Cosa sappiamo della frana che ha ucciso due persone in Val d'Ossola

Le vittime sono due coniugi svizzeri. Polemica sulla mancata messa in sicurezza dell'area

Cosa sappiamo della frana che ha ucciso due persone in Val d'Ossola
 Vigili del Fuoco

Tragedia di Pasqua nella Val d'Ossola, al confine tra Italia e Svizzera: un'auto è stata travolta da una grossa frana nel pomeriggio ed è finita in un dirupo. Morti i due occupanti, due coniugi svizzeri, lui di 55 anni e lei di 53.

La frana ha sfondato la rete paramassi e ha investito la strada statale 337 della valle Vigezzo, nei pressi di una frazione del Comune di Re (Verbano-Cusio-Ossola), Meis, poco distante dal confine di Ponte Ribellasca. Non c'è stato scampo per la coppia di Bellinzona, nel Canton Ticino: la loro auto è stata sbalzata via dalla strada e sono deceduti per le fratture causate da rocce e detriti. 
Sul posto sono intervenute squadre dei Vigili del fuoco, il soccorso alpino e quello della Guardia di finanza, insieme ai cani molecolari per accertare se vi fossero altre vittime.

Circolazione bloccata tra Domodossola e Locarno

I massi hanno ostruito pure la linea ferroviaria sottostante, su cui fortunatamente in quel momento non stava passando alcun treno. È stato però necessario bloccare il collegamento internazionale tra Domodossola e Locarno, sia ferroviario che stradale. La ferrovia Vigezzina ha continuato a funzionare regolarmente da Domodossola alla stazione di Re, ma per proseguire sono stati organizzati dei bus navetta sostitutivi. 

La zona della frana è stata delimitata e isolata e nella zona di Meis è stato diramato un allarme per possibili nuovi smottamenti, dopo che la rete paramassi si è aperta in alcuni punti. Sul versante italiano la statale è stata chiusa all'altezza del comune di Re, sul fronte svizzero all'altezza del confine di Ponte Ribellasca. 

Il sindaco di Re: "Fatto nulla per la sicurezza"

Già nel novembre del 1993 una frana aveva ucciso tre persone nella stessa zona. Il sindaco di Re, Oreste Pastore, ha denunciato che "da anni si parla della messa in sicurezza della statale 337 e non si è mai fatto nulla. Qui ogni giorno passano centinaia di frontalieri che lavorano in Svizzera oltre a numerosi turisti. Ora basta, non possiamo continuare a piangere morti".



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