La storia di Davide De Carolis, l'eroe di Rigopiano morto sull'elicottero del 118

Ecco cos'è accaduto al velivolo dei soccorritori, video

La storia di   Davide De Carolis, l'eroe di Rigopiano morto sull'elicottero del 118
 Davide De Carolis elicottero 118 precipitato a Campo Felice (Foto Fb)

Davide De Carolis, uno dei soccorritori che si trovava a bordo dell'elicottero del 118 dell'Aquila precipitato a Campo Felice, lavorò il 20 gennaio anche a Rigopiano e salvò alcune vite. Lo rende noto un suo amico, Roby De Paolis, che ha affidato un suo ricordo alle news di Tiscali. Il 20 gennaio i due amici erano stati insieme a scavare fra le macerie dell'hotel Rigopiano, travolto il 18 gennaio da una valanga.

La storia di   Davide De Carolis, l'eroe di Rigopiano morto sull'elicottero del 118
 Elicottero 118 precipitato a Campo Felice (Afp)

"Io e Davide insieme in quella buca"

"Entriamo nella buca io e Davide - scrive De Paolis - e iniziamo a scavare aiutati da Fabio, un vigile del fuoco che pur senza guanti resterà con noi tutta la notte. Dopo meno di un'ora pratichiamo un foro su quel che resta di un tetto e iniziamo a chiamare, ci risponde G. dicendoci che ci sente ma che siamo ancora lontani. Nevica, a volte pioviggina, ore durante le quali scaviamo con attenzione una enorme quantita' di materiale, il problema è individuare correttamente da dove percepiamo la sua voce ma finalmente G. ci comunica che vede una delle nostre luci, vuol dire che siamo vicini. Fabio, il Vigile che è con noi, nel muoversi calpesta alcune tegole e G. urla che ha sentito muoversi qualcosa, e' quello che aspettavamo, la certezza che stavamo scavando nella giusta direzione. Rimuoviamo quella porzione di tetto e in mezzo a quel casino intravediamo un Moon Boot, lo tocco con cautela e sento che si muove, G. urla che gli sto toccando un piede, vedo la sua mano, mi allungo e gliela stringo, lui ricambia la stretta quasi a volermi rassicurare, sento nuovamente quel nodo alla gola. Le ore successive saranno un susseguirsi di decisioni e di operazioni delicatissime atte a permettere l'estrazione del sopravvissuto senza comprometterne ulteriormente lo stato di salute, finalmente alle sei, dopo oltre sette ore di lavoro frenetico, lo tiriamo fuori tra gli applausi e i complimenti di tutti gli astanti. Sapremo piu' tardi che non corre pericolo ed e' ricoverato all'ospedale di Pescara. Nelle stesse ore vengono estratti altri tre sopravvissuti, tutti in buone condizioni".