I piani (falliti) di Marra e Romeo per il Campidoglio

I messaggini WhatsApp fanno capire chi c'è dietro la complicata vicenda delle nomine della Capitale. Perchè Marra resta in carcere e la confessione di Scarpellini.

I piani (falliti) di Marra e Romeo per il Campidoglio
sergio scarpellini, raffaelle marra, salvatore romeo  

I messaggi tra Raffaele Marra e Salvatore Romeo svelano i piani su organigrammi, incarichi e retribuzioni del Campidoglio. Tutto veniva deciso via chat tra i due. Il fitto scambio su WhatsApp è depositato agli atti del processo per corruzione, che partirà il prossimo 25 maggio, a carico dell’ex funzionario del Campidoglio e l'imprenditore Sergio Scarpellini, a partire dal 25 maggio prossimo. 


I protagonisti:


La chat tra Marra a Romeo 

Marzo 2016 - Raffaele Marra consiglia Salvatore Romeo su come contrastare il candidato sindaco per il Pd Roberto Giachetti e gestire il praticantato di Virginia Raggi nello studio legale di Previti : "E' una polemica sterile questa bisogna ricordare che Giachetti non è laureato, ha la maturità scientifica, dal '93 al 2001 è stato prima nella segreteria di Rutelli e dal 2001 ad oggi (ininterrottamente) è deputato. Sempre pagato dalla politica!!! Lei potrebbe dire 'almeno io ho studiato, 5 anni all'università più praticantato obbligatorio per partecipare all'esame abilitativo".

Aprile 2016 - Marra: "Importante è non cedere alle provocazioni! Ho letto i giornali questo fine settimana e, devo dire la verità, la tentazione di replicare a Robertino era tanta. Non è ancora il momento!!! Aspettiamo ancora un pochino, aspettiamo la presentazione delle liste e una volta chiuso il termine, possiamo cominciare a parlare noi".

11 aprile 2016 (in piena camapgna elettorale per il Campidoglio) - Marra scrive a Romeo: "Di' a 'madame' che forse ho trovato come superare l'assessorato alle risorse umane e non solo. Sto lavorando sulla macrostruttura".

6 maggio 2016  - Marra: "Riorganizzazione della macrostruttura, per quanto mi ha chiesto V., la sua idea è profondamente diversa ed è su quella su cui sto lavorando".

11 maggio 2016 (ribadito via chat il concetto del 6 maggio) Marra a Romeo: "Io stravaccato sul divano... Ho appena finito di studiare la normativa per gli incarichi esterni e per le strutture di diretta collaborazone del sindaco/vicesindaco ed assessori. Ci sono cose che possiamo fare subito e cose che necessitano di modifiche del regolamento relativo alla organizzazione e funzionamento degli uffici".

12 giugno 2016 - Marra: "Domani ti mando un foglio Excel con i provvedimenti da adottare subito, e un foglio word in cui ci sono i possibili incarichi e le possibili retribuzioni. Ma come ti dicevo prima te li devo spiegare".

  • Subito dopo l'ex vice capo di gabinetto aggiunge: "Ti ho inviato due mail, la prima con la macrostruttura! La seconda con gli atti da compiere e relativa tempistica. Confermami ke hai ricevuto le email e ke riesci ad aprire gli allegati. Ps gira le mail solo a V. e Daniele (probabilmente Frongia, ndr), mi raccomando".

15 giugno 2016 - Marra a Romeo: "Hai letto la mia email circa il compenso di mm(probabilmente Marcello Minenna, ndr) e guadagnare di più potrebbe fare il capo della Ragioneria al posto di Fermante e V. potrebbe tenere la delega al bilancio. Mentre per il magistrato probabilmente Carla Raineri, ndr) a svolgere l'incarico attuale di capo dell'anticorruzione (quello cioè ke le ha conferito Tronca) e ke lei ha accettato!!! Cosi' sono sistemati tutti e due!!!". Due mesi dopo, Minenna (che fu nominato assessore al Bilancio) e Raineri (scelta come capo di gabinetto del sindaco) furono costretti alle dimissioni.


La vicenda 

Raffaele Marra e Sergio Scarpellini sono stati arrestati il 16 dicembre 2016 con l'accusa di corruzione per una compravendita del 2013 delle case di Enasarco. Il 16 dicembre Raffaele Marra era capo del Personale al Campidoglio, ma nel momento in cui si svolsero i fatti legati alla vicenda giudiziaria era capo dipartimento delle politiche abitative del comune di Roma.

In base alla ricostruzione fatta ddai Carabinieri Marra comprò una casa Enasarco, un attico in zona Prati Fiscali, grazie a 367mila euro che gli diede Scarpellini. In cambio Marra avrebbe dovuto sfruttare la sua posizione e favorire il costruttore romano. Marra al momento si trova nel carcere di Regina Coeli mentre Scarpellini è agli arresti domiciliari dal 23 dicembre 2016. Il processso inizierà il prossimo 25 maggio.  

La Procura aveva chiesto per i due imputati il giudizio immediato, ritenendo che gli elementi raccolti in questi mesi siano sufficienti per sostenere il dibattimento. Il Gip ha accolto la richiesta e quindi verrà saltata la fase dell’udienza preliminare e si andrà direttamente al processo.

Raffaele Marra per il momento rimene in carcere perché "ritenuto che il pericolo di recidiva non appare in nulla attenuato, risultando allo stato concreto e attuale, nonché di notevole intensità" come ha deciso il Gip, respingendo la richiesta della difesa di revoca o di modifica dell'ordinanza di custodia cautelare. 

L'interrogatorio di Raffaele Marra

"Io non sono una persona corrotta, sono una persona perbene. Nella mia vita forse 10 volte mi sono incontrato con Scarpellini". Queste le parole di Raffaele Marra durante l'interrogatorio davanti al Gip il 20 dicembre 2016. Dopo aver spiegato che la somma, ritenuto provento del reato (i 367mila euro provenienti dai conti correnti di Scarpellini per l'acquisto di un immobile in via Prati Fiscali nel 2013), "è solo una restituzione", Marra aveva aggiunto: "Nel 2016 penso di aver incontrato Scarpellini una o due volte, lo potete verificare".

E ancora: "Io ho più volte manifestato al sindaco Raggi che volevo andare via. Ero in aspettativa per un dottorato di ricerca e sono rientrato al Comune di Roma su forte impulso del sindaco. Negli ultimi mesi della campagna elettorale, siccome io conoscevo il funzionario Salvatore Romeo, mi avevano chiesto di dargli un supporto relativamente alle attività che avrebbero dovuto svolgere e mi chiesero la disponibilità a rientrare dall'aspettativa per dargli un mano". 

Poi l'ex capo del Personale del Campidoglio spiega dettagliatamente come è stato scelto per ricoprire quel ruolo al comune di Roma. "Io sono entrato sollecitato, pregato, supplicato di rientrare dall'aspettativa perché di questo si è trattato. Io non volevo rientrare e potete sentire il sindaco e vicesindaco se è vero quello che sto dicendo e mi hanno voluto conferire... perché poi c'e' un altro problema che il ruolo non doveva essere quello, il mio ruolo al Comune sarebbe dovuto essere tutt'altro. Al che mi dissero 'c'è un ruolo in cui in questo momento, per questi pochi giorni mi puoi aiutare a far ripartire la macchina organizzativa?' e io dissi: 'l'unico ruolo che al momento mi potresti dare, perché la proiezione non era fare il vicecapo di gabinetto vicario ma fare il direttore generale del Comune che è ben altra cosa, è un incarico soltanto di coordinamento, non è un dirigente allo stato puro, è di coordinamento'".

La confessione di Sergio Scarpellini

Scarpellini non ha risposto sempre allo stesso modo alle domande sui presunti soldi che dava a Marra in cambio di favori.

In un primo momento davanti al Gip ha ammesso: "Questi soldi glieli davo... mi piaceva avere un amico, se gli dicevo no, non ti do una lira, questo era un nemico per me. Marra è uno che conta. Quei soldi rappresentavano un prestito fatto per 'simpatia' alla persona", presentatagli nel 2009 dal figlio.

Ma poi il costruttore ha cercato di scagionare l'ex braccio destro di Virginia Raggi: "Io con il Comune ho parecchie iniziative, però Marra non sa niente, mai ho detto ti devi occupare, fammi... mai, di me non sa niente riguardo queste cose, con lui avevo rapporti sporadici".

Ma poi è stato messo alle strette da un'intercettazione tra lui e la sua segretaria Ginevra Lavarello, dove è emersa una versione concordata: "Se viene fuori la storia di Marra, diciamo che è un prestito".  

Dopo Scarpellini ha ammesso la corruzione: "Non volevo farmi un nemico. Gli amici sono sempre importanti, questi volendo possono farti male", come ad esempio, "bloccare una pratica". Il prestito "gliel'ho fatto per non creare un rapporto strano, per non creare un rapporto di inimicizia. E' chiaro che l'ho aiutato perché lui stava in quella posizione... diciamo, all'usciere non l'avrei fatto".

Il 22 dicembre 2016 Scarpellini è stato di nuovo interrogato ed è apparso un fiume in piena: "Non sono mai stato io ad offrire gli appartamenti in comodato gratuito o a proporre sconti. Sono sempre stati gli altri, per lo più politici e funzionari pubblici, a chiedermi dei favori ed io per avere la loro disponibilità ho sempre accettato. Se fossero venute da me persone che non contavano, certo non avrei dato loro nulla e non avrei fatto sconti, non ho ottenuto però alcun favore".


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