Le mani della 'ndrangheta sul Meazza di Milano, 59 arresti

(AGI) - Milano, 16 dic. - Le mani della 'ndrangheta sulservizio catering dello stadio Meazza di Milano. Un'inchiestacoordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogolombardo, nei confronti della cosca 'ndranghetina Libri-DeStefano-Tegano, ha portato all'arresto di 59 indagati perassociazione di tipo mafioso, traffico d'armi, corruzione dipubblico ufficiale, estorsione, associazione finalizzata altraffico internazionale illecito di sostanze stupefacenti.L'operazione, che ha visto impegnati circa quattrocentomilitari dell'arma dei Carabinieri in tutto il territorionazionale, ha consentito di acquisire gravi e significativielementi di responsabilita' in relazione alle moderne modalita'di infiltrazione nel settore economico-imprenditoriale dellaLombardia. Secondo

(AGI) - Milano, 16 dic. - Le mani della 'ndrangheta sulservizio catering dello stadio Meazza di Milano. Un'inchiestacoordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogolombardo, nei confronti della cosca 'ndranghetina Libri-DeStefano-Tegano, ha portato all'arresto di 59 indagati perassociazione di tipo mafioso, traffico d'armi, corruzione dipubblico ufficiale, estorsione, associazione finalizzata altraffico internazionale illecito di sostanze stupefacenti.L'operazione, che ha visto impegnati circa quattrocentomilitari dell'arma dei Carabinieri in tutto il territorionazionale, ha consentito di acquisire gravi e significativielementi di responsabilita' in relazione alle moderne modalita'di infiltrazione nel settore economico-imprenditoriale dellaLombardia. Secondo le accuse sarebbero riusciti a fornire adimprenditori locali una "protezione totale", utilizzando indiversi episodi le modalita' della estorsione-protezione;condizionare l'aggiudicazione di contratti di forniture eprestazioni d'opera, anche con forme di corruttela di pubbliciufficiali, gestire una consistente attivita' di trafficointernazionale di sostanze stupefacente di cocaina, hashish emarijuana, al fine di accrescere il potere economico dellacosca. Tra le varie attivita' gli indagati avevano messi inpiedi un complicato schema per ottenere l'appalto del cateringdello stadio Meazza di Milano, coinvolgendo un uomo delle forzedell'ordine per gettare discredito sull'azienda che lo detenevalegittimamente. L'imprenditore al servizio della cosca e'Cristiano Sala, titolare della Maestro di Casa Holding, unagrande azienda del settore ristorazione fallita nel 2010 e gia'responsabile del catering di San Siro per l'Inter. Sala, chedopo il fallimento era entrato in stretti rapporti con la'ndrina e gestiva occultamente altre societa', si avvale deifavori di un carabiniere infedele, Carlo Milesi, in serviziopresso l'ispettorato del lavoro. Milesi mette in piedi unafinta indagine con false accuse di sfruttamento del lavoroclandestino ai danni della IT Srl, e conduce persinoun'ispezione ai danni della ditta il 16 dicembre 2013, proprionel giorno in cui a San Siro si disputa la partita Milan- Roma.Dopo il blitz, Milesi approccia alcuni dirigenti del Milan,risultati completamente estranei alla vicenda, per dipingere atinte fosche l'operato della societa' rivale, e manda anchealcune imbeccate a un giornalista, che del tutto ignarocontribuisce ad aumentare il clamore mediatico sulla IT Srl. Leintercettazioni ambientali e telefoniche condotte daicarabinieri del Nucleo Investigativo hanno permesso dismascherare il collega infedele e di evitare che l'appalto peril catering del Milan nell'anno 2014-2015 finisse nelle manidelle 'ndrine. Non ci sono solo gli appalti, che pure sono unadelle maggiori fonti di introito, tra gli affari degliaffiliati alla cosca Libri- De Stefano- Tegano. Secondo quantoemerge dall'ordinanza che stamattina ha condotto all'arresto di59 persone, tra cui i fratelli Giulio, Vincenzo e DomenicoMartino, grazie alla vicinanza degli uomini della 'ndranghetacon l'imprenditore Cristiano Sala i proventi delle attivita' dispaccio e usura venivano reinvestiti in societa' come la "GemS.r.l." e la "Prezzemolo e Finocchio Soc. Coop.", per lacommercializzazione di caffe' in Italia e all'estero. El'estero ritorna anche in un altro capitolo della commistionetra affari apparentemente leciti e illeciti del clan calabrese,con la costituzione in Bulgaria di una societa' perl'esportazione di vini di cui era socio anche ilnarcotrafficante internazionale Atanas Spasov Angelov,cittadino bulgaro che era anche tra i fornitori di stupefacentidella cosca. (AGI)