Sul caso del liceo Virgilio i conti non tornano. E se fosse tutta una montatura? 

Si è parlato di spaccio di droga, video hard e intimidazioni. Ma la questura non ha riscontrato nulla del genere

Sul caso del liceo Virgilio i conti non tornano. E se fosse tutta una montatura? 
 (Twitter)
 Liceo Virgilio, Roma

Non è bastata nemmeno la clamorosa irruzione alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico alla Bicocca di Milano perché i giornali si concentrassero sulle ragioni delle proteste (piuttosto tiepide rispetto alle mobilitazioni contro le riforme di vent'anni fa) degli studenti delle superiori che si sono mobilitati in tutta Italia contro l'alternanza scuola-lavoro, bollata come "sfruttamento". Da giorni le cronache sono occupate dai racconti su quello che accadrebbe durante l'occupazione del liceo romano "Virgilio, trasformato, secondo una certa vulgata mediatica, in una comune orgiastica animata da stupefacenti e rapporti sessuali in pubblico, dove gli studenti sono tiranneggiati da una sorta di direttorio mafioso che impedisce la ripresa delle lezioni. Un polverone che ha costretto la questura ad allestire un presidio di polizia, con tanto di cani antidroga, di fronte all'istituto. E che, con il passare dei giorni, sembra essere stato basato sempre più su voci non confermate. A cominciare dal presunto video hard girato nell'edificio scolastico che sarebbe "diventato virale" ma nessuno studente afferma di aver mai visto.

Voci che hanno distolto l'obiettivo dalle vere ragioni dell'occupazione, nata - ha spiegato Emanuele Tirello, uno dei rappresentanti d'istituto, dal crollo di un tetto lo scorso 7 ottobre, conseguenza di tre anni senza fondi per la manutenzione e controlli adeguati. I dirigenti di Roma Capitale affermano invece, in una comunicazione ai magistrati, che il solaio non è stato riparato a causa dell'occupazione. Due versioni decisamente inconciliabili. Spetterà alle toghe chiarire chi ha ragione.

Il rapporto della questura

A lanciare l'allarme era stata la preside Carla Alfano, che aveva parlato di un liceo "ostaggio di un gruppo di violenti". Le accuse della dirigente scolastica sono state però smentite dalla Questura che, in una riunione con lei e numerosi docenti, ha appurato il contrario. La riunione, si legge in una nota diffusa lunedì scorso, "è servita innanzitutto ad inquadrare, in un corretto contesto, le problematiche che in questi giorni hanno trovato ampio eco mediatico: non sono emersi elementi che facciano pensare a traffici di droga né, tantomeno, atteggiamenti violenti ed intimidatori da parte degli studenti". Quanto al presunto "biglietto" che il collettivo farebbe pagare per entrare nella scuola occupata, appare presumibile che si tratti di una strategia per arginare i cosiddetti "esterni", ovvero gli studenti di altri istituti, che alcuni ragazzi indicano come responsabili della presunta bomba carta della cui esplosione si è parlato nei giorni scorsi. Quanto alla droga, il massimo che i cani sono riusciti a scovare sono 1,8 grammi di hashish trovati nell'astuccio di uno studente, quantità sicuramente non compatibile con un'attività di spaccio. Che gli insegnanti che i genitori si siano schierati con gli studenti e abbiano condannato l'accanimento mediatico rende poi ancora meno plausibile che il clima fosse quello descritto da alcuni quotidiani.

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 Il tetto crollato al liceo Virgilio di Roma

La smentita del governo: "Nessun dossier"

L'allarme è apparso talmente sproporzionato da costringere anche il governo a una smentita, laddove un quotidiano aveva scritto che il ministero dell'Istruzione aveva addirittura aperto un dossier sul liceo: "Con riferimento a notizie apparse oggi sulla stampa, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca chiarisce che non esiste nessun ‘dossier’ o ‘report’ del Miur sul liceo Virgilio di Roma. Il documento cui si fa riferimento oggi su ”Il Messaggero”, il Rav (Rapporto di autovalutazione), viene prodotto dalle singole istituzioni scolastiche in completa autonomia, senza che vi sia alcuna convalida da parte del Miur. Il Rav serve infatti alle scuole per individuare i propri punti di forza e debolezza e costruire, di conseguenza, il proprio piano di miglioramento".

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Una bufala con l'ombra della speculazione edilizia?

Le testimonianze raccolte dall'Agi durante la manifestazione di oggi sembrano confermare una tesi che prende sempre più piede, quella di una montatura che potrebbe avere dietro l'ombra della speculazione edilizia. "Vogliamo ripulire il nome del Virgilio che è stato macchiato in questi giorni da dichiarazioni false", dice uno studente seduto a terra a tutti gli altri che lo ascoltano. Sono in molti a prendere la parola, dai ragazzi della classi quinte che vivono la scuola da qualche anno a quelli appena arrivati. L'appello di tutti è di rimanere uniti in questo momento difficile. "Siamo preoccupati per il crollo delle iscrizioni", sottolinea un'altra studentessa. "Dopo gli attacchi di questi giorni sui giornali e alla televisione, molti ragazzi, ma soprattutto molti genitori ci penseranno bene prima di iscrivere i propri figli al Virgilio". La verità è che "si tratta di una montatura per far chiudere la scuola", dice un altro ragazzo, "l'immobile si trova al centro di Roma e fa gola a molti". E a chiedersi se "ci siano interessi di altra natura sul Virgilio" o "qualche mira speculativa sull’edificio nel caso il liceo venisse chiuso” sono stati gli stessi rappresentanti dei genitori.



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