Giubileo, chiuse le porte, a Roma il piatto piange

Il Papa lo dedica ai poveri e gli operatori economici mugugnano sui risultati dell'Anno Santo della Misericordia

Giubileo, chiuse le porte, a Roma il piatto piange
papa Francesco (afp) 

di Nicola Graziani

Roma - Il Papa lo ha dedicato ai poveri e gli operatori economici mugugnano: chiudono i battenti le porte sante diocesane del Giubileo straordinario della Misericordia, e Roma si fa i conti scoprendo che di fede ce n'è stata tanta, di soldi molti meno.

E' il primo Anno Santo dell'universalità, questo che si avvia alla conclusione (l'ultimo atto è previsto tra una settimana esatta). Francesco lo inaugurò non a caso a Bangui, nel cuore dell'Africa serbatoio di fede e vocazioni, ben lontano dall'Urbe abituata dal 1300 a misurare la devozione anche in termini di quattrini. E quest'anno ce ne sono stati ben meno rispetto alle attese.

 

 

A ricordare lo spirito originario, il Pontefice ha dedicato la sua riflessione ai temi della povertà e dell'ingiustizia sociale. Con toni quasi apocalittici, come quando ricorda la promessa biblica ai poveri: "per voi sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia". E spiega, il Santo Padre: "La persona umana, posta da Dio al culmine del creato, viene spesso scartata, perché si preferiscono le cose che passano. E questo è inaccettabile, perché l'uomo è il bene più prezioso agli occhi di Dio". Più prezioso di molto oro fino, o del crocifisso del '400 che, splendido, ricorderà a San Pietro quest'anno di preghiera e pellegrinaggio.


Giubileo, chiuse le porte, a Roma il piatto piange

Pellegrinaggio ovunque: a Bangui come nelle diocesi di tutto il mondo. A Roma meno di quanto non ci si attendesse, però, e questo ha scontentato gli operatori del settore e chi puntava sull'effetto volano per l'economia capitolina. "Le aspettative non si sono tramutate in realtà nell'anno del Giubileo. Roma in 15 anni è sempre cresciuta nel turismo del 5% annuo, che nel 2016 non è stato raggiunto" sottolinea amaro all'Agi Stefano Fiori, presidente della sezione turismo di Unindustria.

Gli fa eco Edoardo Bianchi, presidente dell'Associazione dei costruttori edili romani. Anzi, il suo è un giudizio ancora più drastico: "è stato un fallimento, ma noi lo avevamo anticipato. I tempi stretti e i ritardi che si sono accumulati lasciavano prevedere questo finale". Comunque anche sabato scorso, a Piazza San Pietro, i fedeli erano presenti in 50.000. E il Papa è stato chiaro: "quanto più aumentano il progresso e le possibilità, il che è un bene, tanto più vi sono coloro che non possono accedervi".

Intanto si apprende che una nuova svolta è in corso nei rapporti con Pechino, e ha un nome il futuro leader della chiesa cinese. E' stato nominato per la diocesi di Hong Kong un vescovo coadiutore (cioè con pieni poteri e diritto di successione) nella persona di monsignor Michael Yeung Ming-cheung. La Chiesa guarda sempre più alle periferie, e pazienza per il Pil.