Isis: Caritas, la pace non si costruisce dando armi

(AGI) - CdV, 15 set. - "La totale cessazione dei trasferimentidi armi nei Paesi del Medio Oriente" e' stata chiesta dallaCaritas Internationalis, attraverso il suo presidente OscarRodriguez Maradiaga, che e' anche il coordinatore del Consigliodei cardinali che affianca Papa Francesco nel governo dellaChiesa universale. "La pace - ha detto il porporato - non puo'essere imposta dall'esterno, ma deve nascere dall'interno"sulla base della "giustizia sociale tra tutte le persone". Aprendo l'incontro di alto livello sulla crisi in MedioOriente con i rappresentanti delle Caritas coinvolte, ilcardinale Maradiaga ha anche giudicato "disumano" il blocco

(AGI) - CdV, 15 set. - "La totale cessazione dei trasferimentidi armi nei Paesi del Medio Oriente" e' stata chiesta dallaCaritas Internationalis, attraverso il suo presidente OscarRodriguez Maradiaga, che e' anche il coordinatore del Consigliodei cardinali che affianca Papa Francesco nel governo dellaChiesa universale. "La pace - ha detto il porporato - non puo'essere imposta dall'esterno, ma deve nascere dall'interno"sulla base della "giustizia sociale tra tutte le persone". Aprendo l'incontro di alto livello sulla crisi in MedioOriente con i rappresentanti delle Caritas coinvolte, ilcardinale Maradiaga ha anche giudicato "disumano" il bloccoisraeliano di Gaza. E cio' mentre "i Paesi, compresi quelli delConsiglio di sicurezza dell'Onu stanno dando armi e munizionima si sottraggono alle loro responsabilita' negli aiutiumanitari". "Siamo di fronte - ha denunciato - alla piu' grandecrisi che il mondo si trovi ad affrontare dopo la Secondaguerra mondiale". "Ogni minuto - ha ricordato il presidente diCaritas internationalis - quattro bambini siriani sono forzatia lasciare le proprie case. Gli estremisti in Iraq e nellaSiria orientale stanno diffondendo la pulizia etnica ereligiosa in una vasta zona sotto il loro controllo. A Gaza,mezzo milione di bambini non possono tornare a scuola perche'le loro classi sono state distrutte. A Mosul, in Iraq, lalettera 'n' che significa Nazareno, e' stata dipinta sulleporte di casa per identificare i cristiani e poi picchiarli oucciderli". "Circa 1,3 milioni di iracheni hanno dovuto abbandonare leloro case, la stessa Caritas Iraq e' dovuta fuggire. Edall'inizio della crisi in Siria, oltre 13 milioni di sirianisono in condizioni disperate e 3 milioni sono rifugiati fuoridal Paese, in Giordania, Libano, Turchia. (a rete Caritas haaiutato finora circa 900.000 profughi siriani in questi Paesi,con cibo, alloggi, protezione sociale, scuola e sanita'". "Come comportarsi di fronte a tanto male?", si e' chiestoil cardinale Maradiaga. "L'Occidente - ha risposto - cerca dicostruire una alleanza militare e inviare piu'cacciabombardieri e droni in Siria e Iraq - ha sottolineato -Ma la violenza non e' mai una risposta: bisogna trovareun'altra strada, quella del dialogo". Il cardonale Maradiaga, riferisce il Servizio InformazioneResligiosa, ha fatto poi notare la difficolta' nel reperireofferte per sostenere l'azione umanitaria. "Sono arrivati menodella meta' dei 7,7 miliardi di dollari necessari per la crisiin Siria. Dobbiamo chiedere con urgenza ai governi - haconcluso il porporato - specialmente quelli che stannoalimentando la guerra, di fermare la loro azione e fare di piu'per sostenere i programmi umanitari. Il Libano, la Giordania,la Turchia e gli altri Paesi limitrofi non possono esserelasciati soli ad affrontare la crisi in Siria e in Iraq. Eanche gli altri Paesi devono accettare la loro parte dirifugiati". (AGI).