Il Papa difende lo Stato Sociale e le sue tutele

(AGI) - CdV, 2 ott. - "La crescita delle diseguaglianze e dellepoverta' mettono a rischio la democrazia inclusiva epartecipativa, la quale presuppone sempre un'economia e unmercato che non escludono e che siano equi". La denuncia e' diPapa Francesco che, "in presenza di una crescente ideologiaconsumistica, che non mostra responsabilita' nei confrontidelle citta' e del creato", alza la voce in difesa dello StatoSociale, che "non puo' essere considerato una variabiledipendente dai mercati finanziari e monetari" e chiede nuovi"meccanismi di tutela dei diritti del lavoro, nonche'dell'ambiente". Nel discorso rivolto al Pontificio Consiglio

(AGI) - CdV, 2 ott. - "La crescita delle diseguaglianze e dellepoverta' mettono a rischio la democrazia inclusiva epartecipativa, la quale presuppone sempre un'economia e unmercato che non escludono e che siano equi". La denuncia e' diPapa Francesco che, "in presenza di una crescente ideologiaconsumistica, che non mostra responsabilita' nei confrontidelle citta' e del creato", alza la voce in difesa dello StatoSociale, che "non puo' essere considerato una variabiledipendente dai mercati finanziari e monetari" e chiede nuovi"meccanismi di tutela dei diritti del lavoro, nonche'dell'ambiente". Nel discorso rivolto al Pontificio ConsiglioGiustizia e Pace, condanna dunque tutte "le visioni chepretendono di aumentare la redditivita', a costo dellarestrizione del mercato del lavoro che crea nuovi esclusi". Sitratta di posizioni, spiega, che "non sono conformi ad unaeconomia a servizio dell'uomo e del bene comune", ne' "ad unademocrazia inclusiva e partecipativa". "Lo Stato di diritto sociale non va smantellato e inparticolare il diritto fondamentale al lavoro", rivendica ilPapa in difesa di quello che definisce "un bene fondamentalerispetto alla dignita', alla formazione di una famiglia, allarealizzazione del bene comune e della pace". "L'istruzione e il lavoro, l'accesso al welfare per tutti -infatti - sono elementi chiave sia per lo sviluppo e la giustadistribuzione dei beni, sia per il raggiungimento dellagiustizia sociale, sia per appartenere alla societa' epartecipare liberamente e responsabilmente alla vita politica"."Un altro problema - elenca inoltre Francesco - sorge daiperduranti squilibri tra settori economici, tra remunerazioni,tra banche commerciali e banche di speculazione, traistituzioni e problemi globali: e' necessario tenere viva lapreoccupazione per i poveri e la giustizia sociale". Francescoinvoca dunque "profonde riforme che prevedano laridistribuzione della ricchezza prodotta e l'universalizzazionedi mercati liberi a servizio delle famiglie, dall'altra laridistribuzione della sovranita', sia sul piano nazionale siasul piano sovranazionale". Questa mattina il Papa ha anche partecipato al vertice deinunzi apostolici del Medio Oriente, presieduto dal segretariodi Stato Pietro Parolin alla prima loggia del PalazzoApostolico, e in un saluto a Mar Dinkha IV, CatholicosPatriarca della Chiesa Assira d'Oriente ha ricordatole "guerre" e le "violenze" che "stanno colpendo i cristiani egli appartenenti ad altre minoranze religiose, specialmente inIraq e Siria". "Non vi sono ragioni religiose, politicheo economiche - ha scandito - che possono giustificare cio' chesta accadendo a centinaia di migliaia di donne, uomini, bambiniinnocenti" in Iraq e Siria, ha affermato. "Quando pensiamo allaloro sofferenza, ci viene spontaneo andare oltre la distinzionedi rito o di confessione, poiche' in essi e' il corpo di Cristoche ancora oggi viene ferito e umiliato", ha detto il Papaesprimendo la propria vicinanza a "questi nostri fratelli esorelle che stano soffrendo una persecuzione quotidiana". (AGI).