Violentava una 22enne in cerca di droga, arrestato un nigeriano ad Ancona

Droga Ancona Polizia di Stato
Foto: Pixabay 
 Violenza sessuale, abusi sessuali, stupro

Negli ultimi mesi aveva violentato più volte, almeno 10-15, una 22enne tossicodipendente italiana in cerca di droga: con questa accusa la Polizia di Stato di Ancona ha fermato un nigeriano di 37 anni, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata e di cessione aggravata di sostanze stupefacenti.

Durante la perquisizione di un appartamento occupato da cittadini nigeriani, gli agenti hanno trovato la giovane in compagnia dell'uomo: tra i reati contestati a quest’ultimo, oltre alla detenzione di droga a fini di spaccio, la resistenza a pubblico ufficiale e lesioni per aver aizzato, durante il controllo, un pitbull contro un agente, rimasto ferito ad una mano. Successivamente, i poliziotti hanno raccolto la testimonianza della ragazza: dal suo racconto è emerso come, al fine di procurarsi lo stupefacente, avesse subito negli ultimi mesi numerose violenze sessuali.

Isaac pensava di lasciare il tribunale di Ancona in stato di libertà, dopo la condanna a 4 mesi per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e per spaccio di droga, invece è uscito in manette, destinazione il carcere di Montacuto, con accuse molto più gravi.

Il nigeriano Isaac era conosciuto nella sua comunità come 'il boss': rispettato e temuto, anche perché particolarmente violento. Violento nei confronti di quella ragazza, della quale ha abusato per tre mesi, chiudendosi in camera da letto nell'indifferenza di quelli che aveva intorno. Storie di violenze in un ambiente degradato: quando gli agenti sono entrati martedì 6 novembre in quella casa, hanno trovato droga ("anche se in quantità inferiore a quella che ci aspettavamo"), materiali per il confezionamento e lo spaccio delle dosi e condizioni igieniche pessime.

A sentire gli abitanti di quella Via Pergolesi, quell'appartamento era un centro di spaccio, frequentato soprattutto da giovani donne. Il giorno dell'irruzione dentro quella casa, oggi restituita all'ufficiale giudiziario, insieme a nove nigeriani, tra i quali Isaac 'il boss', l'unico a essere trattenuto nella celletta di sicurezza della questura, c'era anche una giovane italiana: gli inquirenti volevano sapere cosa ci facesse in quell'appartamento. 

Per ore non ha risposto alle domande, poi a notte fonda ha deciso di raccontare tutto: "Sono dipendente dall'eroina e Isaac me la passava", ma dopo aver consumato la dose, il 37enne nigeriano la portava in camera da letto e, approfittando del stato di torpore, la violentava. "Urlavo - ha detto la giovane ai poliziotti - ma nessuno entrava per aiutarmi". Tre mesi: tanto sono durate le violenze, tra dieci e quindici i rapporti sessuali non consenzienti. "I miei genitori? Non sapevano dove andassi a dormire - ha ammesso - e quando non ero con Isaac gli dicevo che dormivo a casa".
Un racconto che ha trovato conferme nelle analisi a cui e' stata sottoposta la giovane, presso l'unita' di crisi dell'ospedale 'Salesi' di Ancona.



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