In 71.000 al Festival del giornalismo di Ferrara 

Si è chiusa la decima edizione di Internazionale nel capoluogo emiliano, dedicata al coraggio e a Regeni

In 71.000 al Festival del giornalismo di Ferrara 
Paola Regeni (agf) 
Ferrara - Nel decimo anniversario Internazionale a Ferrara si conferma un successo con 71 mila presenze. Il festival di giornalismo organizzato dalla rivista Internazionale e dal Comune di Ferrara ha inaugurato l’edizione 2016 con la presenza eccezionale di Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio, il ricercato italiano scomparso Al Cairo a gennaio scorso. I Regeni, presenti per consegnare il premio per il giornalismo di inchiesta Politkovskaja a Hossam Bahgat, reporter egiziano, sono stati accolti dalla platea del cinema Apollo che gli ha tributato oltre 5 minuti di applausi commossi.
“Internazionale a Ferrara si conferma il punto di riferimento per un giornalismo rigoroso che mette i diritti umani al centro della professione - hanno commentato il direttore di Internazionale, Giovanni De Mauro e la direttrice del festival, Luisa Ciffolilli - conforta vedere un pubblico giovane, affettuoso e attento per il quale il festival è ormai un appuntamento fisso, ancora una volta abbiamo condiviso un obiettivo comune con tutte le istituzioni, le associazioni e le realtà locali che ogni anno lavorano con noi per la riuscita di questo evento” 
Dal 30 settembre al 2 ottobre a Ferrara si sono alternati oltre 240 ospiti provenienti da 31 paesi e da 5 continenti per  250 ore di programmazione e 120 incontri.
Internazionale Ferrara si è trasformata nella redazione più bella del mondo. Più di 100 studenti, 75 responsabili di spazio e oltre 15 persone addette alla produzione per tre giorni hanno lavorato senza sosta. Anche quest’anno un grande afflusso di pubblico e sale gremite e lunghe code,  nonostante il mal di tempo di sabato sera.
Filo conduttore di questa edizione è stato il coraggio. Il coraggio di ripensare a un’informazione più corretta e sostenibile,  un’economia più inclusiva per rispondere alla paura estendendo i diritti e costruendo un nuovo patto di convivenza sociale. E in questo senso è stato rappresentativo l’appuntamento sull’ascesa dei movimenti populisti in Europa e negli Stati Uniti con David Rieff, giornalista statunitense, Jonathan Freedland, del Guardian, e l’ex direttrice di Le Monde e ora editorialista del Guardian Natalie Nougayrède.
Al festival per tre giorni si sono alternati i grandi nomi del giornalismo e della cultura internazionale: da Farhad Khosrokhavar, sociologo iraniano a Olivier Roy, professore di scienze politiche francese e massimo esperto di islam, con cui si è parlato di jihadismo; dal teorico della rete Evgeny Morozov, all’economista Paul Mason, al politologo turco Cengiz Aktar, ai giornalisti inglesi David Randall e Adam Shatz, il francese Olivier Tosseri e il brasiliano Bruno Torturra, e ai direttori e i fondatori delle più importanti e innovative riviste internazionali tra cui Edwy Plenel, Mediapart, Bhaskar Sunkara, Jacobin Magazine, Patrick de Saint-Exupéry, XXI, Daniel Puntas Bernet di Reportagen, Zach Seward di Quartz. E poi i grandi temi di attualità, Europa, migrazioni guerra e diritti fondamentali con i dibattiti voluti dalla rappresentanza in Italia della Commissione europea e quelli di Medici Senza Frontiere  con la sua campagna #Milionedipassi a sostegno dei profughi.   
E nell’anno della candidatura di Hillary Clinton alla Casa Bianca non poteva mancare un focus particolare sul potere delle donne e sulle discriminazioni di genere. Sono state ospiti, tra le altre,  Rebecca Traister, giornalista e scrittrice, Katha Pollitt, poeta e saggista femminista, la filosofa Ida Dominijanni, Comfort Ero, dell’International crisis group, Ranjeni Munusamy, del Daily Maverick, Ali Smith, scrittrice scozzese, Julia Cagé, economista francese, Hu Shuli, direttrice di Caixin Media e inserita da Foreign Policity tra i 100 pensatori più importanti del mondo, Anabél Hernandez, reporter messicana, la direttrice del giornale indipendente egiziano Mada Masr, Lina Attalah, l’attivista honduregna Bertha Zuniga Caceres e l’ afgana Horia Mosadiq, e la giornalista israeliana Amira Hass. 
E ci vuole coraggio anche per parlare senza tabù di argomenti più leggeri, ma socialmente rilevanti: si è discusso di sesso, omofobia e bullismo Dan Savage, il dissacrante giornalista americano famoso per i suoi consigli sessuali e Claudio Rossi Marcelli, giornalista di Internazionale. E visto che la felicità va di pari passo con coraggio il giornalista del Guardian Oliver Burkeman che ha condiviso i suoi trucchi per vivere meglio. (AGI)