Mafia Capitale, interrogatori a Regina Coeli per i politici

(AGI) - Roma, 5 giu. - Giornata di interrogatori nel carcereromano di Regina Coeli per i primi esponenti politici finiti inmanette nell'ambito della seconda tranche dell'inchiesta su'Mafia Capitale'. Il primo ad affrontare il giudice FlaviaCostantini e' stato Mirko Coratti, ex presidente dell'assembleacapitolina, che ha respinto l'accusa di corruzione. "Mai avutorapporti, illeciti o di natura economica, con Salvatore Buzzi.Basta leggersi le carte dell'inchiesta: non c'e' una solaconversazione con lui, intercettata, che mi riguardi"., hadetto Coratti, difeso dall'avvocato Filippo Dinacci. Stando aquanto si e' appreso, Coratti, nel corso dell'interrogatorio digaranzia, ha

(AGI) - Roma, 5 giu. - Giornata di interrogatori nel carcereromano di Regina Coeli per i primi esponenti politici finiti inmanette nell'ambito della seconda tranche dell'inchiesta su'Mafia Capitale'. Il primo ad affrontare il giudice FlaviaCostantini e' stato Mirko Coratti, ex presidente dell'assembleacapitolina, che ha respinto l'accusa di corruzione. "Mai avutorapporti, illeciti o di natura economica, con Salvatore Buzzi.Basta leggersi le carte dell'inchiesta: non c'e' una solaconversazione con lui, intercettata, che mi riguardi"., hadetto Coratti, difeso dall'avvocato Filippo Dinacci. Stando aquanto si e' appreso, Coratti, nel corso dell'interrogatorio digaranzia, ha detto al giudice che non ha mai beneficiato disomme di denaro di provenienza illecita e che mai gli sonostati promessi dei soldi da Buzzi o da soggetti vicini alpresidente della cooperativa '29 giugno' per mettersi alservizio dell'organizzazione criminosa, come ipotizzato dallaprocura. Coratti avrebbe detto, tra l'altro, di non saperenulla dei 10mila euro versati da Buzzi all'associazione'Rigenera' ("non sapevo nulla di questi soldi"), peraltroregolarmente iscritti al bilancio, e ha ribadito al gip: "Buzzidi certo non parlava con me". Oltre a quello di Coratti oggisono previsti gli interrogatori di dell'ex assessore dellagiunta Marino, Daniele Ozzimo, dell'ex responsabile deldipartimento affari sociali del Comune, Angelo Scozzafava e delvicepresidente della cooperativa La Cascina, Francesco Ferrara."I provvedimenti cautelari che hanno interessato alcuni propridirigenti non riguardano in alcun modo reati di 'mafia'.Nessuno dei soggetti coinvolti e' accusato di aver tenutocomportamenti 'mafiosi'", e' la precisazione del presidente delCda della coop "La Cascina", Giorgio Federici. "Il fulcro degliaddebiti mossi nei confronti de 'La Cascina' - ricorda Federici- riguarda il Centro di accoglienza dei richiedenti asilo-Caradi Mineo, sito nei pressi di Catania. A tal riguardo e' fermaconvinzione della cooperativa che le procedure di affidamentosi siano svolte nel pieno rispetto della normativa vigente econformemente ai criteri di evidenza pubblica". E mentre ilCampidoglio stamane e' blindato ai cronisti, dalle cartedell'inchiesta risulta che tra i 21 indagati a piede liberofigurano, tra gli altri, Maurizio Venafro, gia' capo digabinetto del Governatore Nicola Zingaretti e Marco Visconti,l'ex assessore all'Ambiente della giunta capitolina guidata daAlemanno. (AGI)