Mafia: "Io non taccio", storie di 8 giornalisti che 'non mollano'

(AGI) - Roma, 2 ott. - Sono spinti dalla passione, animatidalla curiosita', spesso finiscono nel mirino senza nemmenorendersi conto di essersi spinti cosi' a fondo da dar fastidioal potente di turno. Sono i giornalisti che 'non mollano',quelli che, sovente in avamposti di confine, si trovano araccontare la cronaca che inquina la vita della societa'civile. Le loro storie sono raccolte in "Io non taccio.L'Italia dell'informazione che da' fastidio", edito da "CentoAutori". Otto racconti, tutte in prima persona, chetratteggiano i confini di un Paese, che da Nord a Sud, restaancora lontano dal

(AGI) - Roma, 2 ott. - Sono spinti dalla passione, animatidalla curiosita', spesso finiscono nel mirino senza nemmenorendersi conto di essersi spinti cosi' a fondo da dar fastidioal potente di turno. Sono i giornalisti che 'non mollano',quelli che, sovente in avamposti di confine, si trovano araccontare la cronaca che inquina la vita della societa'civile. Le loro storie sono raccolte in "Io non taccio.L'Italia dell'informazione che da' fastidio", edito da "CentoAutori". Otto racconti, tutte in prima persona, chetratteggiano i confini di un Paese, che da Nord a Sud, restaancora lontano dal potersi definire realmente civile. Ottovoci, dietro le quali non e' raro trovare il volto di unlavoratore precario, raccontano di un'Italia sconosciuta aipiu', dove un giornalista puo' rischiare la vita alla streguadell'inviato spedito sul fronte di guerra. Un Paese cheindigna, ma che e' necessario conoscere anche da questaprospettiva, se lo si vuole realmente cambiare. Se ancoracrediamo che la liberta' d'informazione sia un diritto e nonuna concessione. Sono centinaia i giornalisti e i blogger che,ogni anno, subiscono minacce e intimidazioni in Italia, a causadi inchieste coraggiose, che senza censure raccontano diverita' scomode, spesso inconfessabili. Fra gli autori PaoloBorrometi, Federica Angeli, Giuseppe Baldessarro, ArnaldoCapezzuto, Ester Castano, Marilu' Mastrogiovanni, David Oddonee Roberta Polese. Paolo Borrometi, che collabora con l'Agi ede' direttore del web-magazine "la Spia" di Ragusa, vive sottoscorta dopo aver subito minacce e aggressioni fisiche per isuoi reportage su Cosa nostra e i rapporti con la 'Ndrangheta(esempio ne e' l'omicidio, raccontato anche nel libro, del boss'ndranghetista, Michele Brandimarte). Le sue inchieste hannoportato, fra le tante, allo scioglimento per infiltrazionimafiose del Comune di Scicli, in provincia di Ragusa. E' statominacciato di morte dalle famiglie mafiose di Vittoria(Ragusa). Federica Angeli, giornalista del quotidiano "laRepubblica", vive sotto scorta dopo aver subito minacce peralcune inchieste sulla penetrazione della criminalita'organizzata sul litorale laziale e nel Municipio di Ostia.Giuseppe Baldessarro, anche lui giornalista de "la Repubblica",ha subito minacce e collezionato decine di querele per le sueinchieste su 'ndrangheta e politica. Arnaldo Capezzuto,giornalista e blogger napoletano, ha subito intimidazioni eminacce per le sue inchieste sui clan della camorra diForcella. Ester Castano, giornalista dell'agenzia "La Presse",ha subito intimidazioni a causa delle sue inchieste sulleinfiltrazioni della 'ndrangheta in alcuni Comuni dellaLombardia. I suoi articoli hanno portato allo scioglimento perinfiltrazioni mafiose del primo Comune lombardo (Sedriano, inprovincia di Milano). Marilu' Mastrogiovanni, direttrice delweb-magazine "Il tacco d'Italia" di Lecce, ha subito minacce ealtre vessazioni dopo la pubblicazione di alcuni reportage suirapporti tra politica e criminalita' organizzata nel Salento.David Oddone, caporedattore del quotidiano "La TribunaSammarinese", ha subito intimidazioni e pesanti ritorsioni dicarattere giudiziario dopo la pubblicazione di alcune inchiestesui rapporti tra il mondo della finanza ed alcuni esponentidella criminalita' organizzata nella Repubblica della Rocca.Roberta Polese, giornalista professionista, collabora con il"Corriere del Veneto" (dorso locale del Corriere della Sera) hadovuto fronteggiare una serie di azioni giudiziarie, in sedecivile e penale, per un articolo pubblicato dal quotidiano "IlPadova" (Gruppo Epolis), per il quale lavorava, entrato poi incrisi e successivamente fallito. La prefazione e' dell'exProcuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore. "L'Italiadell'informazione che da' fastidio - scrive Lepore -. Letta,pero', con gli occhi di chi ha vissuto un'esperienza unica.Inattesa. Traumatica. Penso alla vita blindata di Federica e diPaolo, al disagio di Roberta, alla coraggiosa solitudine diMarilu', alla rabbia di Arnaldo, Ester e David. Ma ancheall'amletica ironia di Giuseppe, giornalista in terra di'ndrangheta. Ma loro, gli otto autori del libro (non a casotutti giovani e motivati) hanno avuto coraggio. Quel coraggiodi ribellarsi che - parafrasando il dialogo tra don Abbondio eil cardinale Federigo Borromeo - se uno non ha, non lo puo'certo inventare. Lo stoicismo di sfidare le ire dei potenti ele intimidazioni dei prepotenti, che come nel caso di PaoloBorrometi, non ci hanno pensato due volte prima di mandarlo inospedale, con la raccomandazione di non provarci una secondavolta. Insomma, fare informazione - conclude Lepore -, e farlocon tutti i crismi del giornalismo d'inchiesta (quello che nonguarda in faccia nessuno ed e' a fondamento del diritto dicronaca), puo' costare caro". (AGI).