Isis fa propaganda in italiano. "Musulmani d'Italia, arruolatevi"

(AGI) - Roma, 28 feb. - Un documento di propaganda jihadista,di 64 pagine e completamente in italiano, rivolto agliaspiranti terroristi italiani. Il testo, dal titolo "Lo Statoislamico, una realta' che ti vorrebbe comunicare", firmato da'il vostro fratello in Allah, Mehdi', e' stato scovato daWikilao ma sarebbe gia' da alcuni giorni online. "Ho deciso discrivere questo testo per cercare di presentare in modoriassuntivo - si legge nell'introduzione di Mehdi - una realta'di cui si parla molto: lo Stato Islamico che tutti conosconoattraverso i media accusatori ma non tramite i media degliaccusati".

(AGI) - Roma, 28 feb. - Un documento di propaganda jihadista,di 64 pagine e completamente in italiano, rivolto agliaspiranti terroristi italiani. Il testo, dal titolo "Lo Statoislamico, una realta' che ti vorrebbe comunicare", firmato da'il vostro fratello in Allah, Mehdi', e' stato scovato daWikilao ma sarebbe gia' da alcuni giorni online. "Ho deciso discrivere questo testo per cercare di presentare in modoriassuntivo - si legge nell'introduzione di Mehdi - una realta'di cui si parla molto: lo Stato Islamico che tutti conosconoattraverso i media accusatori ma non tramite i media degliaccusati". L'autore del pamphlet spiega che vuole "presentare"- con interviste ai protagonisti, immagini e la documentazioneraccolta sul campo - "una realta' di cui si parla molto, loStato Islamico", in modo da far "scoprire, con il permesso diAllah, il Califfato". Scritto in perfetto italiano, il documento si focalizzasulla vita nella provincia di al-Raqqa, da mesi sotto ilcontrollo dell'Isis: si descrivono l'applicazione della Sharia,l'istituzione dei vari tribunali islamici nei territoricontrollati da Abu Bakr al-Baghdadi, i compiti della hisba ("lapolizia che ordina il bene e proibisce il male" e che "procedea distruggere qualsiasi tempio o tomba in cui viene adoratoqualcun altro all'infuori di Allah"). Si raccontano la nuova vita dei cittadini e i compiti dellapolizia islamica che "provvede anche al controllo dei prezzidelle merci che vengono vendute, vigila sulla sicurezza deicittadini, risolve le dispute su furti, proprieta', minacce oprovocazioni tra i musulmani". "I mujahiddin, che anni favivevano nascosti nel deserto dell'Anbar in Iraq, adesso graziead Allah controllano una superficie territoriale molto estesa ein continua estensione"; e secondo il libello, "grazieall'applicazione della Sharia si e' instaurata una realesicurezza per i cittadini: e' provato che i crimini siabbassano generalmente del 90% nei territori da lorocontrollati". Piu' in generale il documento sostiene che la situazionenei territori controllati dallo Stato Islamico "e' generalmentepositiva nonostante i bombardamenti della coalizione e ilnumero dei nemici". Del resto, lo Stato islamico "sostiene icittadini nei loro bisogni" perche' "ha ottenuto e continua aottenere grandi quantita' di armamenti, equipaggiamenti,veicoli militari, il che permette loro di concentrare lerisorse economiche sui servizi offerti ai cittadini". Il testo, che prosegue con l'agiografica dei variprotagonisti della Jihad, incita dunque il lettore alla Jihad eal supporto del Califfato: "I soldati dello Stato Islamico sonoin Algeria, Nigeria, Ciad, Libia, Egitto, Arabia Saudita, Yemene altri Paesi ancora". "E con il permesso di Allah, ilCaliffato conquistera' Constantinopoli e Roma, come Muhammadprofetizzo'". (AGI).