Ilva: morto il lavoratore ustionato, e' di nuovo sos sicurezza

(AGI) - Taranto 12 giu. - Era stato trasportato d'urgenza lastessa serata di lunedi' alla rianimazione del Policlinico diBari, ha lottato contro la morte per quattro giorni, ma allafine ha ceduto. Alessandro Morricella non ce l'ha fatta. Illavoratore Ilva rimasto gravemente ustionato lunedi' seraall'altoforno 2, e' morto infatti nel pomeriggio di oggi.Morricella, 35 anni, sposato e con due figli, era statoinvestito da una fiammata, mista ad un getto di ghisa adelevata temperatura, mentre era intento ad effettuare unprelievo per misurare la temperatura della stessa ghisa in fasedi colaggio. Aveva riportato

(AGI) - Taranto 12 giu. - Era stato trasportato d'urgenza lastessa serata di lunedi' alla rianimazione del Policlinico diBari, ha lottato contro la morte per quattro giorni, ma allafine ha ceduto. Alessandro Morricella non ce l'ha fatta. Illavoratore Ilva rimasto gravemente ustionato lunedi' seraall'altoforno 2, e' morto infatti nel pomeriggio di oggi.Morricella, 35 anni, sposato e con due figli, era statoinvestito da una fiammata, mista ad un getto di ghisa adelevata temperatura, mentre era intento ad effettuare unprelievo per misurare la temperatura della stessa ghisa in fasedi colaggio. Aveva riportato ustioni di terzo grado sul 90 percento del corpo. Non e' ancora del tutto chiara la dinamicadell'incidente. Forse la fiammata e' stata causata da unaccumulo anomalo di gas all'interno dell'altoforno. La Procura,col sostituto Antonella De Luca, ha aperto un'inchiesta.Diverse le persone interrogate mentre mercoledi' lo Spesal, ilServizio Asl che si occupa della sicurezza sul lavoro, haeffettuato un sopralluogo all'altoforno 2, imposto all'Ilva ildivieto "di effettuare qualsiasi operazione di prelievo direttodelle temperature ghisa nel pozzino ghisa", e fissato iltermine di 60 giorni per l'attuazione delle prescrizioni disicurezza. E oggi tante le reazioni che ci sono state allanotizia della morte di Alessandro. "Con profondo dolore -dichiara l'arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro - ho appresola notizia della morte di Alessandro Morricella, il giovaneoperaio Ilva ustionato dalla fuori uscita di ghisaincandescente lunedi' scorso, mentre svolgeva il suo dovereall'altoforno 2 dello stabilimento". Riferendosi alla messacelebrata ieri, nel cimitero di Talsano, in memoria dellevittime del lavoro (il 12 giugno 2003 all'Ilva si verifico'infatti un altro grave incidente, due giovani operai morironotravolti dal crollo di una gru), l'arcivescovo evidenzia diaver "ricordato Alessandro nella preghiera, nella speranza cheDio gli facesse vincere la battaglia piu' importante. Purtroppo- sottolinea Santoro - non e' stato cosi'. Stringo paternamentea me la moglie e le due figlie, di 6 e 2 anni". "Il nostrocompito a tutti i livelli - aggiunge l'arcivescovo - e' quellodi difendere la vita, il diritto dei diritti. Chiediamo alSignore di illuminare in particolare le autorita' competenti,perche' questi fatti che ci lasciano smarriti ed addolorati,non accadano piu'. Non si puo' morire mentre si lavora. Non e'giusto. Non e' tollerabile". "Mi unisco a quanti in queste orepiangono la drammatica scomparsa di Alessandro - dichiara ilsottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova -. Il Governo e'impegnato perche' tragedie di questa natura non debbanoripetersi ne all'Ilva, come in nessuna altra fabbrica italiana.Un impegno che ribadiamo fortemente anche in questo tristissimomomento". "Ancora una volta piangiamo la morte di un nostroconcittadino lavoratore" annunciano il sindaco, la giunta e ilConsiglio comunale di Martina Franca, citta' dove Morricellaviveva. "Una morte sul lavoro - si legge nella nota del Comunedi Martina - apre un dolore grande, il piu' grande. E' unaferita profondissima che si apre per la consorte e per i lorodue figli, per i parenti, per gli amici, per i colleghi dilavoro e per la comunita' tutta".Per il Comune di Martina,"l'insanabile contraddizione che continua a sussistere tra idiritti, sanciti dalla nostra Costituzione, al lavoro e allatutela della salute, esplode di nuovo in maniera lacerante.Queste tragedie, che purtroppo continuano a caratterizzare lastoria del lavoro nelle nostre comunita', devono indurre,definitivamente, a scelte coraggiose e improcrastinabilisull'applicazione delle norme di sicurezza sul posto di lavoro,sui controlli e sugli investimenti che possano garantire ailavoratori e ai cittadini una vita dignitosa". "Ci meraviglia -dicono sindaco, giunta e Consiglio comunale di Martina - chel'incidente mortale si sia verificato in una fabbrica che daanni e' sotto osservazione proprio sulla tutela del dirittoalla salute da parte delle istituzioni e delle autorita'competenti". Il Comune di Martina infine annuncia che nelgiorno dei funerali di Alessandro Morricella ci sara' il luttocittadino. Interviene anche il movimento ambientalistaPeacelink, che dice che "Alessandro si era trasformato in unatorcia umana. Tutto cio' e' avvenuto l'8 giugno inquell'altoforno 2 che doveva essere fermato nel 2012 per ordinedella Magistratura assieme a tutta l'area a caldo. Invecel'altoforno 2 ha continuato a produrre grazie ai decreti e alleleggi battezzate "Salva-Ilva" che hanno concesso la facolta'd'uso a impianti che sono ancora sotto sequestro". (AGI)