Due arresti nel piceno per corruzione e rivelazione di atti di ufficio

L'inchiesta, condotta dalla procura del capoluogo piceno, riguarda la gestione delle macerie del terremoto nelle province di Ascoli Piceno e Fermo

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La Guardia di finanza ha arrestato, su mandato del gip del tribunale di Ascoli Piceno, un dipendente della Regione Marche e un'imprenditrice: per loro si ipotizzano i reati di corruzione e rivelazione di atti di ufficio. L'inchiesta, condotta dalla procura del capoluogo piceno, riguarda la gestione delle macerie del terremoto nelle province di Ascoli Piceno e Fermo. Da quanto si è appreso, gli inquirenti avrebbero portato alla luce un rapporto di "asservimento" del dipendente della Regione agli interessi di un'azienda, la Dimensione Scavi di San Benedetto del Tronto, che dal 2017 lavora alle macerie provenienti dal sito di stoccaggio di Monteprandone, dopo essere state prelevate dalle zone rosse da Piceno Ambiente grazie a una convenzione con la Regione Marche.

A finire agli arresti sono stati Stefano Mircoli, dipendente della Regione Marche, e Cristina Perotti, amministratrice dell'azienda sambenedettese: tra i due ci sarebbero stati passaggi di informazioni ma non di soldi. Nei prossimi giorni verranno ascoltati per la convalida dell'arresto.

L'inchiesta è condotta dal capo della procura di Ascoli Piceno, Umberto Monti, ed è partita seguendo una serie di accertamenti per un procedimento di riciclaggio. Nei giorni scorsi erano stati perquisiti gli uffici del dipendente regionale e quello dell'imprenditore. Oggi la svolta con l'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dalle fiamme gialle di San Benedetto del Tronto e dal personale della polizia giudiziaria. Un'accelerazione dettata dal rischio di inquinamento delle prove. In mano agli inquirenti, oltre ai documenti sequestrati, ci sarebbero alcune intercettazioni telefoniche tra Mircoli e Perotti.



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