Francesco, "ripensiamo il papato, io non sono che un battezzato"

(AGI) - CdV, 17 nov. - "Il Papa non sta, da solo, al di sopradella Chiesa; ma dentro di essa come battezzato tra ibattezzati e dentro il Collegio episcopale come vescovo tra ivescovi, chiamato al contempo, come Successore dell'apostoloPietro, a guidare la Chiesa di Roma che presiede nell'amoretutte le Chiesa". Sono parole di Francesco nell'importante (edirompente) discorso pronunciato oggi alla commemorazioen del50esimo del Sinodo nell'Aula Nervi, nel quale ha ripetuto lasua disponibiluta' ad un ripensamento del ministero e delprimato petrino. Nell'occasione, il Pontefice ha ribadito il suo "impegno,gravido di implicazioni

(AGI) - CdV, 17 nov. - "Il Papa non sta, da solo, al di sopradella Chiesa; ma dentro di essa come battezzato tra ibattezzati e dentro il Collegio episcopale come vescovo tra ivescovi, chiamato al contempo, come Successore dell'apostoloPietro, a guidare la Chiesa di Roma che presiede nell'amoretutte le Chiesa". Sono parole di Francesco nell'importante (edirompente) discorso pronunciato oggi alla commemorazioen del50esimo del Sinodo nell'Aula Nervi, nel quale ha ripetuto lasua disponibiluta' ad un ripensamento del ministero e delprimato petrino. Nell'occasione, il Pontefice ha ribadito il suo "impegno,gravido di implicazioni ecumeniche, a edificare una Chiesasinodale, missione - ha detto - alla quale tutti siamochiamati, ciascuno nel ruolo che il Signore gli affida". "Perquesta ragione - ha spiegato - parlando a una delegazione delpatriarcato di Costantinopoli, ho recentemente ribadito laconvinzione che 'l'attento esame di come si articolano nellavita della Chiesa il principio della sinodalita' ed il serviziodi colui che presiede offrira' un contributo significativo alprogresso delle relazioni tra le nostre Chiese'". "Sono persuaso - ha continuato Bergoglio - che, in unaChiesa sinodale, anche l'esercizio del primato petrino potra'ricevere maggiore luce". E ribadendo "la necessita' e l'urgenzadi pensare a 'una conversione del Papato", Francesco ha fattosue le parole del suo predecessore San Giovanni Paolo II:"Quale Vescovo di Roma so bene che la comunione piena evisibile di tutte le comunita', nelle quali in virtu' dellafedelta' di Dio abita il suo Spirito, e' il desiderio ardentedi Cristo. Sono convinto di avere a questo riguardo unaresponsabilita' particolare, soprattutto nel constatarel'aspirazione ecumenica della maggior parte delle Comunita'cristiane e ascoltando la domanda che mi e' rivolta di trovareuna forma di esercizio del primato che, pur non rinunciando innessun modo all'essenziale della sua missione, si apra ad unasituazione nuova". "Come sarebbe stato possibile parlare della famiglia senzainterpellare le famiglie, ascoltando le loro gioie e le lorosperanze, i loro dolori e le loro angosce11?". Si e' Francescoricordando ai 270 vescovi partecipanti all'assemblea ordinariasulla famiglia che loro debbono tenere conto di quanto chiedonoi fedeli. "Attraverso le risposte ai due questionari inviatialle Chiese particolari, abbiamo avuto - ha ricordato - lapossibilita' di ascoltare almeno alcune di esse intorno a dellequestioni che le toccano da vicino e su cui hanno tanto dadire". Secondo Francesco, "una Chiesa sinodale e' una Chiesadell'ascolto, nella consapevolezza che ascoltare "e' piu' chesentire". E' un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosada imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo diRoma: l'uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto delloSpirito Santo, lo 'Spirito della verita'' per conoscere cio'che Egli 'dice alle Chiese'. (AGI).