Immigrati: Roma, torna calma ma centro accoglienza scoppia

(AGI) - Roma, 12 giu. - Stipati in ottocento dove dovrebberostare in duecento. E' qui, nel centro d'accoglienza "Baobab" divia Cupa, a due passi dalla Stazione Tiburtina, il nuovoepicentro dell'emergenza immigrazione nella capitale. Ieri eraarrivata la polizia a sgomberare il piazzale sotto il nuovoscalo ferroviario dove in tanti si erano accampati alla meglio.Oggi, ammaestrati dall'esperienza, uomini donne e ragazzi -profughi trasformati dal burocratese in "transitanti" - sidistribuiscono in piccoli gruppi nelle vie del quartiere,seduti sul marciapiede, arrampicati su un muretto, raggruppatiin qualche spazio verde. Pronti a scappare non appena vedono

(AGI) - Roma, 12 giu. - Stipati in ottocento dove dovrebberostare in duecento. E' qui, nel centro d'accoglienza "Baobab" divia Cupa, a due passi dalla Stazione Tiburtina, il nuovoepicentro dell'emergenza immigrazione nella capitale. Ieri eraarrivata la polizia a sgomberare il piazzale sotto il nuovoscalo ferroviario dove in tanti si erano accampati alla meglio.Oggi, ammaestrati dall'esperienza, uomini donne e ragazzi -profughi trasformati dal burocratese in "transitanti" - sidistribuiscono in piccoli gruppi nelle vie del quartiere,seduti sul marciapiede, arrampicati su un muretto, raggruppatiin qualche spazio verde. Pronti a scappare non appena vedonouna divisa: la loro paura e' di essere identificati, e diconseguenza - come vuole il Regolamento di Dublino - costrettia restare in Italia. Perche' sono i Paesi del nord Europa laloro terra promessa. Ogni tanto gli agenti tornano, per chiedere i documenti, oquando gli assembramenti tornano a farsi troppo consistenti, ei profughi si allontanano di corsa, risalendo piazza delleCrociate, o attraversando via Tiburtina: i conducenti dei bus,allertati da un 'passaparola' interno, viaggiano cauti, per lapaura di investirli. "Negli ultimi giorni ne sono arrivatitanti, soltanto oggi duecento tra eritrei, etiopi, sudanesi esomali - racconta Daniel Zagghay, responsabile della struttura- la situazione e' drammatica, facciamo quello che possiamo manemmeno il cortile basta a contenerli tutti specie oggi cheanche quelli che avevano cercato rifugio all'aperto, dovecapitava, sono tornati dentro". I posti letto, in origine,erano 210, il sacrificio della sala tv ha consentito diricavarne altri 60, ma "soltanto nell'ultimo mese abbiamoospitato poco meno di 7600 persone. In media restano da noi unasettimana, i piu' fortunati anche meno, giusto il tempo direcuperare un po' di energie e di ricevere i soldi necessari araggiungere parenti o amici in altri Paesi". Sperando diattenuare l'impatto sulle vie limitrofe e di creare menoproblemi possibile ai residenti, "Baobab" ha accoltoinizialmente donne con bambini, minori non accompagnati,soggetti con estrema fragilita' , e poi gli altri, "tenendo leporte il piu' possibile chiuse - ammette Zagghay - ma oggi cheil numero dei 'transitanti ' e' diventato cosi' elevato la loropresenza appare evidente per lo piu' in via Tiburtina, sotto aiponti vicini alla stazione e intorno al capolinea dei bus: ilrischio di creare una emergenza sociale e di alimentare leproteste dei cittadini c'e', ne siamo consapevoli. Anche se intanti, anche nelle ultime ore, hanno bussato alle nostre porteportando roba da mangiare e vestiti". A destare preoccupazionee' anche il progressivo, possibile deteriorarsi dellecondizioni igieniche. Gli ambienti del Centro, infatti, vannoogni giorno disinfettati e sterilizzati, compresi materassi elenzuola, e non sono mai abbastanza saponi, detergenti,lavatrici e spazi per stendere la biancheria:non manca qualchecaso di scabbia, ma i volontari della Croce rossa - presenticon un camper a pochi metri dal cancello di ingresso - fanno uncentinaio di visite al giorno e, di intesa con le altreassociazioni, aiutano a distribuire centinaia di pasti. Ierisera la fila per mangiare arrivava fino al Verano. (AGI).