Immigrati: 328 sbarcati a Palermo, Curia apre chiese e opere pie

(AGI) - Palermo, 9 lug. - Sbarcati a Palermo 328 immigrati.Erano a bordo di due navi della Marina militare che li hasoccorsi in diverse operazioni nelle acque del Canale diSicilia. Nella prima nave, 230 persone, quasi tutte di originesiriana, tra cui 44 donne e 45 minori accompagnati. Si trattasoprattutto, informa la Caritas diocesana coinvoltanell'assistenza, di nuclei familiari. La seconda nave, invece,ha soccorso 98 persone, tutti uomini, provenienti da Zambia,Costa d'Avorio e Niger. Ad accogliere i profughi al porto cisono 50 operatori della Caritas diocesana di Palermo, fravolontari e assistenti sociali

(AGI) - Palermo, 9 lug. - Sbarcati a Palermo 328 immigrati.Erano a bordo di due navi della Marina militare che li hasoccorsi in diverse operazioni nelle acque del Canale diSicilia. Nella prima nave, 230 persone, quasi tutte di originesiriana, tra cui 44 donne e 45 minori accompagnati. Si trattasoprattutto, informa la Caritas diocesana coinvoltanell'assistenza, di nuclei familiari. La seconda nave, invece,ha soccorso 98 persone, tutti uomini, provenienti da Zambia,Costa d'Avorio e Niger. Ad accogliere i profughi al porto cisono 50 operatori della Caritas diocesana di Palermo, fravolontari e assistenti sociali e psicologi. Ai migranti sonostati forniti i beni di prima necessita', come acqua, cibo,ciabatte e vestiti puliti. Al fianco della Caritas, a portareun sorriso ai piu' piccoli ci sono anche i volontari di"Terraferma Clown" di Palermo, che hanno intrattenuto bambini efamiglie con esibizioni e tanti palloncini colorati. Terminatele operazioni di sbarco, alla Caritas diocesana, e' stataaffidata l'opsitalita' di 190 migranti, 90 uomini e uncentinaio di persone in nuclei familiari con donne e bambini.Anche stavolta ad aprire le loro porte saranno le chiese diperiferia. In particolare, gli uomini verranno accolti nellachiesa di San G.M. Vianney Curato d'Ars, nel quartiereFalsomiele; mentre le famiglie, con donne e minori di originesiriana, saranno ospitate in una struttura della Curia, l'exorfanotrofio dell'Opera pia Ruffini, al Villaggio Ruffini. "E' una macchina dell'accoglienza che sta funzionando -dice don Sergio Mattaliano, direttore della Caritas diocesanadi Palermo -, ma occorre potenziare il coordinamento fra leistituzioni e gli enti coinvolti. Lo sforzo deve essere comunee di tutti, ciascuno secondo i propri ruoli. Occorresoprattutto - aggiunge padre Sergio - cominciare a operareoltre l'emergenza a livello internazionale, attraverso degliaccordi con i Paesi del Maghreb per una gestione migliore epiu' umana dei flussi migratori. Ed e' un'azione che deveessere intrapresa dai Paesi europei coinvolti". (AGI).