente, si dice però affascinato davanti alla vicenda di Cristo, a "Dio che decide di entrare in contatto con gli uomini facendosi uomo, attraverso una ragazzetta".

Un pensiero "vertiginoso" di cui abbiamo gradualmente perso la potenza: "Manca il brivido davanti a una vicenda cosi grande, incommensurabile. Io vedo nei musei le scolaresche che sostano davanti ai quadri con soggetto religioso". È questa quindi la fine del Natale, e poco ha a che fare con l'immigrazione. Ma che ha ragioni storiche più profonde. 



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