Migranti: Alfano a Galantino, non possiamo accoglierli tutti

Migranti: Alfano a Galantino, non possiamo accoglierli tutti
 Angelino Alfano - fb

Roma - "Io capisco le parole di monsignor Galantino che fa il vescovo, io però faccio il ministro dell'Interno e ho il dovere di far rispettare le leggi. Le leggi prevedono che ai profughi venga concesso asilo e che gli irregolari vengano rimpatriati. Abbiamo un grande cuore ma non possiamo accogliere tutti". A margine di un'iniziativa elettorale di 'Roma Popolarè a Ostia, il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, risponde cosi' al segretario della Cei che in un'intervista a Repubblica ha tra l'altro bocciato l'idea degli hotspot galleggianti.

La Cei "no agli hotspot in mare"

"Noi siamo campioni del mondo di umanita' e accoglienza - ribadisce Alfano - questo ci viene riconosciuto unanimemente e ci ha attirato i complimenti di molti e anche le critiche delle opposizioni di estrema destra. Gli hotspot non sono centri di trattenimento, sono luoghi dove avviene la fotosegnalazione dei migranti finalizzata al loro smistamento fra profughi e irregolari. Se questa procedura avvenisse in mare - spiega Alfano - avremmo un'efficienza maggiore al momento dello sbarco, perchè non è che noi siamo avvisati in anticipo di quanti ne arrivano ogni giorno: potremmo risolvere tutta una serie di questioni sui moli, ma è un'ipotesi su cui si sta ragionando, non c'è nessuna obbligatorieta' fatto salvo che sarebbero comunque garantite l'assistenza umanitaria e l'accoglienza".

"Chi parla cosi' e' complice degli scafisti, nemico degli italiani e dei rifugiati veri. Mi auguro che Galantino rettifichi o chieda scusa", ha invece attaccato Matteo Salvini. "L'Europa non esiste - ha aggiunto il leader della Lega- in Italia questa invasione conviene solo a chi si arricchisce sulla pelle dei disperati". "L'immigrazione giusta per l'Italia - ha osservato - e' zero. Se fossimo noi al governo useremo le navi della marina militare per riportare indietro queste persone non per farle sbarcare qui".

(AGI)