Legge elettorale, prove d'intesa PD-M5S

(AGI) - Roma, 17 lug. - Novanta minuti di faccia a faccia e,senza bisogno di supplementari o rigori, Pd e M5S si aggiornanoa

Legge elettorale, prove d'intesa PD-M5S

(AGI) - Roma, 17 lug. - Novanta minuti di faccia a faccia e,senza bisogno di supplementari o rigori, Pd e M5S si aggiornanoa un prossimo incontro, appena archiviato al Senato il dossierriforme. Con reciproca soddisfazione, a quanto pare. MatteoRenzi lascia la Camera segnalando, come aveva fatto in aperturadel 'tavolo', i "passi avanti" nel confronto con i 5 Stelle cheper parte loro non rinunciano a punzecchiare i democratici sultasto della lentezza, promettono che non concederanno alibi ma,insomma, senza punte o spigoli. Si chiude cosi' l'atteso confronto, in diretta streaming,tra le due delegazioni su riforme e legge elettorale. E allafine vi prende parte anche Matteo Renzi, che sino a ieri avevasostanzialmente escluso la sua partecipazione all'incontro. "Per noi va bene, abbiamo avuto aperture su molti temi. Adesempio sul ballottaggio. Poi riconoscono che non c'e' derivaautoritaria sulla riforma del Senato", mette all'attivo Renzilasciando Montecitorio. Un incontro "positivo" quello con iCinque Stelle, soprattutto per l'atteggiamento di Luigi Di Maioe il leader Pd si chiede, pero', se il vicepresidente dellaCamera "li porta tutti con se'? Bisogna chiedersi questo",riferendosi alle diverse anime del partito di Grillo. "Dall'inzio della nostra esistenza - dice lo stessovicepresidente M5S della Camera - abbiamo sempre detto'collaboriamo punto su punto' con chi ci sta. Sulle preferenzec'e' stata un'apertura, che verificheremo eccome. Non siamoassolutamente d'accordo sul loro Senato non elettivo, cio' nonvuol dire che non possiamo votare insieme l'abolizionedell'immunita' parlamentare e gli altri punti esaminati altavolo". "Occhi puntati sul Senato dalla settimana prossima. Sivota per l'immunita' parlamentare e vediamo se tengono fedeagli impegni di fine tavolo", dice ancora. Stesso profilo da Di Maio nel corso dell'incontro: "Quic'e' tutta la nostra buona volonta' ma dire che vi portate leproposte a casa per approfondire, mi sembra volertemporeggiare... Dal momento che avete le nostre proposte nelcarteggio di questa settimana...". "Noi partivamo da unimpiantoproporzionale, voi da uno maggioritario ma sui tavoli didialogo si lascia qualcosa e si prende qualcos'altro". Cosi' il'dialogante' Luigi Di Maio nell'incontro con il Pd. "Fermorestando di garantire un vincitore il giorno dopo le elezioni -ribadisce - parliamo delle preferenze ma su questo mi sembra cisia un po' di paura". "Noi saremo anche questi pericolosi fascisti autoritari,pero' ti abbiamo eletto vicepresidente della Camera. E'possibile, almeno nei lavori parlamentari, avere un tonoleggermente diverso dall'insulto?". Gli replica Matteo Renzi,tornando sul punto delle accuse di autoritarismo piovuteaddosso al presidente del Consiglio. "Recuperiamo un po' dicivilta': se per voi 'piduista' non e' insulto, per me lo e'",rimarca il presidente del Consiglio che risponde per le rimeanche quando la delegazione M5S lo accusa, in sostanza, diprendere tempo per prendere ordini da Silvio Berlusconi: "VedeToninelli, questa e' una battuta simpatica, divertente, allaquale potrei rispondere che comanda chi ha i voti... Noi neabbiamo presi 11 milioni. Quando capita a voi ci fate unfischio...", rintuzza allora Renzi per invitare a stare almerito delle questioni "senza tradire intenti polemici" fini ase stessi. "Noi chiudiamo le riforme costituzionali, al massimo, entro15 giorni", assicura Renzi aggiungendo che "il giorno doposiamo pronti a discutere della legge elettorale". In fondo,"tra la nostra proposta e la vostra non c'e' il Rio delleAmazzoni, c'e' un ruscello".