Davigo contro Cantone, non combatte la corruzione

Davigo contro Cantone, non combatte la corruzione
 Davigo contro Cantone

Santa Margherita - Piercamillo Davigo sparta a zero sull'Autorità anticorruzione: l'Anac, dice il presidente dell'Anm, non combatte la corruzione. Davigo non si spinge fino a dire che sia un ente inutile, ma "è un'autorita' amministrativa, i suoi poteri non c'entrano con la repressione della corruzione". Al convegno dei giovani imprenditori di Santa Margherita, il presidente dell'Anm ha detto che l'Anac "fa cose diverse. Se pero' si fa passare l'idea che combatte corruzione si fa passare una cosa che e' impossibile".

"Se fossi ministro della Giustizia, farei una legge sulla corruzione diversa da quella fatta" che "serve a poco alzare le pene se non si sa a chi darle. I magistrati non sono capaci di fare politica. Tutti non sono capaci di fare politica? In genere si'. Il motivo - spiega - e' molto semplice, i magistrati sono scelti per competenza, i politici con un criterio di rappresentanza. I magistrati hanno le guarentigie per potersi infischiare di quello che fanno e pensano, non hanno bisogno del consenso. Dopo anni che agisce in questo modo un magistrato non e' capace di agire da politico".

A Davigo risponde a stretto gito il ministro della Giustizia: "non c'e' solo un aumento delle pene, ma la previsione di strumenti concepiti per la lotta alla criminalita' organizzata, come lo sconto di pena per chi collabora. Abbiamo anche reintrodotto il falso in bilancio e introdotto il reato di autoriciclaggio. Stiamo anche pensando nel ddl penale a procedure piu' semplici per le intercettazioni nei procedimenti su reati contro la Pubblica amministrazione". In particolare, aggiunge Andrea Orlando, "sul codice degli appalti credo si sottovaluti il beneficio di norme meno complicate, perche' il fenomeno della corruzione spesso si nasconde dietro procedure farraginose. Le dinamiche della prevenzione sono importanti. Quando si da' un giudizio su un testo di legge lo si deve dare nella sua interezza. Dire di una legge solo cio' che manca e non cio' che c'e' non e' una valutazione. Siamo pronti a discutere - afferma Orlando - purche' si riconoscano gli istituti che gia' esistono". (AGI)