Otto modi per onorare la giornata della gentilezza. Anche sul web

Dal caffè sospeso a Napoli al tulong nelle Filippine, in tutte le culture un atto di cortesi aiuta a far star meglio. Anche se stessi  

Otto modi per onorare la giornata della gentilezza. Anche sul web
GUIZIOU Franck / hemis.fr / Hemis 
 Le sfogliatelle del Gran Caffé Gambrinus a Napoli

Permesso”, “grazie”, “scusa”: per Papa Francesco chi sa essere gentile e usa quotidianamente queste parole in casa si fa portatore dell’armonia in famiglia. Ma non è solo un affare personale: compiere piccoli gesti, dare una mano a colleghi, amici (e a sconosciuti) pare contribuisca non solo a creare una società più armoniosa, ma anche a farci sentire bene con noi stessi. E per chi non ne è ancora pienamente consapevole, venti anni fa è stata istituita una giornata per invitare tutti ad essere gentili che si celebra oggi 13 novembre.

Una festa che dura da 20 anni

Esattamente 20 anni fa, a Tokyo, si riunì per la prima volta il World Kindness Movement , organizzazione che racchiudeva sotto il suo ombrello singole associazioni nazionali che fino ad allora avevano propagandato l’importanza della gentilezza individualmente. Il WKM, che ha come obiettivo principale quello di ispirare i singoli individui e di connettere i Paesi in modo da creare un mondo più gentile.

Da allora, un numero sempre maggiore di Paesi ha accettato di riconoscere questa festa. Mentre in Australia, il ministero dell’Istruzione è arrivato a inserirla nel calendario scolastico federale. Al momento, sono 28 i Paesi rappresentati nel World Kindness Movement.

L’Italia è tra questi, insieme ad Australia, Brasile, Canada, Cina, Emirati Arabi Uniti, Francia, India, Giappone, Gran Bretagna, Malaysia, Liberia, Messico, Nepal, Olanda, Nuova Zelanda, Nigeria, Oman, Pakistan, Romania, Scozia, Stati Uniti, Sudafrica, Svizzera, Thailandia e Ucraina.

Come si festeggia?

Il modo più ovvio di celebrare la giornata è quello di compiere un gesto gentile verso un’altra persona. C’è chi aiuta i più anziani a fare la spesa, chi apre la porta a uno sconosciuto, chi aiuta un vicino di casa e chi regala libri, cibo o vestiti agli altri membri della comunità.

In Italia ‘o caffè suspiso’ ha un centinaio di anni

Nel nostro Paese alcune tradizioni sono nate spontaneamente decenni prima del vertice di Tokyo. E’ questo, ad esempio, il caso de 'o cafè suspiso’ napoletano. in cosa consiste? In pratica, si prende un caffè al bancone, poi si va alla cassa e se ne pagano due invece che uno. In questo modo, chi non può permetterselo può entrare al bar e chiedere se per caso ci sia un caffè in sospeso, disponibile e gratuito. In tempi di crisi, una tradizione che sembra essersi diffusa in tutta Italia fino ad approdare nei bar di altri paesi europei. Una cosa molto simile accade a Palermo con il “pane pagato”.

E nel resto del mondo?

Giappone

La senbetsu è la tradizione nipponica di fare un regalo a qualcuno alla vigilia di un viaggio. O quando è in procinto di cambiare lavoro. Non è solo un atto di gentilezza, ma anche un buon augurio per il futuro.

Israele

La tradizione del Mishloach Manot prevede che, in occasione di Purim, ogni persona di religione ebraica che abbia già celebrato il suo Bar o Bat Mitzvah doni almeno due diversi tipi di pietanze per la festa.

Myanmar

Circa l’1% della popolazione del Myanmar è formata da monaci buddisti. La loro sopravvivenza dipende in gran parte dalle donazioni, siano queste in forma di cibo o denaro. I monaci condividono poi il cibo ricevuto con i poveri, offrendo ciotole di riso al curry ai più bisognosi. Questo circolo del dare e ricevere è valso al Myanmar il titolo di “Nazione più caritatevole del mondo”, conferitogli dalla CAF (Charities Aid Foundation) ed è la dimostrazione che, nonostante l’elevato tasso di povertà che contraddistingue il Paese, la generosità non ha a che fare solo con la ricchezza: è tutta una questione di buon cuore.

Spagna

Le persone che ogni anno percorrono, in tutto o in parte, i circa 800 chilometri che formano il Cammino di Santiago compiono uno dei pellegrinaggi più popolari della tradizione cattolica. Lungo il tragitto, sono numerosissimi i gesti di gentilezza che vengono abitualmente destinati ai pellegrini: dai rifugi a basso costo o gratuiti; agli abbracci gratis, dati e ricevuti; fino all’offerta di acqua pulita. Bodegas Irache, un ex monastero lungo la strada, si spinge però ancora più in là, offrendo a camminatori e ciclisti del vino “per fare un brindisi alla felicità.

Sudafrica

L’Ubuntu è una filosofia sudafricana, molto nota e seguita anche in Malawi e Zimbabwe, che definisce il senso di umanità attraverso i rapporti umani e la gentilezza che dimostriamo al nostro prossimo. Ci ricorda, infatti, che ogni essere umano è parte di un legame universale e che quindi siamo più forti quando lavoriamo assieme piuttosto che da soli. Per questo motivo, chi segue l’Ubuntu accoglie sempre con benevolenza anche i viaggiatori sconosciuti che si avventurano in quella regione del mondo. Commemorando Nelson Mandela, l’ex presidente americano Barack Obama ha utilizzato la parola Ubuntu per descrivere il modo in cui Mandela ha vissuto la propria vita: nel segno del perdono, della compassione e dell’amore per gli altri, anche per quelli che gli avevano fatto del male. Regola di vita basata sul rispetto e gentilezza,  l’Ubuntu continua a crescere e a diffondersi in tutta l’Africa e nel mondo.

Filippine

Nella lingua locale esiste una parola per definire l’azione di aiutare coloro che si trovano in una situazione di bisogno temporaneo. Il termine tulong può però assumere molte forme diverse: dalla condivisione di cibo, alle offerte in denaro o di un letto per dormire. Pur essendo nato come un gesto solidale tra membri della stessa famiglia (per esempio, in seguito alle migrazioni interne tra un’isola e l’altra), con il passare del tempo il suo significato si è evoluto includendo diversi tipi di sostegno, oltre che regali ai non appartenenti alla famiglia. Per esempio, il Tulong-aral è un gesto di aiuto specifico che riguarda l’istruzione. Il tulong ha inoltre giocato un ruolo tangibile dopo l’ondata di disastri naturali (i recenti tifoni, terremoti ed eruzioni) che hanno provocato disagi a migliaia di persone nelle diverse isole dell’arcipelago filippino.

Siate gentili (anche su internet)

Abbiamo conosciuto i social network e, tramite esse, ci siamo aperti, esposti e mostrati ad amici e sconosciuto. Abbiamo imparato ad arrabbiarci e a gioire in 120 caratteri fino a quando non ce ne hanno concessi 280 (e li abbiamo ritenuti troppi). Ma c’è una cosa che non abbiamo ancora capito: “Sul web ci si comporta come nella vita di tutti i giorni:  non è un “altro mondo” è solo un “altro strumento” e azioni scorrette sono passibili di denunce e procedimenti penali”, spiega su Linkedin Katia Giaquinto, esperta di Formazione e Comunicazione. Ma al di là delle conseguenze penali, su internet valgono le stesse regole di buona educazione che adottiamo nel mondo disconnesso. Solo che si applicano diversamente. Ecco i 15 comandamenti della netiquette:

   1    Scrivi correttamente: attento ad ortografia e punteggiatura. Tutti vedono quello che scrivi e non ci fai una bella figura se sembra che tu non abbia finito le scuole dell’obbligo (leggi il messaggio tre volte prima di pubblicarlo).

   2    Non essere troppo duro con chi commette errori: è sgarbato farglielo notare e poi ci sono modi e modi…

   3    Non scrivere con caratteri MAIUSCOLI: su web, per convenzione, equivale ad URLARE.

   4    Usa le faccine per dare il tono a quello che stai scrivendo: spesso può essere travisato.

   5    Non pubblicare informazioni personali e dati sensibili di altri utenti.

   6    La timeline di un social network NON è il tuo spazio privato per inserire pubblicità dei tuoi prodotti.

   7    Richiedi il consenso prima di taggare gli altri su foto o video.

   8    Non pubblicare foto che potrebbero mettere in imbarazzo un altro utente.

   9    Se pubblichi testi, foto o video provenienti da altri siti web cita la fonte. Meglio se metti un link per rendere raggiungibile la fonte.

   10  Non  offendere gli altri, non utilizzare termini denigratori, maleducati o inappropriati: un linguaggio blasfemo non viene tollerato da nessuno.

   11  Non pubblicare post che contengono abusi personali, parole d’odio e di pregiudizio, inclusa ogni forma di discriminazione razziale, religiosa, sessuale: Il bullismo digitale viene penalizzato dagli utenti e dagli stessi social media (spam).

   12  Quando lasci un commento, rispetta i valori, il credo e i sentimenti degli altri, non attaccare a livello personale gli autori degli articoli pubblicati. Se non si è d'accordo con il parere di chi scrive o il suo stile di scrittura, si può esprimere la propria posizione in modo rispettoso. 

   13  Se “entri” in una discussione fallo per portare un valore aggiunto, scrivi qualcosa che abbia senso all’interno di quella discussione e non per accendere litigi e offendere.

   14  Non invitare in massa i tuoi contatti ad applicazioni, giochi, pagine: seleziona quelli che potrebbero essere realmente interessate.

   15  Usa gli hashtag in modo corretto (ne basta uno!) per rendere facilmente rintracciabile quello che scrivi per chi è interessato ad un particolare argomento.

 

 

 

 

 



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