Il Papa, "la corruzione puzza". S. Gennaro, sangue sciolto a meta'

(AGI) - Napoli, 21 nov. - Le parole piu' forti il Papa, nellastraordinaria giornata trascorsa a Napoli, immerso nei problemidifficili di questa citta', le ha spese per stigmatizzarel'incoerenza dei cattolici che tollerano la corruzione e illavoro nero: "un cristiano che lascia entrare dentro di se' lacorruzione 'spuzza'", ha gridato Papa Francesco a Scampia. "Lacorruzione puzza, la societa' corrotta puzza", ha aggiunto."Togliere lavoro - ha spiegato - e' corruzione". Secondo ilPapa, "corruzione e' una tentazione uno scivolare verso gliaffari facili, verso la delinquenza". "Sfruttare con il lavoroin nero non e' umano

(AGI) - Napoli, 21 nov. - Le parole piu' forti il Papa, nellastraordinaria giornata trascorsa a Napoli, immerso nei problemidifficili di questa citta', le ha spese per stigmatizzarel'incoerenza dei cattolici che tollerano la corruzione e illavoro nero: "un cristiano che lascia entrare dentro di se' lacorruzione 'spuzza'", ha gridato Papa Francesco a Scampia. "Lacorruzione puzza, la societa' corrotta puzza", ha aggiunto."Togliere lavoro - ha spiegato - e' corruzione". Secondo ilPapa, "corruzione e' una tentazione uno scivolare verso gliaffari facili, verso la delinquenza". "Sfruttare con il lavoroin nero non e' umano non e' cristiano e se quello che fa questosi dice cristiano dice una falsita'", ha scandito e molti hannopensato potesse riferirsi anche alle polemiche seguite alladecisione di alcuni dipendenti di un ente ecclesiastico di farecausa per vedere riconosciuti i loro diritti. Certo e' che leparole del Papa, pronunciate senza usare mezzi termini, hannoavuto l'avallo di San Gennaro: il sangue contenuto nell'ampollaha infatti iniziato a liquefarsi quando Bergoglio l'ha presa inmano. Un miracolo "intero" perche' il sangue si e poi scioltodel tutto, anche se Francesco si e' schermito: "il vescovo hadetto che il sangue si e' sciolto a meta', vuol dire che sanGennaro ci vuole bene a meta' e dobbiamo essere piu' buoni,convertirci ancora", sono state le parole prudenti diBergoglio, anche se il fatto non ha precedenti recenti: ne' conGiovanni Paolo II ne' con Benedetto XVI, infatti, si eraverificato il prodigio. Non e' che il Papa volesse minimizzare, piu' semplicementeha trovato il modo di insistere anche in Duomo sulla richiestadi conversione ripetuta in ogni incontro di oggi. "Reagite confermezza alle organizzazioni che sfruttano e corrompono igiovani, i poveri e i deboli, con il cinico commercio delladroga e altri crimini", ha chiesto ai napoletani, nell'omeliapronunciata in piazza Plebiscito. "Ai criminali e a tutti i loro complici oggi io umilmentecome fratello ripeto: convertitevi all'amore e alla giustizia!Lasciatevi trovare dalla Misericordia di Dio. Siate consapevoliche Gesu' vi sta cercando per abbracciarci, amarvi di piu' conla grazia di Dio che perdona sempre", ha invocato rivolto aicriminali. Ma non e' che con sacerdoti, religiosi e suore siastato molto tenero: "non rinunciamo al matrimonio per litigarecon i confratelli e fare la faccia da aceto", ha detto lorotornando a scagliarsi contro "il terrorismo delle chiacchiere",che crea molti danni nella Chiesa. "Un terrorista - haaffermato - e' uno che butta una bomba, distrugge tutto e luie' fuori. Almeno si facesse kamikaze... no, lui distrugge glialtri. Cosi' sono le chiacchiere che distruggono". E poi conuna storia noir ha stigmatizzato l'affarismo degliecclesiastici: "l'economa di una scuola, faceva bene il suomestiere ma aveva il cuore attaccato ai soldi e selezionava lagente secondo i soldi che avevano. E il giorno della sua morte,aveva 70 anni, accadde questo: era nel salone dei professori inun intervallo tra le lezioni, ha avuto un sincope ed e' caduta.Le davano schiaffi per farla venire in se'. 'Mettile unbiglietto di 100 pesos davanti e vediamo se reagisce', disseuna professoressa. Che umiliazione pubblica! L'ultima parolache hanno detto era una brutta testimonianza", ha raccontatoparlando a braccio. "Quando nella Chiesa entra l'affarismo, sianei sacerdoti che nei religiosi, e' brutto", ha commentato. Particolarmente coinvolgente e' stato l'incontro con idetenuti di Poggioreale, prima di pranzare con 100 di loro (tracui 11 ospiti del reparto per malati di Aids e transessuali)nella cappella del carcere. "La mancata accoglienza dei detenuti e' una delle crudelta'piu' grandi della societa' di oggi", ha dichiarato sottolineando quanto sia necessario "un lavoro di educazionedella gente che ha sempre un giudizio morale sui detenuti".Francesco ha anche ricordato che il primo santo canonizzatonella Chiesa e' stato un condannato a morte: San Disma, il BuonLadrone a cui Gesu' ha detto sulla croce "Oggi sarai con me inParadiso". "Nel momento in cui sei condannato a morte, soloperche' hai guardato Cristo, il Signore ti rinnova la vita. Equesto e' quello che la societa' deve imparare. Quando Luiperdona dimentica - ha proseguito il Papa - nessuno ha ildiritto di non dimenticare ad una persona che ha pagato, che hachiesto perdono alla societa'. Ma la societa' non lo impara. Eper questo tanti si scandalizzano di Gesu' che andava con ipubblicani, con i ladri e le prostitute". L'ultimo appuntamento di Papa Francesco e' stato con quasi100 mila tra giovani, famiglie e anziani che lo attendevano invia Caracciolo, cioe' sul lungomare forse piu' bello del mondo.Rispondendo alla domanda di una signora 90enne (alla quale hafatto un gran complimento dicendole "se lei ha 90 anni io sonoNapoleone") Francesco ha ripetuto la sua forte denuncia sullacultura dello scarto: "si scartano gli anziani, lasciati dasoli. C'e' l'abitudine di lasciarli morire, ci piace tantousare eufemismi e diciamo una parola tecnica: eutanasia. Unapuntura e ti mandano dall'altra parte, ma c'e' anchequell'eutanasia nascosta di farti la vita triste e cosi' simuore". "Noi anziani - ha poi ammesso - abbiamo acciacchi,siamo un po' dei problemi e portiamo problemi agli altri. Ciscartano per i nostri acciacchi, non servono", invece "lastrada dell'amicizia, della vicinanza e tenerezza e' lamigliore per vivere a lungo". Per Francesco, dunque, serve un'alleanza tra "i ragazzi chehanno la forza e gli anziani che donano loro la memoria e lasaggezza". Un paese che lascia soli e disoccupati i giovani enon cura gli anziani, non ha futuro, se vogliamo che il nostropopolo abbia future curiamo i giovani cercando strade peruscire dalla crisi, e degli anziani che portano la saggezzadella vita". "Oggi inizia la primavera, la primavera portasperanza, e' tempo di riscatto per Napoli". "Questo - haconcluso - e' il mio augurio e la mia preghiera per una citta'che ha in se' tante potenzialita' spirituali, culturali eumane, e soprattutto tanta capacita' di amare". (AGI).