Servizi, in Italia cresce consenso ideologia jihad

Servizi, in Italia cresce consenso ideologia jihad
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Roma - "Vanno valutati con estrema attenzione i crescenti segnali di consenso verso l'ideologia jihadista emersi nei circuiti radicali on line, frequentati da soggetti residenti in Italia o italofoni". E' quanto si legge nell'ultima Relazione dell'intelligence al Parlamento. Si tratta - spiegano gli 007 - di "individui anche molto giovani, generalmente privi di uno specifico background, permeabili ad opinioni 'di cordata' o all'influenza di figure carismatiche e resi piu' recettivi al 'credo' jihadista da crisi identitarie, condizioni di emarginazione e visioni paranoiche delle regole sociali, talora frutto della frequentazione di ambienti della microdelinquenza, dello spaccio e delle carceri". Ne e' conferma la diffusione di testi elaborati o tradotti nella nostra lingua, con i quali da un lato, si sostiene la legittimita' del Califfato, invogliando gli accoliti a raggiungere la nuova 'Patria' di tutti i musulmani; dall'altro, si esortano i lupi solitari ad agire, adottando un codice comportamen?tale improntato a segretezza e cautela".

Da non sottovalutare nemmeno "i rischi derivanti dalla generazione di estremisti della 'prima ora', gia' facenti parte di reti di supporto logistico/finanziario al jihad smantellate tra i secondi anni '90 e primi 2000, che - sfuggiti all'azione di contrasto o tornati in liberta' dopo un periodo di detenzione - potrebbero sentirsi nuovamente 'chiamati alla causa' ed attivarsi direttamente o fornendo assistenza a emissari provenienti dall'estero". "Il fenomeno dei foreign fighters ha ormai superato, in termini numerici, qualsiasi precedente afflusso di combattenti stranieri in un teatro di jihad (Afghanistan, Bosnia, Iraq)", si legge nell'ultima Relazione al Parlamento dei servizi di informazione e sicurezza. "Gli aspiranti mujahidin partiti per la Siria e l'Iraq - spiega il rapporto - sarebbero, secondo stime, circa 30.000 (tra combattenti attivi, rientrati nei Paesi di origine, arrestati e deceduti), provenienti da piu' di 100 Nazioni. Quasi il 60% di essi sarebbe partito dal Medio Oriente (con Arabia Saudita e Giordania in testa) e dal Nord Africa (prin-cipalmente da Tunisia e Marocco). Piu' di 5.000 combattenti proverrebbero inoltre dall'Europa. Significativamente nutrita sarebbe la componente dei Balcani occidentali, con piu' di 900 volontari da Kosovo, Bosnia Erzegovina, FYROM e Albania, a conferma della centralita' assunta dalla regione d'oltreadriatico nelle dinamiche dell'estremismo islamista". (AGI)
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