Napoli: pizzo a imprenditori, 3 arresti dei carabinieri

(AGI) - Napoli, 6 giu. - Un pizzo da 100mila euro acommercianti per farli continuare nella loro attivita' e, nelcaso non avessero accettato, avevano consigliato loro diandarsene dal quartiere per non correre pericoli per la lorovita. E' accaduto a Secondigliano, territorio a nord di Napoli,ma il coraggio degli imprenditori nel denunciare ai carabinierile vessazioni subite ha consentito di arrestare tre degliestorsori, tra cui Paolo Abbatiello, ritenuto un esponente dispicco del clan Licciardi. Le indagini condotte dai militariavevano gia' condotto all'arresto di altre due persone vicineal gruppo della Vinella Grassi che

(AGI) - Napoli, 6 giu. - Un pizzo da 100mila euro acommercianti per farli continuare nella loro attivita' e, nelcaso non avessero accettato, avevano consigliato loro diandarsene dal quartiere per non correre pericoli per la lorovita. E' accaduto a Secondigliano, territorio a nord di Napoli,ma il coraggio degli imprenditori nel denunciare ai carabinierile vessazioni subite ha consentito di arrestare tre degliestorsori, tra cui Paolo Abbatiello, ritenuto un esponente dispicco del clan Licciardi. Le indagini condotte dai militariavevano gia' condotto all'arresto di altre due persone vicineal gruppo della Vinella Grassi che nella vicenda avevanoricoperto il ruolo di mediatori, rimodulando la richiestaestorsiva e riducendola del 50%. I due, Massimo Jair e DanieleGranata, furono catturati il 14 maggio scorso mentre ritiravanouna parte dei soldi del pizzo imposto. Anche un terzopregiudicato, Ciro Cortese, era coinvolto ma e' stato ammazzatoin un agguato il 27 aprile. Le richieste estorsive risalgono aimesi di aprile e maggio. L'arresto di Paolo Abbatiello, che erastato scarcerato da poco per decorrenza dei termini, e' statopossibile anche con riscontri fatti da inquirenti edinvestigatori alle dichiarazioni di numerosi collaboratori digiustizia. In pratica, Abbatiello appena uscito dalla galera,avrebbe ripreso la sua attivita' criminale ed, insieme aglialtri due arrestati, Giovanni Napoli e Giuseppe Vacca,personalmente avrebbe avanzato ai commercianti, a piu' riprese,la richiesta di una tangente di 100mila euro, da versare in 15giorni. La vicenda, secondo gli inquirenti, evidenzia in questacircostanza l'alleanza tra il clan Licciardi ed il gruppo deiVinella Grassi nella gestione del racket nel quartiereSecondigliano, ed in particolare nella zona della MasseriaCardone. (AGI)