Il 60% degli italiani guarda tv con smartphone in mano

Presentata ricerca sulla nuova centralità televisiva legata al web. Più tempo per la visione, ma si salta da una piattaforma all'altra

Il 60% degli italiani guarda tv con smartphone in mano
guardare la tv televisione (Afp) 
Milano - Gli italiani continuano ad amare la tv ma non vogliono rinunciare ad essere connessi: il 60% dice di guardarla sempre o a volte con lo smartphone in mano, il 40% con il laptop sulle ginocchia e il 36% con un tablet accanto.  E' quanto emerge dalla ricerca: “La nuova centralità televisiva - Schermi, contenuti, pratiche delle audience connesse”,  realizzata dall’Osservatorio Social Tv e presentata al convegno "La tv oltre la tv", svoltosi nella sede milanese di EIT Digital. Dal convegno è emerso che la Tv resta il media più amato dagli italiani e addirittura aumenta il tempo della visione, ma con modalità di fruizione diverse e sempre più legate al web. 
"La nuova centralità televisiva supera i confini della Tv tradizionale e si manifesta attraverso una straordinaria molteplicità di pratiche, scenari di consumo, schermi, conversazioni sui social media", ha spiegato Alberto Marinelli  dell'Università La Sapienza di Roma al convegno organizzato nell’ambito del ventesimo compleanno dell’Osservatorio TuttiMedia 
"La diversificazione degli scenari d’uso e l'ibridazione tra Tv e web – ha continuato Marinelli – fanno emergere esperienze di consumo realmente trasversali rispetto alle generazioni, nuove pratiche che non riguardano solo una nicchia di pubblico (le audience televisive connesse rappresentano il 60% della popolazione italiana). Le audience cioè sono sempre più consapevoli di un background comune di opportunità di consumo, in cui muoversi a diversa velocità e intensità, valorizzando e sfruttando le potenzialità di un medium televisivo in profonda trasformazione”.
Franco Siddi (Presidente OTM) ha spiegato di aver promosso questo incontro perché è tempo di capire come la Tv resti attraente per tutti i pubblici: “La Rai non può lasciare nessuno indietro”. "Siamo nell'era dei cambiamenti, la media company è il futuro della TV. Dobbiamo cercare nuovi business e l'industria della creatività deve essere proiettata in un mondo che è cambiato. Andiamo oltre la TV ma comunque restiamo nella TV". "Marinelli della Sapienza nella sua ricerca afferma che non basta più che un film sia in prima serata su Rai per fare il pieno di audience", ha osservato.
 
La dimensione socializzante dei contenuti Tv, pemerge dalla ricerca, si arricchisce della possibilità di interagire, commentare, condividere in tempo reale il proprio engagement nei confronti di un programma. Gli ambienti in cui si concretizza questa relazione sono prevalentemente le chat private (Whatsapp in testa) e i social media. Il nuovo verbo che indica il commento condiviso sui social è ‘lurkare’: dunque, le emittenti tv dovranno stare attenti a quanto i loro contenuti siano stati ‘lurkati’.
Secondo la ricerca, che focalizza le nuove abitudini di fruizione anche per fasce d’età, una parola-chiave delle nuove esperienze di consumo televisivo è “circolazione”: da uno schermo ad un altro, da una piattaforma ad un’altra, da una pratica ad un’altra, i contenuti Tv non hanno confini di spazio e di tempo. (AGI)