Le 30 tappe fondamentali di Tangentopoli, 25 anni dopo

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Le 30 tappe fondamentali di Tangentopoli, 25 anni dopo
Pool di Mani Pulite, Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Gherardo Colombo e Francesco Greco (agf) 

Una 'mazzetta' di 7 milioni di lire, la metà della tangente pattuita, con banconote siglate da un capitano dei carabinieri consegnata al presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, Mario Chiesa, dal titolare di una piccola impresa di pulizia, Luca Magni. Era il 17 febbraio 1992 e quel fatto, all'apparenza di 'ordinaria giustizia', in realtà ebbe l'effetto di scoperchiare il vaso di Pandora e rivelare un sistema di corruzione che coinvolgeva quasi tutte le maggiori aziende e i maggiori partiti politici del Paese. Quell'inchiesta, denominata 'Mani pulite', condotta da un 'pool' di magistrati di Milano, fu ribattezzata 'tangentopoli' e 'decapitò' i vertici del pentapartito toccando anche il Pci-Pds, con il risultato di trasformare la geografia politica ed economica italiana.

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Abbiamo ripercorso le tappe che hanno portato alla più grande inchiesta per corruzione della storia d'Italia che iniziò, esattamente venticinque anni fa, con l'arresto del socialista milanese Mario Chiesa (definito poco dopo dal suo leader di partito,  Bettino Craxi, un "mariuolo"), l'inchiesta 'Mani pulite' che dal 1992 al 1997 vide migliaia di persone coinvolte e i cui numeri sono andati ben oltre le previsioni di uno dei primi manager finiti in carcere, Alberto Zamorani: "Ne arresteranno mille"

Ma 'Mani pulite' ha voluto dire anche suicidi 'eccellenti' (o 'giudiziari', come sono stati anche chiamati i drammatici episodi che hanno riguardato personaggi che, indagati o in carcere, non hanno resistito allo stress). Secondo i dati registrati dallo stesso 'pool' dei magistrati milanesi, le assoluzioni 'nel merito' sarebbero circa il 14-15% e il 30% le prescrizioni.

I magistrati che hanno fatto parte del 'pool' Mani pulite

  • Antonio Di Pietro. Il simbolo di 'Mani pulite': è stato protagonista nella prima fase e dimessosi dalla magistratura alla fine del '94. Ex operaio in Germania poi poliziotto, approdato alla magistratura negli anni '80: è lui che, col capitano dei carabinieri Roberto Zuliani, dopo l'arresto di Chiesa, inizia a raccogliere decine di confessioni di imprenditori e politici locali che pian piano coinvolgeranno nell'indagine livelli sempre più alti della politica e dell'imprenditoria. 
  • Francesco Saverio Borrelli.  Procuratore Capo di Milano. Nel dicembre 1993 suscitarono ampia eco le sue affermazioni rivolte ai candidati delle successive elezioni politiche: "Se hanno scheletri nell'armadio, li tirino fuori prima che li troviamo noi"
  • Gerardo D'Ambrosio. Coordinatore del 'pool' Mani pulite. Nel 1999 è stato nominato Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Milano. E'  morto nel 2014
  • Gherardo Colombo. Fondamentale il suo ruolo in 'Mani pulite'. Prima era divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste  quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli. Dopo 'Mani pulite' si occupò dei processi Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme.
  • Piercamillo Davigo Il 9 aprile 2016 è stato eletto presidente dell'Associazione nazionale magistrati, per la durata di un anno.
  • Francesco Greco E' dal 30 maggio 2016 Procuratoere capo della Procura della Repubblica di Milano
  • Paolo Ielo. Il più giovane del 'pool'. Dal 1993 al 2003 è stato sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano. Nel ’95 diede del "criminale matricolato" a Bettino Craxi nel processo 'tangentopoli', ma poi la definì una caduta di stile.
  • Ilda Boccassini, Subentrata ad Antonio Di Pietro nel 1995, si occupa soprattutto del filone d'inchiesta riguardante Silvio Berlusconi e Cesare Previti.
  • Tiziana Parenti. Ha fatto parte del 'pool' dal '93 al '94 quando fecero scalpore le sue dimissioni dalla magistratura e la successiva adesione a Forza Italia, nelle cui liste fu eletta alla Camera nel marzo 1994 nel collegio maggioritario di Mantoval.


Le tappe di Tangentopoli, da Mario Chiesa a Cesare Previti

   1992

   1 - Il 17 febbraio viene arrestato Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, per una 'mazzetta' di 7 milioni di lire, la metà della tangente pattuita, con banconote siglate da un capitano dei carabinieri consegnatagli dal titolare di una piccola impresa di pulizia, Luca Magni.

   2 - Il 22 aprile vengono arrestati 8 imprenditori che iniziano a collaborare con la magistratura. Nell'inchiesta entrano diversi esponenti politici milanesi e agli inizi di maggio arrivano gli avvisi di garanzia per due ex sindaci socialisti, Carlo Tognoli e Paolo Pillitteri. L'indagine si allarga a tutti gli appalti comunali, dagli ospedali alle aziende municipalizzate.

   3 - A maggio ad andare in carcere sono i segretari regionale e cittadino della Dc, Maurizio Prada e Gianstefano Frigerio, e l'esponente comunista Massimo Ferlini, oltre al manager della Cogefar Enzo Papi.

   4 - Primo avviso di garanzia per il tesoriere della Dc, Severino Citaristi, che alla fine, con una settantina di 'avvisi' sarà l'uomo 'più inquisito' dell'intera inchiesta.

   5 - A luglio Bettino Craxi, in un discorso in Parlamento, dichiara pubblicamente: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra". Ammette l'esistenza del finanziamento illecito dei partiti e sottolinea la necessità di una soluzione concordata per il finanziamento della politica. L'appello rimane senza risposta.

   6 - A settembre il suicidio di Sergio Moroni, segretario regionale del Psi che, coinvolto nell'indagine, parla di un "grande velo d'ipocrisia" sul sistema dei finanziamenti pubblici ai partiti. Il 15 dicembre è lo stesso Craxi a ricevere l'avviso di garanzia.

   1993

   7 - L'anno si apre, con la costituzione, a febbraio, dell'architetto Silvano Larini, personaggio noto negli ambienti socialisti milanesi che accusa Craxi e Claudio Martelli per il 'Conto Protezione', un deposito svizzero in cui sarebbero custoditi 7 milioni di dollari versati al Psi dal Banco Ambrosiano.

   8 - Claudio Martelli, ministro della Giustizia, si dimette dall'incarico. Larini ammette inoltre di aver fatto da tesoriere per il partito: "Il denaro - dice - lo portavo nell'ufficio di Craxi di piazza Duomo a Milano".

   9 - Sempre a febbraio, il 19, esplode il 'caso Carra'. Enzo Carra, portavoce di Arnaldo Forlani, viene arrestato per falsa testimonianza e verrà portato in aula per il processo, in manette, suscitando le reazioni sdegnate dell'intero mondo politico.

   10 - Nello stesso mese l'indagine colpisce direttamente il Pci-Pds. A essere arrestato è Primo Greganti, ex funzionario del partito che resta in carcere 4 mesi ma nega sempre di aver preso denaro per la propria parte politica. Successivamente sarà condannato a 3 anni.

   11 - Luglio viene segnato invece da altri due suicidi 'eccellenti': il 20, Gabriele Cagliari, ex presidente dell'Eni in carcere a San Vittore, si toglie la vita

   12 - Tre giorni dopo Cagliari si ucciderà anche Raul Gardini, della Montedison. Il managercommette suicidio in casa dopo essere stato coinvolto per la vicenda Enimont mentre vengono arrestati Carlo Sama e Sergio Cusani, ritenuto 'la mente' del meccanismo delle tangenti Montedison.

   13 - Il processo a Cusani inizia il 28 ottobre: un evento mediatico che sarà seguito in diretta televisiva da milioni di telespettatori che assistono alla 'battaglia processualè tra Antonio Di Pietro, Cusani e il suo difensore Giuliano Spazzali. In aula sfilano tra gli altri Craxi e Forlani.

   1994

   14 - Il processo Cusani continua nell'anno che segna la discesa in campo di Silvio Berlusconi che vince le elezioni politiche e riceve l'incarico di formare il nuovo governo. Di Pietro chiama in aula Umberto Bossi, accusato per una tangente di 200 milioni consegnata al 'pirla', come lo definì lo stesso Bossi, Alessandro Patelli, tesoriere della Lega, dalla Montedison.

   15 - A febbraio Carlo Sama parla anche di un miliardo dato al Pci. Il processo si concluderà il 28 aprile con una condanna a 8 anni per Cusani.

   16 - Nel frattempo, sempre ad aprile, esplode lo scandalo delle tangenti a uomini della Guardia di Finanza: 80 i finanzieri coinvolti e 300 gli imprenditori.

   17 - Negli stessi giorni emerge anche il pagamento di tangenti da parte della Fiat (il "tesoretto").

   18 - A luglio l'allora ministro di giustizia, Alfredo Biondi emette il decreto, ribattezzato dall'opposizione 'salva ladri', e il 'pool' di Mani pulite, in diretta Tv, annuncia le dimissioni in blocco. Il decreto verrà poi ritirato.

   19 - Alla fine del mese, per le tangenti alla Gdf, viene arrestato, per qualche ora, Paolo Berlusconi.

   20 - Il 21 novembre infine l'avviso di garanzia per concorso in corruzione a Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, recapitatogli (era stato anticipato dal 'Corriere') mentre presiedeva il vertice anticrimine dell'Onu a Napoli.

   21 - Il 6 dicembre, dopo la requisitoria al processo Enimont, Antonio Di Pietro si toglie platealmente la toga e lascia la magistratura.

   1995

   22 - Il 'pool' chiede il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi.

   23 - Si conclude il processo Enimont concondanne per quasi tutti gli imputati: 3 anni a Bettino Craxi, 2 anni e 4 mesi a Arnaldo Forlani, 1 anno e 8 mesi a Paolo Cirino Pomicino, 8 mesi a Umberto Bossi, 6 mesi a Giorgio La Malfa e Renato Altissimo.

   24 - E' anche l'anno delle inchieste nei confronti di Di Pietro. A sollecitarle è l'avvocato Carlo Taormina che parla dei rapporti tra l'ex pm e gli imprenditori Antonio D'Adamo e Amedeo Gorrini da cui avrebbe ricevuto 100 milioni e una Mercedes.

   25 - Nel luglio irrompe sulla scena giudiziaria Stefania Ariosto, il 'teste omega' che accusa Cesare Previti di aver corrotto alcuni giudici romani per aggiustare delle sentenze per conto di Berlusconi e della Fininvest.

   26 - A novembre il 'pool' contesta a Berlusconi il pagamento di 20 miliardi a Craxi attraverso il conto estero 'All Iberian'.

   1996

   27 - A marzo, in seguito alle accuse della Ariosto, viene arrestato a Roma il giudice Renato Squillante. I processi a suo7carico sono ancora in corso.

   28 - Il 14 novembre Di Pietro, nel frattempo diventato ministro dei Lavori pubblici nel primo governo di Romano Prodi, si dimette dalla carica a seguito dell'indagine aperta dalla magistratura bresciana. Al processo per abuso d'ufficio e concussione, accusa sostenuta dal pm Fabio Salamone, verrà poi assolto da tutte le accuse.

   1997

   29 - E' l'anno che sembra segnare la fine del clamore delle varie inchieste. La situazione sembra avviarsi verso una relativa 'normalità' in attesa delle varie rogatorie all'estero richieste dai magistrati sui conti di diversiindagati soprattutto per il cosiddetto procedimento sulle 'Toghe sporche'.

   30 - Il 3 settembre la procura chiede alla Camera l'autorizzazione all'arresto di Cesare Previti.