L'Ue avverte l'Italia: "troppo arsenico nell'acqua del Lazio"

(AGI) - Bruxelles - L'Italia non e' in grado "digarantire che l'acqua destinata al consumo umano sia conformealle norme europee" e    [...]

L'Ue avverte l'Italia: "troppo arsenico nell'acqua del Lazio"

(AGI) - Bruxelles, 10 lug. - L'Italia non e' in grado "digarantire che l'acqua destinata al consumo umano sia conformealle norme europee" e apre quindi una procedura di infrazione."La contaminazione dell'acqua da arsenico e fluoro - spiega laCommissione - e' un problema annoso in Italia, in particolarein Lazio". Con l'invio di una lettera di messa in mora da partedel commissario all'Ambiente Janez Potocnik, Bruxelles hadeciso di avviare formalmente l'infrazione. La direttivasull'acqua potabile, ricorda la Commissione, impone agli Statimembri di controllare e testare l'acqua destinata al consumoumano in base a 48 parametri microbiologici e chimici eindicatori.

Se si riscontrano nell'acqua livelli elevati diarsenico o di altri inquinanti, gli Stati membri possonoderogare per un periodo limitato di tempo ai valori limitefissati dalla direttiva, purche' la deroga non presenti unpotenziale pericolo per la salute umana e l'approvvigionamentodelle acque destinate al consumo umano nella zona interessatanon possa essere mantenuto con nessun altro mezzo congruo. Ladirettiva consente al massimo tre deroghe, ciascuna limitata atre anni. Gli Stati possono derogare due volte e, in casieccezionali, possono chiedere alla Commissione una terzaderoga. All'Italia sono gia' state concesse tre deroghe e none' possibile autorizzarne altre. Il periodo di deroga era finalizzato a consentire ditrovare soluzioni durature. Tuttavia, piu' di un anno dopo lascadenza della terza deroga, l'Italia continua a violare ladirettiva.Le decisioni di deroga stabiliscono condizionirigorose per tutelare la salute umana.

All'Italia era statochiesto di assicurare che fosse disponibilel'approvvigionamento di acqua salubre destinata al consumo daparte dei neonati e dei bambini fino all'eta' di tre anni. Lederoghe erano subordinate al fatto che l'Italia fornisse agliutenti informazioni adeguate su come ridurre i rischi associatial consumo dell'acqua potabile in questione e, in particolare,i rischi associati al consumo di acqua da parte dei bambini.L'Italia era tenuta inoltre ad attuare un piano di azionicorrettive e a informare la Commissione in merito ai progressicompiuti. I valori limite per arsenico e fluoro continuanoinvece a non essere rispettati in 37 zone di approvvigionamentodi acqua in Lazio. (AGI) .